I militari russi e turchi iniziarono a pattugliare insieme territori nel nord della Siria. Ciò è avvenuto sulla base degli accordi raggiunti tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan la scorsa settimana a Sochi. Allo stesso tempo, a Ginevra, i membri del Comitato costituzionale siriano, creato con la partecipazione diretta della Federazione Russa, della Turchia e dell’Iran, hanno iniziato un dialogo costruttivo sul futuro politico della Siria, anche se i primi incontri del comitato hanno mostrato che il dialogo inter-siriano non sarà semplice. 

La pattuglia congiunta della polizia militare russa e il servizio di frontiera turco hanno completato la prima ronda congiunta del confine siriano-turco

Ha affermato il ministero della Difesa russo. È stato riferito anche che sono state coinvolte nove unità di equipaggiamento militare: veicoli corazzati russi Tiger e Typhoon, nonché Kirpi del servizio di frontiera turco. La sicurezza del convoglio lungo l’intera rotta è stata fornita dal BTR-82 della polizia militare russa.

Lo scopo della pattuglia è di monitorare l’osservanza del memorandum concordato a Sochi il 22 ottobre 2019 a seguito dei negoziati tra i presidenti Putin ed Erdogan.

 Il documento specifica il ritiro delle unità di autodifesa curde (considerate organizzazioni terroristiche in Turchia) ad una distanza di 32 km dal confine turco-siriano. La profondità della zona di pattugliamento congiunta, secondo l’accordo di Sochi, può giungere fino a 10 km dallo stesso confine.

Il pattugliamento dovrebbe essere effettuato lungo quasi l’intero confine a ovest e ad est dell’area in cui si era precedentemente svolta l’operazione militare turca “Fonte della pace” (diretta proprio contro le unità curde). 

L’area orientale però rimane ancora problematica: il promesso ritiro delle forze armate statunitensi dalla Siria non è ancora del tutto avvenuto, anzi sarebbe più corretto dire che solo una minima parte dell’esercito statunitense presente in loco è stato smobilitato. Le ultime notizie giunte dalla Siria riportano ancora dei pattugliamento nella Siria orientale ad opera dell’esercito statunitense tra gli insediamenti di Al-Kahtania e Rumeylan.

Gli stessi Stati Uniti hanno finora confermato la presenza del loro esercito nella zona orientale siriana per la protezione degli impianti petroliferi nella regione di Deir ez-Zora – ad est, più vicino al confine iracheno e molto a sud della zona concordata da Russia e Turchia a Sochi. 

La decisione degli Stati Uniti di rimanere in Siria rende impossibile l’attuazione dei piani russi. Tali piani infatti indicavano l’area orientale attualmente presidiata dagli Stati Uniti come area di particolare interesse per Mosca: le autorità russe infatti vorrebbero che i militari siriani arrivassero fino al confine con l’Iraq in modo da rendere “impermeabile” la frontiera e sotto il diretto controllo di un governo amico come quello di Assad.

 La volatilità della posizione statunitense in merito al ritiro delle forze militari statunitensi è stata menzionata dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov: 

Durante gli anni del conflitto in Siria, tutti gli attori esterni che hanno operato in questo paese hanno imparato ad adattarsi a diverse circostanze e sopratutto ad adattarsi alla reciproca convivenza sul territorio. È vero, i militari in campo sono in grado di coordinare le loro azioni molto meglio dei diplomatici. E proprio sul fronte diplomatico, la decisione degli americani di rimanere in Siria potrebbe compromettere seriamente i piani della Russia di realizzare il proprio programma di un accordo politico siriano

 

The following two tabs change content below.
Avatar
Filippo Sardella, classe 1988, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, corsista di "Political Ethics" presso la YALE University , conferenziere e analista politico, specializzato in storia e politica della Russia e dell’Europa Orientale, operatore certificato in "International Humanitarian Law", attualmente si occupa di analisi geopolitiche per l'Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI)
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: