Il nuovo Covid-19, questo il nome ufficiale dato al coronavirus dall’ O.M.S., aveva, fino a non molto tempo fa, risparmiato il continente africano. Un sollievo per tutta la comunità internazionale data l’impreparazione della maggior parte dei sistemi sanitari del continente ad affrontare una pandemia di rapidissima diffusione. Quando però si è registrato il primo caso in Egitto, sono riaffiorare paure e speculazioni. In Europa, infatti, è molto sentito il timore che uno spandersi della pandemia a Sud dell’Equatore avrebbe pesanti ripercussioni in Europa, a causa dei flussi migratori, considerando anche che l’Italia, uno dei primi punti di approdo per i migranti, è ormai terza per numero di contagiati.Vittoria Colizza, research director dell’ Inserm (French Institute for Health and Medical Research), ed il suo team al Pierre Louis Institute of Epidemiology and Public Health (Inserm / Sorbonne University), hanno stimato il rischio effettivo di contagio per il continente. Egitto, Algeria e Sud Africa sono i paesi che corrono maggiore rischio di contagio, a causa del frequente traffico aereo da e per la Cina. Sono anche, però, dotati di sistemi sanitari efficienti e che sarebbero in grado di contrastare la diffusione del virus .

Il problema va quindi identificato nelle regioni che non possiedono una rete di sicurezza in grado di contenere il contagio un cluster stimato in 18 Paesi, con svariati milioni di persone al suo interno. Bisogna inoltre considerare che in Africa ci sono in questo momento molti lavoratori provenienti dalla Cina ai quali, per il momento, non è impedito rientrare nel Paese.

Bisognerebbe quindi, impegnarsi attivamente per la diffusione di adeguate campagne preventive anche presso i nostri vicini d’oltre mare, creando un cordone di sicurezza sanitaria che consenta di meglio controllare l’espansione della malattia anche in Africa.

Note

L’iconografica in copertina è stata  gentilmente fornita dal laboratorio della Dott.ssa Colizza mostra i cluster di Paesi cin lo stesso rischio di contagio, basate sul traffico con le tre province cinesi in quarantena.

 
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Giulia Raciti

Giulia Raciti

Ciao a tutti, sono Giulia Raciti Longo, e collaboro con IARI da Giugno del 2019.Dopo la laurea in Giurisprudenza, conseguita a Catania, ho proseguito i miei studi a Milano, dove ho ottenutoil Master in Diplomacy presso l' ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. Sono fluente in tre lingue, e ho avuto la possibilità di studiare in tutta Europa, e di lavorare con l' ONG ruandese “ African Education Network" per un anno, occupandomi di analisi delle policies e mappatura legislativa. È in questi contesto che è nata la mia passione per l' Africa, territorio complesso e spesso sottovalutato nelle relazioni internazionali. Con IARI mi occupo proprio di Africa, focalizzandomisui processi elettorali e sui fenomeni migratori, temi che mi propongo di affrontare con un approccio trasversale tra geopolitica e diritto internazionale. Sono appassionata di storia contemporanea, in particolare delle decadi tra il ’20 e il ’40 del 900.Lavorareper la redazione dello IARI, mi ha dato la possibilità di mettere le mie competenze al servizio degli altri: credo infatti fermamente che la geopolitica sia uno strumento indispensabile per capire il mondo che ci circonda ed essere cittadini globali più attenti e consapevoli.Per questo cerco sempre di creare contenuti che siano fruibili anche dai non addetti ai lavori, ma rigorosi dal punto di vista scientificoed informativo.
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