Un terzo sfidante: terremoto politico in vista in Georgia?

A tre mesi dalla manifestazione antigovernativa del 20 giugno [2], migliaia di persone nella notte di venerdì si sono riversati davanti al parlamento georgiano per protestare contro il governo presieduto dal partito “Sogno Georgiano”. Il nome ufficiale della protesta può essere tradotto in italiano con “Vergognatevi” e mirava a manifestare lo sdegno popolare per la nomina a primo ministro di Giorgi Gakharia e l’atteggiamento non sufficientemente antirusso del governo. Gakharia, infatti, era ministro dell’interno quando la polizia ha represso con la forza i manifestanti del 20 giugno, ed è quindi reputato parzialmente responsabile per le azioni delle forze dell’ordine [3]. La protesta di questo 20 settembre, dunque, ha avuto un carattere marcatamente antigovernativo con slogan come “Uniti Contro Uno” visibili tra la folla.

Viene quindi da chiedersi di quanto sostegno goda il governo attuale, visto anche che le prossime elezioni parlamentari si terranno in ottobre 2020. Utilizzando alcuni dati raccolti dal Caucasus Resource Research Center (CRRC), si può notare che l’apatia politica e l’insoddisfazione dominano i sentimenti dei cittadini del paese. Infatti, solo il 20% dei georgiani voterebbe per il partito del governo attuale, Sogno Georgiano, mentre il 54% non voterebbe nessuno o non è indeciso [4]. Il governo dunque non è molto popolare e cresce l’insoddisfazione delle persone. Il problema è che manca un vero e proprio sfidante che possa approfittare dell’attuale “fragilità” di Sogno Georgiano. Infatti, anche il maggior partito di opposizione, il “Movimento Nazionale Unito”, gode di poca fiducia, con solo il 9% dei georgiani che si dichiara disposto a votarlo. Il partito, fondato dall’autoesiliato Mikheil Saakashvili, non riesce a convincere del tutto la popolazione – anche perché lo stesso Saakashvili, da presidente, utilizzò polizia e carcere in modo eccessivo e brutale.

La situazione è dunque di grande malcontento e insoddisfazione verso il governo, senza che però ci sia un partito o un leader carismatico in grado di vincere contro l’attuale establishment. Questo contesto offre una finestra di opportunità a un potenziale sfidante che sia in grado cogliere l’occasione e raccogliere i voti dei tanti georgiani indecisi su cosa votare. E a cogliere l’occasione ci ha sicuramente pensato Mamuka Khazaradze, milionario cofondatore della JSC TBC Bank e grande investitore nel nuovo porto di acque profonde di Anaklia. L’uomo d’affari ha infatti lanciato il suo nuovo movimento, chiamato Lelo, il 12 settembre dalle spiagge di Anaklia. Lelo è il nome dello sport tradizionale praticato in Georgia molto simile al rugby (ma un po’ più violento). L’idea comunicata è quella di entrare con fermezza nel fangoso contesto politico georgiano e fare meta. A questo proposito buona parte della sua campagna punta sullo sviluppo economico e posti di lavoro che il porto di acque profonde di Anaklia porterebbe.

Immagine del progetto del porto di acque profonde di Anaklia. Ancora in fase di realizzazione, dovrebbe diventare operativo nel 2022. Georgia Today

Khazaradze, da esterno alle vicende politiche dell’ultimo ventennio, ha delle buone possibilità di competere contro Sogno Georgiano e Movimento Nazionale Unito. Tuttavia, la strada sarà in salita. Le relazioni interpersonali e le finanze sono infatti estremamente importanti nella competizione politica georgiana. E Khazaradze è sì un milionario con molte conoscenze nel mondo imprenditoriale, ma d’altra parte il suo principale avversario, il fondatore di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili, è l’unico miliardario del Paese e possiede una certa influenza nel settore giudiziario. Non a caso, lo sfidante Khazaradze è già stato accusato di riciclaggio di denaro e i suoi conti sono stati congelati. Il progetto del porto di acque profonde di Anaklia rischia anche di ricevere una battuta d’arresto per via di certe pressioni governative [1]. Il progetto, infatti, potrebbe per davvero portare sviluppo economico al Paese e mettere in eccessiva buona luce il rivale non gradito.

La strada per Khazaradze è dunque irta di ostacoli e il suo programma politico deve ancora consolidarsi. Per ora sappiamo che proporrà una visione europeista, ma al tempo stesso aperta alla Belt and Road Initiative cinese. L’impressione infatti è di avere davanti più un partito anti-establishment, che vuole rottura e rinnovamento, che un partito con una solida base ideologica. Ed è forse questo che molti georgiani cercano.

I movimenti e partiti più ideologicamente schierati a destra o a sinistra, infatti, stanno aumentando il loro consenso in Georgia, ma non riescono a sfondare. Gli ultraconservatori e populisti di “Alleanza dei Patrioti”, per esempio, sono dati oggi solo al 4% [3] e il movimento di estrema destra “Marcia Georgiana” rimane minoritario [6]. Sull’altro versante, i movimenti liberal a favore delle minoranze LGBTQ+ stanno ottenendo progressivamente più simpatie, ma fanno breccia soprattutto nei giovani e non riescono a penetrare nelle fasce più anziane della popolazione [7]. Questi movimenti e partiti minori dovrebbero comunque riuscire ad ottenere qualche rappresentanza qualora si candidassero alle elezioni parlamentari di ottobre 2020. In tale occasione infatti, se il governo manterrà le promesse, verrà utilizzata per la prima volta un sistema proporzionale con una soglia di sbarramento dello 0.67%. Se Khazaradze dovesse quindi riuscire a sfondare nelle prossime elezioni, potrebbe essere costretto ad appoggiarsi ad alcuni di questi partiti minori per avere i numeri per governare.

In ogni caso, Khazaradze e il suo Lelo si prospettano come un possibile terremoto nella vita politica georgiana. Una terza via arrivata forse al momento giusto, visto lo scarso consenso dei concorrenti. Il vero ostacolo, tuttavia, sarà superare l’influenza e le risorse di cui gode il patrone miliardario Bidzina Ivanishvili.

[1] https://eurasianet.org/georgias-third-option?fbclid=IwAR2lTXrGz8LDiZT0ITJ3WWtXHMIrI81Ibw9HwEvU1KIt2aP8fuOmKq6h5NU

[2] La manifestazione fu causata dalla rabbia dei georgiani nel sentire Sergei Gavrilov, deputato russo e membro della Duma per il Partito comunista, rivolgersi nella sua lingua madre ai parlamentari georgiani mentre era seduto in parlamento nello scranno riservato al presidente. Per un approfondimento: https://www.iariweb.com/post/cosa-sta-succedendo-in-georgia

[3] Il 68 % delle persone intervistate nel sondaggio “Public attitudes in Georgia, July 2019” ritiene che il governo abbia usato eccessiva forza nel disperdere i manifestanti il 20 giugno. Il survey può essere consultato nel seguente link: https://caucasusbarometer.org/en/nj2019ge/JU20APEX/

[4] https://caucasusbarometer.org/en/nj2019ge/VOTPARL1/

[5] http://georgiatoday.ge/news/16761/MRDI-Doubts-Anaklia-Port-Will-Stick-to-Construction-Timeline

 [6] https://worldview.stratfor.com/article/little-stop-it-georgias-far-right-expands-its-reach-neo-nazi-white supremacism#/entry/jsconnect?client_id=633726972&target=%2Fdiscussion%2Fembed%3Fc%3D1568995123071%26vanilla_category_id%3D1%26vanilla_identifier%3D312176%26vanilla_url%3Dhttps%253A%252F%252Fworldview.stratfor.com%252Farticle%252Flittle-stop-it-georgias-far-right-expands-its-reach-neo-nazi-white-supremacism

[7] https://oc-media.org/more-young-georgians-say-queer-rights-are-important-than-not-poll-finds/#more-20674

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