La nota agenzia di rating, Moody’s, ha rinnovato le sue preoccupazioni nei confronti del Sud Africa che, entro il 2023, dovrà necessariamente impegnarsi per far rientrare l’insostenibile debito pubblico o il rischio è quello di un fallimento definitivo. Sembrerebbe che il debito pubblico totale del Sud Africa corrisponda a circa il 60.21% del GDP del Paese e che sia destinato ad aumentare ancora di più fino all’anno 2028-2029.

L’agenzia di rating è intervenuta per commentare le nuove disposizione del governo sudafricano che, in risposta all’emergenza sanitaria, ha disposto di voler attingere a risorse finanziarie aggiuntive. Per quanto il piano di ripresa sia sembrato abbastanza strutturato, aleggia una totale sfiducia nella capacità dello Stato di riuscire a ristabilizzare il proprio status finanziario entro il 2023. Il nuovo programma pensato per superare l’emergenza mira ad investire in riforme strutturali, a sostenere il settore pubblico e le aziende pubbliche profondamente indebitate (come l’Eskom), ad investire in nuove infrastrutture e a migliorare i tassi di occupazione della popolazione. Il Presidente Ramaphosa ha affermato che il Paese sarà costretto a prendere decisioni difficili e che si prospettano tempi duri. Nonostante un primo momento di riluttanza, il governo, negli ultimi mesi, ha cercato il sostegno delle istituzioni finanziarie internazionali, consapevole di non potersi salvare completamente da solo. Ad Aprile, per esempio, il Gruppo della Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale hanno predisposto delle risorse finanziarie in risposta a queste esigenze.

Il discorso del Ministro della Finanza Tito Mboweni, deliberato lo scorso 24 giugno, fa appello alla piena competenza del ministro in questione di ricorrere ad aggiustamenti del bilancio dello Stato ove necessario. Pare che, a causa della pandemia, il Sud Africa registrerà una contrazione rilevante del 7.2% nel 2020. Insomma, quasi due punti percentuali in più di quanto era stato previsto. Per non parlare dell’inflazione e della diminuzione delle esportazioni che provocheranno un ulteriore crollo dell’economia. La preoccupazione del governo e l’attuale situazione di crisi giustificano pienamente la volontà di ricorrere a misure di sostegno che, però, sul lungo termine probabilmente deprimeranno il sistema sudafricano conducendolo al collasso.

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