Il continente africano attraverserà degli anni ricchi di nuove elezioni e cambiamenti politici. L’Angola già si proietta nel 2022 e una donna potrebbe essere la prossima candidata alle presidenziali. Un atto da vera ambasciatrice dell’uguaglianza di genere? Isabel dos Santos, considerata da Forbes la donna più ricca d’Africa è anche la protagonista dello scandalo finanziario “Luanda Leaks”.

C’è aria di cambiamento. Dal punto di vista politico, l’Africa sta attraversando una fase transitoria di rinnovo in cui, il tema delle elezioni è molto rilevante nell’attuale scenario politico internazionale. È curioso seguire le mosse politiche e le nuove strategie elettorali che porteranno l’intero continente a mirare verso nuove prospettive o magari rafforzare quelle già esistenti. I governi e i potenziali candidati si stanno attivando e addirittura alcuni di essi in davvero largo anticipo.

La maggior parte delle elezioni si terranno nel corso di quest’anno ma qualcuno già si proietta nel 2022. Intorno ad un grandissimo polverone che si è sollevato in Angola, questa volta è una donna che tiene le redini delle prossime elezioni angolane. Isabel dos Santos, considerata da Forbes la donna più ricca del continente Africano, ha espresso la possibilità di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali che si terranno nel 2022 alla fine del mandato dell’attuale Presidente João Lourenço. Sembrerebbe un altro piccolo passo verso la rivoluzione di genere considerando che l’unica donna eletta presidente in Africa è l’etiope Sahle-Work Zewde. Peccato però che la notizia arriva subito dopo la pubblicazione di oltre 715 mila documenti compromettenti (incluse e-mails, contratti, fogli di calcolo, audit, documenti di incorporazione, organigrammi, verbali e video delle riunioni del consiglio di amministrazione, accordi di prestito, atti, appalti pubblici, fatture, consulenze fiscali e dichiarazioni fiscali) risultato delle indagini condotte dall’ International Consortium of Investigatives Journalists (ICIJ) e dei materiali scovati dalla Platforme de Protection des Lanceurs d’Alerte en Afrique (PPLAAF) con la collaborazione di altri media. I documenti mostrano pubblicamente in che modo la donna avrebbe creato la fortuna di cui è proprietaria.

La ‘principessa di Luanda’ è protagonista, con suo marito nonché socio in affari Sindika Dokolo, di un grave scandalo finanziario: Luanda Leaks (dal nome che l’ICIJ ha dato alla collezione di documenti compromettenti) scoppiato in Angola nel 2018. Figlia dell’ex presidente José Eduardo dos Santos (che ha guidato un governo autoritario dal 1970 al 2017) è stata accusata di aver creato la propria fortuna grazie ad attività lucrative nei settori delle proprietà terriere e edilizia, petrolio, diamanti e telecomunicazioni utilizzando una quantità ingente di denaro pubblico. Una perdita inaccettabile per uno dei Paesi più poveri del mondo in cui la maggior parte dei cittadini vive con poco meno di $2 al giorno nonostante si possa considerare il secondo Paese in Africa produttore di petrolio e uno tra i principali produttori di diamanti. Da Londra la donna nega ogni inchiesta giornalistica e riconduce questa situazione ad un tentativo dell’attuale governo di volerla mettere ‘fuori gioco’. Una strategia politica che lei definisce di ‘Wich Hunting’ (lett. caccia alle streghe). Che sarà come dice o è soltanto un tentativo per assicurarsi la possibilità di tornare a vivere ed agire indisturbata in Angola? Intanto pensa alla possibiità di candidarsi alle prossime elezioni del Paese e nel frattempo ci auguriamo che il potere giudiziario faccia il suo corso.

 

 

 
 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: