L’EUMM cerca di tutelare la sicurezza della regione e indirettamente del Middle Corridor, mentre Tbilisi rafforza il dialogo con Mosca.
INTRODUZIONE
Il dispiegamento dell’EUMM (European Union Monitoring Mission), operativa dal 1° ottobre 2008, ha contribuito alla stabilizzazione della situazione lungo le ABL (Administrative Boundary Lines), le quali separano il territorio amministrato da Tbilisi dalle regioni separatiste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud. L’Ue ha ufficialmente prorogato fino al 14 dicembre 2026 il mandato della missione civile, composta da oltre 200 osservatori disarmati impegnati nel monitoraggio dell’Accordo di cessate il fuoco del 2008, riaffermando l’impegno a condurre pattugliamenti continuativi e documentare gli incidenti lungo le ABL.
Tale linea di demarcazione tra la Georgia e i territori separatisti non rappresenta un semplice confine ma costituisce uno dei principali indicatori della stabilità regionale e un persistente punto di frizione dell’ordine di sicurezza nel Caucaso meridionale.
In questo contesto, la presenza dell’EUMM può essere interpretata come una forma di deterrence by detection, ovvero una sorveglianza che contribuisce a ridurre il rischio di escalation e a incrementare i costi politici di eventuali azioni destabilizzanti.
La situazione però si scontra con una trasformazione del quadro politico interno: dal 2024 l’esecutivo guidato dal Georgian Dream ha progressivamente accentuato una posizione di hedging tra Occidente e Russia, culminata nella sospensione del processo di integrazione europea. Al contempo, la Georgia mantiene un ruolo strategico nel Middle Corridor.
Ne consegue che il quadro attuale può essere interpretato come una forma di free-riding geoeconomico, in quanto Tbilisi beneficia dell’ambiente di sicurezza e connettività sostenuto dall’Ue, pur perseguendo una politica multi-vettoriale, caratterizzata dalla normalizzazione di alcuni rapporti economici con la Federazione Russa e distante dagli orientamenti strategici di Bruxelles.
Questo disallineamento potrebbe generare margini di manovra sfruttabili da potenze terze, favorendone così una proiezione d’influenza nello spazio georgiano.
CORPUS

Fonte: elaborazione personale. “Performance and Actions Matrix – Timeline implementation Six Point Agreement”.
Nonostante l’EUMM non sia dispiegata per garantire o proteggere l’operato nel Middle Corridor, la misurazione dell’efficacia della missione, in termini di implementazione degli accordi e di stabilità di sicurezza sul terreno, permette di analizzare il divario tra la gestione formale del monitoraggio quotidiano e la parziale inattuazione del Six-Point Agreement del 2008.
La faglia risiede nelle persistenti criticità relative ai punti 3 e 5 e nei limitati progressi sul punto 6 dell’Intesa (come evidenziato nella matrice soprastante). Questa condizione determina una netta scissione:
Livello tattico: i meccanismi di de-escalation gestiti tramite la hotline EUMM e l’IPRM (Incident Prevention and Response Mechanism) a Ergneti mantengono una funzione essenziale per gestire incidenti e detenzioni lungo le ABL contribuendo a prevenire l’escalation del conflitto.
Livello strategico: l’assenza di progressi nei negoziati e il mancato ritiro delle forze russe lasciano spazio alle autorità de facto, che proseguono con la borderization attraverso l’installazione di reticolati e sistemi di videosorveglianza. Ciò esercita una pressione costante lungo le ABL e consolida la presenza russa nei territori occupati.
Sul piano analitico, questa distinzione permette l’analisi incrociata della documentazione sul campo e dei tracciamenti geografici. Si può così mettere in relazione la stabilità lungo le ABL con la vulnerabilità delle principali infrastrutture georgiane, comprese le vie inserite nel Middle Corridor.
La correlazione proposta non implica un ruolo dell’EUMM nella protezione diretta di tali infrastrutture ma mette in luce come il perdurare delle criticità territoriali e securitarie possa costituire un fattore di sensibilità per i nodi chiave del Paese.
| Infrastruttura Critica | Distanza dalla Linea di Contatto (ABL) | Impatto e Rischio di Sicurezza |
| Autostrada E60 | 400 metri | Rischio elevato di interruzione della mobilità gommata |
| Ferrovia Baku-Tbilisi | < 2 chilometri | Esposizione logistica dei flussi merci eurasiatici |
| Oleodotto Baku-Supsa | Intercettato fisicamente dall’ABL | Interruzione ciclica del transito energetico |
| Porto di Anaklia | 25 chilometri | Esposizione cibernetica e ridefinizione degli investimenti FDI |
Fonte: elaborazione personale. “Matrice di vulnerabilità infrastrutturale lungo le line ABL”.
La concentrazione geografica di infrastrutture fisiche, energetiche e digitali crea una catena strettamente interconnessa, nella quale la prossimità della linea di occupazione moltiplica gli effetti di eventuali tensioni.
Lungo l’autostrada E60 i cartelli d’occupazione avanzano costantemente e ne erodono i margini di percorribilità, mentre la contigua rete ferroviaria Baku-Tbilisi risente della stessa vicinanza, con possibili ricadute sulla regolarità del trasporto merci eurasiatico.
La linea di demarcazione intercetta fisicamente l’oleodotto Baku-Supsa, ne accresce l’esposizione e contribuisce alla riorganizzazione dei flussi energetici in raccordo con l’Azerbaigian.
Infine, la pressione terrestre ha conseguenze sul versante marittimo e digitale. Il passaggio sotto il controllo statale del futuro porto di Anaklia necessariamente ristruttura gli investimenti esteri e ridefinisce gli equilibri di sicurezza nel Mar Nero. Nel bacino transitano flussi navali lungo la costa e le dorsali sottomarine che collegano e veicolano la connettività dati verso l’Europa.
L’insieme di queste interdipendenze chiarisce il nesso tra la stabilità fisica georgiana e il funzionamento del Middle Corridor. Il presidio operativo EUMM contribuisce al prevenire di escalation, senza però eliminare le criticità della rotta.

Fonte: elaborazione personale. “Mappa delle infrastrutture critiche in Georgia (+ Baku, Azerbaigian)”.
IPOTESI SPECULATIVA
L’interazione tra il dispiegamento EUMM e la svolta politica di Tbilisi fa dunque emergere un’asimmetria strategica.
La missione dell’Ue contribuisce alla stabilità in cui operano le infrastrutture della Georgia senza però esercitarne una funzione di protezione diretta. Simultaneamente, l’odierna traiettoria politica adottata dall’esecutivo georgiano pone degli interrogativi sulla coerenza del percorso di integrazione europea e sulle condizioni operative della PSDC (Politica di sicurezza e di difesa comune).
Sul piano regionale, si stanno verificando nuove tensioni politico-economiche, come emerge anche dai seguenti eventi:
-Il 23 giugno 2026 il leader dell’Ossezia del Sud ha rassegnato le dimissioni per assumere il ruolo di consigliere diretto del presidente Vladimir Putin.
-Il 6 luglio alcuni esponenti parlamentari a Tbilisi hanno denunciato un marcato consolidamento e inasprimento del regime d’occupazione russo a Tskhinvali.
-L’11 giugno, la Repubblica separatista dell’Abkhazia e Mosca hanno intensificato la cooperazione e l’integrazione economica e militare.
Sebbene il 7 agosto 2026 alcuni partner internazionali quali Italia, Germania, Francia e Regno Unito abbiano condannato la presenza militare russa e riaffermato il sostegno all’integrità territoriale della Georgia, anche la percezione della popolazione evidenzia un distacco tra il piano diplomatico e la realtà quotidiana.
Le indagini del CRRC (Caucasus Research Resource Center) rivelano un deficit nella percezione dell’azione europea sul terreno. Tale divario è esplicativo dello scenario in atto poiché, a fronte della borderization, l’efficacia tecnico-operativa EUMM nella gestione delle micro-crisi non genera una vera deterrenza strategica. La capacità di proiezione dell’Ue rischia così di degradarsi in una stabilizzazione labile e passiva, lasciando il campo all’emerge di nuovi equilibri.
Per tali ragioni, l’ipotesi speculativa suggerisce il possibile delinearsi di un modello di gestione tripartita del territorio, nel quale:
1) La sicurezza fisica e la de-escalation tattica sono fornite dalle risorse dell’Ue;
2) Il controllo militare de facto e la pressione sui confini restano in mano a Mosca;
3) La governance economica georgiana è orientata verso il coinvolgimento di potenze e attori terzi attraverso investimenti stranieri, come nel caso sopracitato del porto di Anaklia a consorzi statali cinesi, e il consolidamento dei rapporti commerciali con la Russia.
SO WHAT
Per delineare gli sviluppi evolutivi con orizzonte tra fine 2026 e inizio 2027, viene adotta una struttura per scenari, assumendo il baseline come traiettoria di riferimento maggiormente probabile.
STABILITY CASE SCENARIO (BASELINE)
-Ipotesi chiave: si presuppone il rinnovo di 6 mesi del mandato EUMM ma parallelamente la prosecuzione della borderization ad intensità controllata. Si prevede che il governo georgiano consolidi la connettività del Middle Corridor, normalizzando i flussi commerciali con Mosca e Pechino, ma contestualmente evitando distacchi con la Russia.
-Impatti: le linee sui territori separatisti si cristallizzano e l’EUMM agisce da stabilizzatore passivo. L’esecutivo georgiano utilizza il presidio europeo per rassicurare gli investitori esteri senza rispettare i requisiti di allineamento normativo all’Unione.
-Strategie del modello previsionale: è auspicabile che venga preservata la piena operatività dei canali tattici, come Hotline e IPRM a Ergneti. Inoltre, sarebbe necessario continuare a pubblicare dati sull’avanzamento dei cartelli di confine per mantenere costante la pressione diplomatica internazionale su Tbilisi.
WORST CASE SCENARIO
-Ipotesi chiave: vengono imposte delle restrizioni geografiche ai pattugliamenti dell’EUMM, sia da parte del governo di Tbilisi sia dalle forze d’occupazione russe, causando un incremento degli incidenti di frontiera e delle preoccupazioni sulla sicurezza. Il rischio è l’intensificarsi di interferenze ibride (cyberattacchi e disturbi GPS) lungo il corridoio infrastrutturale.
-Impatti: l’interruzione della missione e il rafforzamento militare russo in Ossezia del Sud e in Abkhazia, con l’istituzione di capacità A2/AD[1]. I corridoi logistici principali vengono così compromessi, inclusi l’autostrada E60 e la ferrovia Baku-Tbilisi.
-Strategie del modello previsionale: si rende necessario stabilire un meccanismo autonomo di monitoraggio a distanza, tra cui un satellite e un tracciamento dei mezzi navali e aerei, per limitare i blocchi terrestri. Può essere utile vincolare qualsiasi dialogo o accordo economico con la Georgia al ripristino dell’accesso degli osservatori europei lungo l’ABL.
BEST CASE SCENARIO
-Ipotesi chiave: l’Ue adegua il mandato dell’EUMM integrando il pattugliamento con suoi droni e sistemi anti-jamming[2]. Bruxelles stringe accordi vincolanti con Tbilisi circa la trasparenza e il controllo sugli investimenti esteri (FDI screening) come condizione per mantenere il sostegno alle infrastrutture e alla sicurezza. L’obbiettivo principale è preservare la stabilità della Georgia, evitando escalation militari e rovesciamenti politici.
-Impatti: il ripristino di una capacità Ue di deterrenza e monitoraggio attivo per prevenire incidenti e limitare la vulnerabilità delle infrastrutture critiche, incluse quelle legate al porto di Anaklia e alle dorsali dati sottomarine. La Georgia rimane inserita nel corridoio commerciale Europa-Asia mentre il quadro di sicurezza evolve senza alcuna escalation regionale.
-Strategie del modello previsionale: sarebbe utile integrare il monitoraggio via terra con la Maritime Domain Awareness nel Mar Nero, per individuare tempestivamente incidenti e minacce lungo le infrastrutture. Si potrebbero poi introdurre clausole di protezione informatica per i progetti legati al Middle Corridor, in modo da garantire continuità dei flussi commerciali e logistici. La presenza dell’EUMM dovrà quindi avere una funzione preventiva e di stabilizzazione per evitare il deterioramento della situazione.
[1] L’anti-accesso/negazione dell’area (A2/AD) è una strategia militare volta a controllare l’accesso a un ambiente operativo e all’interno di esso.
[2] Sistemi che contrastano le interferenze delle comunicazioni e che possono interrompere i segnali satellitari come GPS o GNS.
