Visti i numeri strabordanti dell’economia cinese, il paese sembrerebbe immune da ogni impedimento, la macchina industriale a pieno regime garantiendo benessere e piena occupazione e dragando centinaia di migliaia di cittadini dalla povertà rurale.

Tuttavia, di pari passo, la Cina ha preso coscienza di un altro immane problema ereditato dalla politica del figlio unico.

Introdotta nel 1979, la politica del figlio unico proibiva per legge alle donne cinesi di partorire più di un figlio. Gli effetti di questa norma provocarono nell’immediato due conseguenze: in primis, il tasso di fertilità crollò progressivamente tra le classi più povere, in quanto una deroga all’obbligo era stata prevista sotto forma di onere di mora, il che permise solo alle famiglie più agiate di allargare ulteriormente la famiglia; in secundis, le famiglie contadine, dovendo scegliere il figlio da mantenere, avevano iniziato diffusamente una vera e propria azione di aborti selettivi per garantire la messa al mondo di un figlio maschio, sbilanciando ulteriormente il tasso di fertilità aggregato.

Visto il successo di tale politica, il tasso di fertilità in Cina – ovvero il numero medio di figli che una donna cinese partorisce in vita – è sceso ad 1.6 nel 2019, un numero vicino ai medesimi di alcuni stati dell’Unione Europea come Italia e Germania, laddove però questi ultimi annoverano una popolazione di 60 e 80 milioni di persone, il gigante asiatico è vicino a toccare la vetta del miliardo e mezzo di abitanti. La piramide demografica attesa per il 2050 descrive uno scenario in cui ogni 100 abitanti, 45 saranno di età superiore a 65 anni, con ricadute sia sulla produzione sia sul già precario sistema previdenziale cinese.

Avendo raggiunto la soglia di invecchiamento quando ancora era un paese in via di sviluppo, la Cina dovrà presto sostenere i problemi legati al costo del mantenimento di una vita dignitosa per la generazione nata negli anni 50, estremamente politicizzata, che ricadrà sulle nuove generazioni abituate al benessere e meno propensi a creare nuclei famigliari numerosi. Tutto questo nonostante la politica del figlio unico sia stata abbandonata nel 2013, troppo presto forse per ovviare al declino.

La corruzione diffusa, il controllo delle minoranze etniche, i problemi ecologico-ambientali ed il rapido invecchiamento della popolazione sono i 4 grandi ostacoli alla futura crescita della Cina, 4 ostacoli presenti proprio adesso che la Cina subisce gli assalti dell’amministrazione americana nei confronti delle sue merci, 4 ostacoli che potrebbero far perdere facilmente la guerra commerciale ed il futuro del paese stesso.

 

 

 

 
 
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