La diffidenza dei leader mondiali nei confronti del presidente americano e la scarsa credibilità che essi gli attribuiscono ad oggi sono più che mai evidenti. Quando il presidente Bill Clinton affrontò il processo di impeachment nel 1998, la reazione del mondo fu molto diversa ed egli godette di un vastissimo supporto mondiale: è celebre infatti la standing ovation con cui Clinton fu accolto nel 1998 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, proprio mente il procedimento di impeachment ai suoi danni si stava delineando.

Oggi, sarebbe invece estremamente improbabile, se non impossibile, che Trump possa godere di un simile sostegno. Il processo di messa in stato di accusa dell’attuale presidente degli Stati Uniti è solo l’ennesima fonte di intrattenimento che la Casa Bianca ha fornito al resto del mondo. Infatti, la percezione di autorevolezza e serietà del presidente americano non è mai stata tanto debilitata.

Recentemente, infatti, il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, uno degli alleati più strategicamente importanti per gli Stati Uniti, in vista delle elezioni, ha cercato di mantenere debite distanze dal presidente americano, probabilmente per paura di dover pagare le conseguenze della vicinanza a un leader dalla presidenza tanto traballante come quella di Trump.

Inoltre, durante l’ultimo vertice  NATO, altri leader come il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro canadese Justin Trudeau sono stati colti in flagrante dalle telecamere mentre deridevano il leader americano, anche in presenza di Boris Johnson e del primo ministro dei Paesi Bassi Mark Rutte.

Probabilmente, l’astuzia di Clinton fu sostanzialmente la capacità di coltivare al meglio le strette relazioni interpersonali con gli altri leader del mondo, trasformandole in sostegno politico in tempi estremamente difficili. Trump, invece, con il suo continuo voler snobbare o calpestare i suoi alleati, si sta ritrovando circondato da leader progressivamente ostili e diffidenti che inevitabilmente debilitano la percezione di autorevolezza della sua figura.

Tuttavia, se il prestigio di Trump tra i leader mondiali ha subito un ulteriore tracollo a causa dell’avvio della procedura di impeachment, lo stesso non si può dire per il suo gradimento all’interno degli elettori statunitensi. Lo scandalo ucraino non ha infatti scalfito, secondo gli ultimi sondaggi, la popolarità del presidente americano, le cui possibilità di rielezione non paiono affatto compromesse dagli eventi relativi all’impeachment. Ben diversa fu la situazione per Clinton, il cui gradimento ebbe un crollo a causa degli avvenimenti successivi alla scoperta del suo affair con la stagista Monica Lewinsky.

Fonti

https://www.repubblica.it/esteri/2019/12/13/news/impeachment_trump_voto_commissione-243398091

https://edition.cnn.com/2019/12/15/politics/trump-clinton-impeachment/index.html?fbclid=IwAR3h14G4Eoxv_0v9WOte6_8rc1gHbvJ1jC8RWxKQ87nup6JpTuygggDbXYI

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