Nella giornata del 24 giugno 2019 la Giordania ha chiesto ufficialmente al Qatar di considerare l’attuale Segretario-generale del Ministero degli Affari Esteri Zaid al-Zawzi come prossimo ambasciatore a Doha. Da parte sua, il Qatar ha fatto sapere di essere propenso alla nomina di bin Nasser bin Jasem come proprio ambasciatore ad Amman. La decisione di distendere i rapporti tra i due Paesi arriva due anni dopo che la Giordania aveva deciso di richiamare in patria il suo ambasciatore in Qatar, nell’ambito dell’interruzione delle relazioni politiche ed economiche decisa da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein nei confronti della “piccola” monarchia del Golfo. Questi Paesi avevano accusato Doha di sostenere il terrorismo e avevano chiesto di interrompere le relazioni con l’Iran e le controverse trasmissioni di Al-Jazeera.

La distensione dei rapporti tra Amman e Doha ha preso avvio il 17 aprile con una visita di alto livello tra il Vice Primo ministro del Qatar e il Ministro degli Affari della Difesa giordano in Giordania, dove sono stati discussi temi riguardanti la politica estera e il settore economico. Il primo ha anche avuto modo di completare la sua visita incontrando il re giordano Abdullah. Inoltre, nel mese di giugno, la conferma dell’esistenza di un buon clima diplomatico è stata rimarcata dalle parole del Ministro degli Esteri giordano che ha affermato che le relazioni tra le due parti sono “illustri e solidali”. Questo ha testimoniato, appunto, come la Giordania volesse già mettere alle spalle il boicottaggio attuato nei confronti del Qatar. Ma non è tutto, perché in questi ultimi anni il Qatar ha cercato di incrementare la sua influenza politica ed economica in Giordania stanziando un pacchetto di aiuti pari a 500 milioni di dollari per sostenere il Paese nel turbolento periodo vissuto soprattutto nel giugno dello scorso anno quando delle proteste hanno messo a dura prova la tenuta politica del regno.

Nel dettaglio, il pacchetto prevedeva investimenti, aiuti finanziari e la possibilità di offrire posti di lavoro ai cittadini giordani in Qatar. A tal proposito, secondo alcune stime, a partire da aprile sono stati emessi dal governo di Amman circa 2000 permessi di lavoro per permettere ai propri cittadini di esercitare una professione in Qatar. Il commercio tra i due Paesi ha testimoniato quest’anno un aumento del 18%, raggiungendo un valore di 375 milioni di dollari. Questi dati si inseriscono nel percorso di diversificazione dell’economia di Doha che, in Giordania, punta maggiormente sul turismo e sulla finanza.

La volontà della Giordania di voler riprendere le relazioni con il Qatar si colloca nel tentativo di Amman di smarcarsi dalla politica estera dei Paesi che compongono il Consiglio di Cooperazione del Golfo, in particolar modo dell’Arabia Saudita e degli EAU. Re Abdullah e il suo entourage vogliono tenersi fuori dalle dispute regionali che vedono contrapporsi Arabia Saudita e Iran, senza escludere gli Stati Uniti. La Giordania ha più volte giudicato la politica estera saudita come aggressiva, con chiaro riferimento alle dispute e alle tensioni con l’Iran e al dossier israelo-palestinesi. Su quest’ultimo tema, Amman non accetta gli sviluppi del “Piano di pace per il Medio Oriente” promosso dagli Stati Uniti, opta per una soluzione politica che comprenda due stati e rimprovera i Sauditi per i ritardi di questi ultimi anni negli investimenti destinati all’economia palestinese.

Il malcontento giordano nei confronti di Riyad è anche legato al fatto che, concentrandosi sul contenimento iraniano, Bin Salman ha deciso di tagliare i supporti finanziari destinati ai suoi partner, tra cui la stessa Giordania che dipende dall’economia saudita.

Non è da escludere che prossimamente la Giordania maturi la decisione di rafforzare i propri rapporti economici e politici con l’Iran come segno di distensione e di indipendenza rispetto alle decisioni saudite ed emiratine. Difficilmente, però, sostituirà i Paesi del Golfo e il Qatar dal punto di vista economico con Teheran che è in difficoltà a causa delle sanzioni statunitensi. Dimostrando di essere in disaccordo sulle decisioni in politica estera di Arabia Saudita ed Emirati Amman lascia intendere di non essere interessata alla tensioni geopolitiche regionali che si stanno riproducendo in questi ultimi mesi tra Arabia Saudita, Iran e Stati Uniti e cerca di mantenere il suo assetto politico ed economico stabile.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: