In questi giorni si sono verificate le ennesime proteste lungo l’autostrada M4 che collega Latakia ad Aleppo. Ancora una volta si presume che queste siano state sostenute dal gruppo terroristico di HTS che cerca in tutti i modi di ostacolare i pattugliamenti congiunti russo-turchi nell’area attraverso l’impiego di dimostranti.

Per portare a termine i pattugliamenti l’esercito turco ha cercato di disperdere i militanti di HTS che si trovavano lì. Il fatto che Ankara cerchi sempre più spesso di separare i ribelli anti-Assad dai jihadisti di HTS lascia intendere che Erdogan voglia allentare la presa sugli ultimi per rientrare nella strategia di spartizione dell’ovest siriano con la Russia.La Turchia sa che se si smarca da HTS potrebbe ottenere in cambio dal Cremlino la possibilità di avanzare eventualmente verso la sponda est dell’Eufrate a danno dei Curdi che si trovano lì anche se su quel dossier dovrebbe confrontarsi necessariamente con gli Stati Uniti.

Sembra quasi che Ankara abbia difficoltà a gestire in una strategia a lungo termine i jihadisti di HTS che non mollano nel loro tentativo di occupare la Siria occidentale e di creare di fatto una specie di protettorato. HTS ha sempre voluto dar vita ad un governo di salvezza nazionale che fosse in grado di rovesciare il governo di Assad. Allentare il sostegno ai jihadisti di HTS significa per Ankara acquistare credibilità agli occhi di Mosca sapendo che è l’unico attore in grado di decidere le sorti della Siria occidentale attraverso l’azione diplomatica e militare. Mosca, al contrario, desidera fortemente che la Turchia metta fine a qualsiasi di sostegno ai jihadisti per poter ripulire l’area e “consegnarla” al regime siriano.

 

 

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