L’avvicinamento tra la Georgia e la NATO sicuramente non è un fatto nuovo ma negli scorsi giorni sembra che vi siano stati ulteriori sviluppi. La NATO coinvolgerà la Georgia nel suo programma di sicurezza regionale per aiutare a proteggere il Paese del Mar Nero da possibili cyber attacchi e da politiche di informazione aggressiva  da parte del vicino Russo. Questo è quanto ha dichiarato James Appathurai, funzionario speciale della NATO lo scorso mercoledì 29 aprile.

Gli attriti tra Georgia e Russia non sono certamente nuovi, anzi si potrebbe sostenere che da quando la Repubblica del Mar Nero  ha definitivamente sciolto il suo vincolo con Unione Sovietica,  Tbilisi non ha mai potuto vivere al di fuori della politica estera Russa.Il primo conflitto risale al 1992, quando venne combattuta la prima guerra in Ossezia del Sud. Gli scontri durarono più di un anno ed ebbero luogo tra il 5 gennaio 1991 e il 24 giugno 1992. Il conflitto coinvolse da una parte l’esercito georgiano e dall’altra i secessionisti sud-osseti e volontari nord-osseti supportati da sporadiche unità militari russe.La guerra finì nel 1992, dopo che la Georgia accettò il cessate il fuoco imposto dalla Russia. Il governo georgiano e i separatisti dell’Ossezia del Sud raggiunsero un accordo per evitare l’uso della forza tra di loro e la Georgia scelse di non applicare sanzioni contro la regione e fu istituita una forza di peacekeeping composta da georgiani, osseti e russi.

Il motivo del conflitto in Georgia? 

I sud-osseti chiedevano l’indipendenza dalla Georgia per seguire lo stesso cammino dei nord-osseti, ovvero divenire una repubblica integrata nel sistema politico della Federazione Russa. I sud-osseti non hanno mai voluto seguire la Georgia sulla strada che portava all’indipendenza da Mosca. Per questo motivo nel 1991 i nuovi dirigenti georgiani, emersi dal crollo comunista nelle elezioni del 20 ottobre del 1990, applicando la legge del più forte contro le minoranze etniche, decisero di annullare ogni autonomia, nominando prefetti che portassero avanti istanze nazionaliste e scatenando bande armate contro la popolazione russofila.  Lo stesso presidente georgiano nel 1991 dichiarò che l’obiettivo principale era cacciare dalle loro terre i 164 mila ossetini del Sud. Emblematica fu la sua frase:“Se vogliono la loro autonomia se la cerchino nell’Ossezia del Nord”.

Come scritto in precedenza, la Georgia non è mai uscita dalle attenzioni di Mosca e nel 2008 si riaccende il conflitto, dando vita alla  seconda guerra in Ossezia del Sud, combattuta dalla Georgia da una parte e da Russia, Ossezia del Sud e Abcasia dall’altra. Il conflitto vide il coinvolgimento indiretto pure della NATO (in sostegno alla Georgia), dato che i funzionari dell’alleanza atlantica avevano promesso a più riprese che, se in futuro il governo di Tbilisi avesse preso parte all’alleanza atlantica, avrebbero goduto di protezione internazionale senza dover temere alcuna politica espansionista russa. 

Nel primo decennio degli 2000 Putin non era ancora una figura di spicco nel campo delle relazioni internazionali e doveva affermarsi in patria come politico, così non si schierò apertamente contro le politiche espansionistiche della NATO in Georgia.  L’attrito contro l’Alleanza si palesa evidente all’indomani di piazza EuroMaidan, quando il Presidente Russo forte di un consenso nazionale in patria e forte dei successi della politica estera russa, avverte la NATO di non coltivare legami più stretti con Ucraina e Georgia. Questo perchè la possibile espansione ad est della NATO avrebbe potuto dare vita ad attriti con la Russia.

Per ritornare agli eventi recenti, il 29 aprile 2020 si riaccende il conflitto tra Russia e NATO, quando James Appathurai (rappresentante speciale della NATO per il Caucaso) ha delineato una strategia in quattro fasi per la cooperazione georgiana, che ha soprannominato difesa ibrida. In un’intervista all’emittente pubblica della Georgia ha dichiarato:” Ciò implica protezione dai metodi e significa che la Russia utilizza contro altri paesi, ad esempio attacchi informatici o disinformazione, blocco dell’energia, intelligence segreta o attività militare.

La NATO vuole anche coinvolgere la Georgia in esercitazioni congiunte e un programma di protezione dello spazio aereo di fronte a una situazione di deterioramento della sicurezza del Mar Nero a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014. La Russia ha usato la Crimea per aumentare la sua presenza militare nel Mar Nero. Colpisce sia noi che la Georgia e l’Ucraina ”.

La replica Russa non ha tardato a giungere, dato che in una nota del Cremlino si affermava apertamente che l’ingresso della Georgia nella NATO ha aumentato il rischio di conflitti perché la Russia riconosce le due regioni (L’Abcasia – un territorio caucasico rivendicato dalla Georgia come sua repubblica autonoma, ma de facto indipendente con il nome di Repubblica di Abcasia, proclamato Stato dai fautori della separazione e l’Ossezia del Sud) come nazioni indipendenti.Personalmente preme ricordare che secondo lo Statuto della NATO, i paesi con conflitti territoriali non possono aderire all’alleanza ma in tempi di crisi spesso i trattati e il sistema normativo che li tutelano sono visti solamente come inchiostro su carta bianca.

The following two tabs change content below.
Avatar
Filippo Sardella, classe 1988, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, corsista di "Political Ethics" presso la YALE University , conferenziere e analista politico, specializzato in storia e politica della Russia e dell’Europa Orientale, operatore certificato in "International Humanitarian Law", attualmente si occupa di analisi geopolitiche per l'Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI)
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: