ll 28 novembre 2019, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act. La legge mira a proteggere i diritti civili a Hong Kong e consente l’uso di diplomazia e sanzioni economiche contro quelle iniziative che Washington considera violazioni dell’autonomia della città di Hong Kong. La firma di Trump è arrivata nove giorni dopo l’approvazione della legge da parte del Senato degli Stati Uniti il 19 novembre. Trump ha inoltre approvato la Protect Hong Kong Act, che vieta l’esportazione a Hong Kong di dispositivi di controllo della folla, come i gas lacrimogeni e i proiettili di gomma.

Dal 1992, in virtù del Hong Kong Policy Act, gli Stati Uniti riconoscono uno stato speciale alla città di Hong Kong. Tale accordo dichiarò infatti che gli USA avrebbero trattato Hong Kong come un ente indipendente dalla Cina in merito ai loro rapporti economici, alla cooperazione e all’imposizione di sanzioni. L’alto grado di autonomia di Hong Kong da Pechino venne stabilito dalla Sino-British joint declaration del 1984, che trasferì ufficialmente la città, a partire dal luglio 1997, dalle mani britanniche a quelle della Repubblica Popolare Cinese.

Oggi, mentre a Hong Kong gli scontri tra polizia e manifestanti diventano sempre più violenti, il Presidente americano Donald Trump ha approvato una legge che mostrerebbe il supporto statunitense ai protestanti di Hong Kong: l’ Hong Kong Human Rights and Democracy Act. Uno dei punti più importanti della legge permette infatti di ricorrere a iniziative diplomatiche e all’imposizione di sanzioni ai danni di chiunque minacci lo stato di alta autonomia di Hong Kong. Inoltre, la legge dichiara che gli Stati Uniti non negheranno il visto americano ai residenti di Hong Kong per il solo motivo di aver partecipato alle proteste. Oltre a ciò, il Dipartimento di Stato si impegna a fornire annualmente una valutazione riguardo la situazione di Hong Kong e il suo livello di autonomia da Pechino.

Tuttavia, è possibile affermare che sia proprio quest’ultimo il vero punto più economicamente e politicamente rilevante. La chiara necessità degli Stati Uniti di riesaminare ogni anno le condizioni di Hong Kong e giudicare se la città possa ancora godere di un processo decisionale autonomo da Pechino è sicuramente un cambiamento inedito. Dunque, se secondo la legge appena approvata, gli Stati Uniti dovessero mai arrivare alla conclusione che la città di Hong Kong non sia più autonoma da Pechino, questo comporterebbe una rivalutazione dei loro accordi, trattati e leggi. Anche se alcuni credono che ciò in realtà sarebbe troppo punitivo per Hong Kong, altri invece sostengono che tale scelta costringerebbe la Cina a rivedere la propria posizione concedendo più libertà alla città, data la sua enorme importanza economica e finanziaria.

La reazione di Pechino all’approvazione dell’Hong Kong Human Rights and Democracy Act non ha tardato ad arrivare. Il ministro degli esteri cinese ha infatti condannato la legge dichiarando che Pechino potrebbe ricorrere a dure contromisure qualora Washington desse seguito alla legge. La Cina, concependo Hong Kong come un prolungamento del proprio territorio, ovviamente considera l’intromissione di qualsiasi paese straniero nelle loro questioni interne come una minaccia.

Nonostante Hong Kong rischi quindi di diventare una pedina nel gioco di potere tra cinesi e americani, i leader della protesta, come Joshua Wong, si sono dimostrati tutt’altro che scettici, considerando la legge come un grandissimo risultato, frutto di lunghi mesi di sacrificio dei manifestanti.

Le relazioni tra Cina e Stati Uniti, già seriamente compromesse, potranno soffrire della firma di tale legge e rischiano di mettere in discussione le intese commerciali sui dazi tra le due potenze, tuttora in via di definizione. Sembra inoltre chiaro che Trump abbia in un certo senso subito il procedimento parlamentare che ha portato all’approvazione della legge. Infatti, nonostante il presidente fosse maggiormente interessato a concludere le trattative commerciali con la Cina, non avrebbe mai potuto rifiutarsi di firmare una legge che tutela diritti umani e democrazia all’estero.

Fonti

https://www.cfr.org/in-brief/how-congress-trying-support-hong-kong-protesters

https://www.cnbc.com/2019/11/21/trump-signing-hong-kong-rights-bill-could-hurt-us-china-relationship.html

https://fas.org/sgp/crs/row/IF10956.pdf

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