E in corso la seconda giornata del vertice in Bahrain in cui i paesi mediorientali discuteranno un ipotetico processo di pace (il cosiddetto affare del secolo trumpiano) che dovrebbe portare a una soluzione dell’impasse israeliano palestinese. Ospiti del workshop “Pace per la prosperità ” le principali potenze dell’area mediorientale ma pesa il boicottaggio delle autorità palestinesi che hanno definito, per bocca del primo ministro Mohammad Shtayyeh, la manifestazione come l’ennesimo e costoso tentativo di sviare l’attenzione dalla perpetuazione dell’occupazione israeliana oltre che un avvallo per la continuazione di una politica favorevole nei confronti degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania. Il presidente palestinese Abbas ha parimenti pronunciato una dura condanna nei confronti dell’iniziativa trumpiana.

Dal punto di vista economica nel piano è contenuta la proposta di creare un fondo di investimento globale da $ 50 miliardi da destinare ai palestinesi e i vicini stati arabi, progettato per essere il motore economico del tanto atteso piano di pace degli Stati Uniti in Medio Oriente. Il piano decennale prevede progetti per 6,3 miliardi di dollari per i palestinesi in Libano, oltre a 27,5 miliardi di dollari in Cisgiordania e Gaza, 9,1 miliardi di dollari in Egitto e 7,4 miliardi di dollari in Giordania. In totale, 179 progetti locali finanziati da un “fondo multinazionale” che coprono aree che vanno dall’acqua all’agricoltura, all’istruzione e all’assistenza sanitaria.

Il presidente Trump ha scelto il genero Jared Kushner, imprenditore e suo personale senior advisor, come volto per presentare alle autorità locali gli obiettivi e le modalità di attuazione dell’ambiziosa proposta in grado di porre a freno decenni di instabilità in Terra Santa. Aprendo l’incontro internazionale di due giorni, Jared Kushner, il genero e consigliere del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ricordato che la prosperità dei palestinesi dipende da un’equa soluzione politica al conflitto. Nonostante ciò, Kushner ha aggiunto che la crescita dell’economia palestinese potrà portare a “una vera pace che assicuri prosperità”. “Vediamo un enorme potenziale”, ha affermato. “Quello che abbiamo sviluppato è il piano economico più completo mai creato specificamente per i palestinesi e il più ampio Medio Oriente. Possiamo trasformare questa regione da vittima di conflitti passati, in un modello per il commercio in tutto il mondo”, ha continuato Kushner.

Gli Stati Uniti e Israele sperano che i ricchi paesi del golfo (Arabia Saudita, Emirati, Kuwait) accettino le proposte in uscita dal workshop e facciano pressione sulle autorità palestinesi per accettare un piano di pace necessario ma al momento nebuloso nelle sue modalità e iniziative. I sauditi, in primis, si sono resi disponibili a collaborare con gli americani per portare avanti il processo di distensione nell’area ma un piano di pace dovrà comunque passare dall’alleviamento delle condizioni, dall’occupazione e il miglioramento delle condizioni di vita dei palestinesi.

Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, ha affermato che l’esperienza dell’istituzione per risolvere dinamiche di conflittualità ha dimostrato che oltre a un piano politico deve esserci un progetto per generare crescita economica in tale ambiente. La crescita economica in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza deve concentrarsi sui posti di lavoro. “Uno degli aspetti davvero buono del piano è identificare alcuni settori, come quello industriale ed economico, che porteranno occupazione”, ha affermato Lagarde. Per la numero uno dell’Fmi “non può esserci alcun tipo di crescita in Cisgiordania e a Gaza, c’è bisogno di lavoro intensivo”. Secondo la Lagarde i settori che genereranno molti posti di lavoro sono quelli dell’agricoltura, del turismo e dell’edilizia. “Esiste un piano economico e c’è un’urgenza – ha aggiunto.

In ultimo, mentre i palestinesi protestano in piazza contro questa iniziativa, la crisi nel Golfo con l’Iran è tracimata nelle discussioni in merito al piano di pace con il consigliere per la sicurezza americano Bolton che ha avvertito l’Iran di non interrompere la conferenza del Bahrein sulla pace in Medio Oriente: “l’Iran si è impegnato negli ultimi due mesi in una lunga serie di attacchi non provocati e ingiustificabili e ad oggi potrebbe minacciare la conferenza in Bahrain. Questo sarebbe un grave errore per l’Iran e potrebbe portare a imprevedibili conseguenze.

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