Il 12 febbraio 2020, dopo anni di negoziazioni, il Parlamento europeo ha approvato l’accordo di libero scambio (EVFTA—EU-Vietnam Free Trade Agreement) e l’accordo protezione degli investimenti (EVIPA—EU-Vietnam Investment Protection Agreement) tra UE e Vietnam. Definito “l’accordo più ambizioso mai concluso con un paese in via di sviluppo”, questo passo segna un momento storico nelle relazioni tra UE e Vietnam e rappresenta un’opportunità senza precedenti.

Il 30 marzo 2020, i membri del Parlamento europeo hanno dato il consenso per l’accordo di libero scambio con il Vietnam. L’8 giugno i deputati dell’Assemblea nazionale del Vietnam hanno approvato gli accordi con oltre il 95% dei voti a favore, e il 30 giugno è stato dato il via libera definitivo. Gli accordi entreranno ufficialmente in vigore dal 1° agosto 2020, e sosterranno la crescita tra il Vietnam e l’UE la liberazione graduale dei flussi commerciali tra le due parti nei prossimi dieci anni. Inoltre, promuoveranno la crescita di opportunità per gli imprenditori dell’UE per fare affari e investire in Vietnam. Nel dettaglio, alcuni dei vantaggi forniti dall’accordo includono:

  • L’eliminazione del 71% dei dazi vietnamiti all’entrata in vigore dell’accordo e il restante nei prossimi 7 anni, e l’azzeramento del 65% dei dazi sull’export europeo dall’entrata in vigore dell’accordo, con l’eliminazione dei restanti nell’arco dei prossimi 10 anni;
  • L’apertura al mercato degli appalti pubblici per le aziende europee;
  • La riduzione degli ostacoli non tariffari.

Attratta delle crescenti opportunità presenti nel Sud-est Asiatico, l’Unione Europea ambiva già da tempo ad ampliare la sua influenza ed espandere il proprio mercato nel territorio per affermare il ruolo dell’UE in Vietnam e nell’intera regione, offrendo una valida alternativa a una totale dipendenza dalla Cina. L’Associazione  delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN) è il quarto mercato più grande del mondo e negli ultimi anni sta registrando notevoli tassi di sviluppo e, per questo, sta attirando numerosi investimenti esteri, tra cui quelli europei. Anche per questo da anni l’Unione Europea è in fase di negoziazione per concludere accordi di libero scambio con le principali economie della regione, come ad esempio Singapore, Vietnam, Malesia, Tailandia, Filippine e Indonesia. Al termine della fase di negoziazioni bilaterali l’obiettivo principale dell’Unione sarebbe dirigersi verso un accordo commerciale multilaterale con l’ASEAN.

Tra i paesi dell’ASEAN, il Vietnam è particolarmente interessante per gli investitori e nel corso degli anni è diventato il secondo più grande partner commerciale dell’UE, dopo Singapore. Si registrano scambi di merci per 47,6 miliardi di euro all’anno e 3,6 miliardi di euro in servizi, superando importanti rivali regionali quali Indonesia e Tailandia. Infatti, il Vietnam il secondo paese ad aver finalizzato un accordo di libero scambio con l’Unione Europea tra i paesi dell’ASEAN: Singapore ha firmato un accordo di libero scambio con l’UE nel 2018. Da allora la città-stato ha goduto di un’enorme crescita economica e l’accordo ha aiutato le aziende locali e gli investitori ad accedere ai mercati esteri e a beneficiare di agevolazioni tariffarie, oltre a garantire l’accesso preferenziale a determinati settori e la protezione della proprietà intellettuale. Guardando al caso della crescita di Singapore dopo l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio, ci sono tutti i presupposti per uno sviluppo di pari livello anche per il Vietnam.

Inoltre, l’EVFTA è un accordo estremamente innovativo, con vantaggi che mirano a una crescita economica sostenibile. Al contempo, l’innovazione e al contempo la sfida principale di questo accordo è rappresentata dalla presenza di norme vincolanti su clima, lavoro e diritti umani. Per sostenere il progresso sociale e i diritti dei lavoratori e la protezione di essi, l’accordo include una clausola di sospensione in caso di mancata tutela di tali diritti. Così facendo si prevede che il Vietnam faccia sforzi per cambiare il campo dei diritti del lavoro, oltre a garantire in generale il rispetto di alti standard ambientali e sociali, in perfetta linea con i regolamenti europei. L’EVFTA obbliga il Vietnam ad applicare le norme dell’accordo di Parigi[1] e la ratifica di due progetti di legge, uno sull’abolizione del lavoro forzato, l’altro sulla libertà di associazione, rispettivamente entro il 2020 e il 2023. Questa clausola in particolare ha però causato scetticismo, poiché la scarsa protezione dei diritti umani e del lavoro sono problematiche che in Vietnam persistono da lungo tempo.

[1] Per approfondimenti riguardanti l’Accordo di Parigi: https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it

 

L’entrata in vigore dell’EVFTA cade però in un periodo particolarmente difficile per l’economia mondiale. A causa dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19, gli scambi commerciali in tutto il mondo stanno subendo danni senza precedenti. Tuttavia, per quanto le attuali condizioni possano sembrare estremamente sfavorevoli per l’entrata in vigore di un accordo di libero scambio, esso può essere visto come uno strumento importante per la ripresa economica post-pandemia. Nell’incoraggiare i paesi a cercare condizioni e riforme che consentano al capitale e al lavoro di riassestarsi, l’accordo fornisce gli strumenti per creare un clima migliore in un futuro post-pandemia.

In conclusione, il potenziale dell’accordo per superare la situazione economica post-pandemica dipenderà fortemente dalla capacità di entrambe le parti di identificare i benefici all’interno di ciascun settore. Le condizioni dell’accordo contribuiranno sicuramente a ridurre al minimo l’impatto dei danni e contribuiranno alla ripresa delle relazioni commerciali UE-Vietnam in modo molto più rapido. Inoltre, l’accordo non solo garantirà all’Europa una leadership più forte nel Sud-est Asiatico, ma grazie al commercio libero, allo stesso tempo garantirà al Vietnam un accesso privilegiato al mercato dell’Unione e la sua economia potrà prosperare grazie agli investimenti, diminuendo la dipendenza dal mercato cinese. È stato stimato dalla Commissione europea che gli accordi comporterebbero un aumento delle esportazioni in Vietnam del 29% e un aumento del PIL a $29,5 miliardi nel 2035. La tempistica, dunque, è adatta ed è oggi più che mai un’opportunità irripetibile. La corretta gestione della pandemia e la capacità di trarre profitto dalle possibilità di accesso al mercato dell’euro potranno porre progressivamente il Vietnam ai primi posti nelle economie dell’ASEAN. Per quanto riguarda la protezione dei diritti umani e del lavoro, nonostante l’innegabile difficoltà nel mantenere tale clausola, per il Vietnam basterà dimostrare cooperazione e impegno costante nell’attuazione delle norme fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Dunque, il commercio libero ed equo è la migliore strategia per la crescita economica in un periodo come questo, e l’accesso privilegiato al mercato dell’UE garantirà al Vietnam il posto tra le nazioni più dinamiche e prospere nel cuore dell’Asia.

Note

[1] Per approfondimenti riguardanti l’Accordo di Parigi: https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it

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