L’Unione Europea e alcuni dei suoi stati membri come Francia, Germania, Grecia e Italia hanno firmato numerosi accordi riguardanti la realizzazione di infrastrutture quali ferrovie, autostrade, porti e oleodotti con la finalità di garantire per la Cina innanzitutto un migliore accesso alle sue esportazioni e importazioni. Si tratta della cosiddetta via della Seta che ha scatenato le preoccupazioni di Washington e del Presidente Trump per un possibile deragliamento dell’Europa verso un’eccessiva influenza Cinese.

Ma a Bruxelles già da tempo sanno bene che non bisogna mai affidarsi ad un unico interlocutore, ma è sempre meglio diversificare per cercare di dialogare con tutti traendo così il miglior vantaggio possibile. Questo lo si è fatto per esempio nel campo energetico svincolandosi dalla eccessiva dipendenza del gas Russo e importarlo da altri paesi produttori. L’Unione mette in campo così la stessa strategia e stringe un sodalizio con il Giappone del primo ministro Shinzo Abe, l’accordo è una chiara risposto alla Beld and Road Initiative, l’enorme piano infrastrutturale ideato dalla Cina a cui hanno aderito 150 paesi tra cui metà dei paesi europei.

Il nuovo accordo firmato tra Ue e Giappone è stato chiamato “Connectivity partnership” coprirà settori come i trasporti e le industrie digitali nell’ambito di uno sforzo più ampio per rilanciare la cooperazione multilaterale. L’accordo è stato firmato Venerdì scorso ed è in linea con i piani dell’UE di usare fino a €60 miliardi per investimenti con lo scopo di migliorare i legami tra Europa e Asia. L’accordo UE-Giappone prevede pratiche trasparenti in materia di appalti, la garanzia della sostenibilità del debito e gli elevati standard di sostenibilità economica, fiscale, finanziaria, sociale e ambientale.

Da quando si è insediata l’amministrazione Trump alla Casa Bianca l’Unione Europea è stata costretta a cambiare marcia per riposizionarsi nelle relazioni internazionali, con l’obiettivo di coprire un vuoto lasciato dagli USA ed evitare che altre potenze mondiali potessero diventare i nuovi protagonisti in settori strategici. L’accordo tra Bruxelles e Tokyo si configura anche come uno sforzo per rilanciare la cooperazione multilaterale di fronte al ritiro degli Stati Uniti dagli accordi internazionali come l’accordo nucleare iraniano e l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico.Questo nuovo piano infrastrutturale fa anche parte di una più ampia spinta dell’UE per trasformarsi in un vero player globale per utilizzare meglio il proprio peso economico negli scambi, negli aiuti e negli investimenti per raggiungere obiettivi strategici di politica estera.

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguitogli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.
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