La crescente importanza dello spazio – sia nella sfera civile sia nella sfera militare – ha rinnovato sfide che sembravano proprie del confronto bipolare. Nell’attuale scenario internazionale e nell’ottica di un contesto operativo che sarà sempre più complesso, connesso, congestionato, ambiguo e rapidamente mutevole, lo spazio acquisisce un nuovo valore, trasformandosi in un vero e proprio dominio operativo.

La Difesa italiana – mediante l’Ufficio Generale Spazio – si prepara a “definire la strategia spaziale […] nonché l’organizzazione delle funzioni afferenti al dominio spaziale, nell’ottica di dare vita […] al Comando interforze delle Operazioni Spaziali (COS)”[1]: una sfida tanto ambiziosa quanto necessaria, che potrebbe trarre beneficio dalla riconosciuta abilità italiana in campo spaziale ma che – allo stesso tempo – potrebbe essere minata dall’instabilità delle istituzioni politiche nazionali e dalle scarse risorse messe a disposizione dalla struttura militare.

 

La natura duale delle infrastrutture spaziali e le nuove sfide per la sicurezza nazionale

Che si tratti di decidere cosa indossare al mattino o di monitorare il cessate il fuoco in Libia, di impostare un percorso su Google Maps o di guidare alcuni dei più moderni sistemi d’arma verso l’obiettivo, tutto si lega indissolubilmente all’utilizzo di infrastrutture spaziali (space-based infrastructures). La crescente dipendenza delle società moderne nei confronti di questo tipo di infrastrutture, alimentata anche dalle decisioni delle aziende di fornire sempre più servizi via satellite,[2] porta con sé nuove sfide per la sicurezza nazionale.[3]

Eventuali azioni ostili contro le infrastrutture spaziali di uno stato, mediante l’utilizzo di strumenti fisici/cinetici[4] o attraverso il dominio cyber – in previsione di scenari operativi multi-dominio e di minacce ibride – inciderebbero in maniera rilevante sia sulle capacità militare dello stesso sia sulle attività non militari svolte dalla collettività: la natura duale delle infrastrutture spaziali e la stretta collaborazione tra gli attori statali e attori privati nel settore spaziale[5]sollevano, inoltre, nuovi interrogativi riguardo i confini dei prossimi campi di battaglia.

Gli Stati Uniti e la Francia, riconosciuta la rilevanza di tale dominio e considerando gli sviluppi militari delle principali potenze non alleate – Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese[6] – in questo settore, hanno provveduto alla creazione di strutture militari dedicate esclusivamente allo sviluppo di capacità spaziali(U.S. Space Command-U.S. Space Force[7]/ “Armée de l’Air e de l’Espace-Commandement militaire des Opérations Spatiales[8])

L’Italia e lo spazio

“L’evoluzione dello scenario spaziale offre nuove opportunità e nuove sfide anche per potenze spaziali come l’Italia che si trovano a dover rispondere a tali cambiamenti, sia in termini di offerta di mercato sia di tutela degli interessi nazionali di Difesa e sicurezza, comprensivi degli obiettivi di gestione e tutela delle informazioni classificate”.[9] Con queste parole, la Presidenza del Consiglio dei Ministri delinea – all’interno della “Strategia Nazionale di Sicurezza per lo Spazio” – la posizione italiana nel nuovo scenario spaziale.

Riconoscendo che “le applicazioni ed i servizi erogati dalle infrastrutture spaziali sono risorse uniche e pregiate che influenzano in maniera trasversale le dinamiche di sviluppo delle generazioni future”[10], la stessa strategia descrive cinque obiettivi[11] da raggiungere sia “mediante il coinvolgimento di tutte le Istituzioni competenti in materia di sicurezza e difesa dello Stato”[12] sia mediante “il supporto dell’industria, del mondo accademico, della ricerca e del settore privato”.[13]

Tali obiettivi potranno essere raggiunti sfruttando il patrimonio tecnico e tecnologico acquisito dall’Italia nel corso degli anni: “l’Italia vanta nel settore [aerospaziale] un’enorme tradizione per quanto riguarda le tecnologie: oggi siamo uno dei pochi Paesi ad avere una filiera aerospaziale completa – composta sia da campioni nazionali che da PMI – e, dunque, un autonomo accesso allo spazio.”[14]

Verso il Comando Interforze Operazioni Spaziali

L’Ufficio Generale Spazio – come già anticipato – è solo il primo passo verso la creazione di una struttura militare più articolata, dedicata esclusivamente allo spazio, ovvero il Comando interforze Operazioni Spaziali.

Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa (fonte: Ministero della Difesa)

Un primo passo che, nonostante le già citate potenzialità italiane, potrebbe essere minato dall’instabilità politica dell’istituzione parlamentare e dalle scarse risorse destinate alla Difesa. Se l’approccio interforze proposto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa –  peraltro coerente con la natura del dominio spaziale –  potrebbe evitare scontri interni alle diverse forze armate riguardo l’allocazione delle risorse, la natura di queste risorse resta un tema centrale per la buona riuscita del progetto.

Una questione che si lega a doppio filo con la percezione del pericolo da parte dei cittadini e dei decisori politici: chi avesse proposto – mesi fa – l’acquisto di milioni di mascherine e migliaia di respiratori in vista di una probabile – ma non percepita come tale – emergenza sanitaria sarebbe stato trattato, nella migliore delle ipotesi, come un pericoloso attentatore alle finanze pubbliche.

Sensibilizzare, quindi, l’opinione pubblica ed i decisori politici riguardo i nuovi rischi legati al mancato presidio dello spazio dovrebbe essere un obiettivo prioritario per la Difesa, almeno al pari della creazione del Comando interforze: sottolineare la natura duale delle infrastrutture spaziali potrebbe assicurare i fondi necessari ad un progetto che è naturalmente di medio-lungo periodo,[15] mitigando così l’incidenza del rapido susseguirsi dei cicli elettorali sulle future capacità della Difesa.

Un altro fattore importante per la buona riuscita del progetto potrebbe essere quello della cooperazione internazionale: cooperare in ambito NATO[16]/UE o mediante accordi bi/multilaterali potrebbe consentire sia uno sviluppo – relativamente –  meno difficoltoso delle capacità richieste sia veicolare un’idea di utilizzo responsabile dello spazio, creando così il giusto contesto nel quale inserire la creazione di una nuova normativa internazionale – auspicabilmente di natura consuetudinaria – che tenga conto della realtà spaziale attuale.

Considerando, inoltre, la sempre più stretta correlazione tra dominio spaziale e dominio cyber si potrebbe ipotizzare l’unione o una stretta integrazione tra il Comando interforze delle Operazioni Spaziali ed il Comando interforze delle Operazioni in Rete (COR).[17]

“Conquistare e mantenere l’idoneità e l’abilità ad esprimere il potere spaziale”,[18] in conclusione, è una sfida complessa ma “quasi irrinunciabile per la Nazione”,[19] che richiederà lo sforzo unitario di tutte le componenti dello Stato poiché un fallimento rappresenterebbe una perdita per tutta la collettività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonti

https://www.asi.it/trasporto-spaziale/vega/

Camporini, Vincenzo “Guerre stellari in arrivo. Il punto del generale Camporini” (Formiche.net – 22 dicembre 2019) https://formiche.net/2019/12/guerre-stellari-in-arrivo-camporini-spiega-perche/?fbclid=IwAR3bB9tdTyCgfLYLcO3PA38-dyg-ytbJiasUxNXBA8a5jhxDQlVCT33HtY8

Catalano, Claudio, “Iniziative di Difesa Europee e sviluppo tecnologico”, in Osservatorio Strategico  CeMISS  (2019-Anno XXI n.II) p. 14 https://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/DocumentiVis/Osservatorio_Strategico_2019/OS_02_2019/02_CATALANO_OS_02_2019.pdf

“Concetto Strategico del Capo di Stato Maggiore della Difesa” https://www.difesa.it/SMD_/CaSMD/concetto_strategico_casmd/Pagine/default.aspx

https://edition.cnn.com/2020/01/29/tech/spacex-starlink-satellite-internet-launch-scn/index.html

National Air and Space Intelligence Center, “Competing in Space”,  16 January 2019 https://www.nasic.af.mil/News/Article-Display/Article/1733201/usaf-nasic-releases-unclassified-competing-in-space-assessment/)

https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_171028.htm

Pigoni, Livio “Space: the New Frontier of Security Policy”, in CSS Analyses in Security Policy, No. 171, April 2015 p.2 https://css.ethz.ch/content/dam/ethz/special-interest/gess/cis/center-for-securities-studies/pdfs/CSSAnalyse171-EN.pdf

Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2019” http://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Organizzazione/ArticolazioneUffici/UfficiDirettaPresidente/UfficiDiretta_CONTE/COMINT/Strategia_spazio_20190718.pdf

Presidenza del Consiglio dei Ministri, “Strategia Nazionale di Sicurezza per lo Spazio”, (Roma 18 luglio 2019) http://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Organizzazione/ArticolazioneUffici/UfficiDirettaPresidente/UfficiDiretta_CONTE/COMINT/Strategia_spazio_20190718.pdf  p. 3

Stato Maggiore della Difesa, III Reparto-Politica Militare e Pianificazione, “Environmental Concept 001” https://www.difesa.it/SMD_/Staff/Reparti/III/Trasformazione/Pagine/Environmental_Concept.aspx

https://www.thedrive.com/the-war-zone/32346/the-air-force-and-spacex-are-teaming-up-for-a-massive-live-fire-exercise

Tucker, Patrick, “China, Russia Building Attack Satellites and Space Lasers: Pentagon Report” in Defense One (12 Febbraio 2019) https://www.defenseone.com/technology/2019/02/china-russia-building-attack-satellites-and-space-lasers-pentagon-report/154819/

 

 

[1]https://www.difesa.it/SMD_/CaSMD/concetto_strategico_casmd/Pagine/default.aspx

[2]https://edition.cnn.com/2020/01/29/tech/spacex-starlink-satellite-internet-launch-scn/index.html)

[3]https://css.ethz.ch/content/dam/ethz/special-interest/gess/cis/center-for-securities-studies/pdfs/CSSAnalyse171-EN.pdf

[4] Strumenti fisici: missili anti-satellite (ASAT); possibilità di utilizzare gli stessi satelliti come arma, facendoli entrare in rotta di collisione con altri satelliti e/o dotandoli di carica esplosiva o di altri strumenti meccanici che siano in grado di interferire fisicamente contro potenziali obiettivi; l’utilizzo laser, integrati su altri satelliti o su aerei, oppure agenti chimici per “accecare” temporaneamente o irreversibilmente i satelliti nemici https://www.nasic.af.mil/News/Article-Display/Article/1733201/usaf-nasic-releases-unclassified-competing-in-space-assessment/

[5] https://www.thedrive.com/the-war-zone/32346/the-air-force-and-spacex-are-teaming-up-for-a-massive-live-fire-exercise

[6] https://www.defenseone.com/technology/2019/02/china-russia-building-attack-satellites-and-space-lasers-pentagon-report/154819/

[7] https://iari.site/ius-space-force-una-nuova-forza-per-nuove-sfide/

[8]https://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/DocumentiVis/Osservatorio_Strategico_2019/OS_02_2019/02_CATALANO_OS_02_2019.pdf

[9]http://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Organizzazione/ArticolazioneUffici/UfficiDirettaPresidente/UfficiDiretta_CONTE/COMINT/Strategia_spazio_20190718.pdf p. 3

[10] Ibid p. 2

[11]Ibid p. 4  a) garantire la sicurezza delle infrastrutture spaziali (nelle due accezioni anglosassoni di safety e security) da considerarsi abilitanti dell’insieme delle infrastrutture nazionali; b) tutelare la sicurezza nazionale anche attraverso lo spazio, garantendone l’accesso e l’uso delle relative capacità in ogni situazione; c) rafforzare e tutelare il comparto istituzionale, industriale e scientifico, anche allo scopo di tutelare le informazioni classificate nazionali; d) promuovere a livello internazionale una governance spaziale in grado di garantire la sostenibilità, safety e security delle attività spaziali; e) garantire che lo sviluppo di iniziative private nel settore spaziale (upstream e downstream) sia coerente con i preminenti interessi del Paese.

[12] Ibid

[13] Ibid p. 3

[14] Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2019”

Il progetto del lanciatore Vega, nato in Italia ma adottato dall’Agenzia Spaziale Europea, è uno degli esempi tangibili delle capacità spaziali nazionali: il progetto Vega è stato finanziato per il 65% dall’Italia e le aziende nazionali hanno avuto ruoli chiavi nella sua realizzazione. (fonte:https://www.asi.it/trasporto-spaziale/vega/)

[15] Presidenza del Consiglio dei Ministri, “Strategia Nazionale di Sicurezza per lo Spazio”, p. 3

[16] Lo spazio è stato riconosciuto come nuovo dominio operativo NATO a seguito della riunione dei ministri della difesa dell’Alleanza Atlantica tenutasi a Bruxelles il 20 novembre 2019. (fonte:https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_171028.htm)

[17] Vecciarelli, Enzo, “Il Concetto Strategico del Capo di Stato Maggiore della Difesa”

[18] https://www.difesa.it/SMD_/Staff/Reparti/III/Trasformazione/Pagine/Environmental_Concept.aspx

[19] Ibid

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