Alcune aree del mondo, nonostante i tentativi di ricostruzione post-bellica, sono considerate aree fragili ad alto rischio di un facile ritorno al conflitto soprattutto durante la decade post-conflittuale. Secondo l’analisi effettuata dall’ economista Paul Collier la causa di questa realtà risiede nell’inefficace approccio convenzionale di ricostruzione delle organizzazioni internazionali. L’approccio convenzionale agli scenari post-bellici si basa su tre azioni sequenziali: l’imposizione di una forte base politica, l’istituzione di peacekeeping di breve periodo e l’indizione di elezioni politiche democratiche per la creazione di un governo locale legittimo e affidabile. Secondo il professore ed economista, il segreto risiederebbe proprio in un processo di ricostruzione lento, paziente ma solido i cui obiettivi sono prima di ogni altro consolidare le basi di sicurezza e di sviluppo economico e solo successivamente fortificare questa struttura con una base politica ben organizzata e fondata sul consenso collettivo di tutta la popolazione del Paese.

Il Gruppo della Banca Mondiale (World Bank Group), composto da Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo e dall’Agenzia internazionale per lo sviluppo, è una tra le Istituzioni Finanziarie Internazionali che, insieme ad altri stakeholders internazionali hanno sposato in toto i principi e le finalità dei diciassette ‘Obiettivi di Sviluppo Sostenibile’ dell’Agenda 2030 (SDGs – Sustainable Development Goals) concordati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, il cui Consiglio di Sicurezza è organo permanente predisposto al mantenimento della pace e alla sicurezza internazionale. In modo particolare, la Banca Mondiale è uno dei principali partner dell’UNDP (United Nations Development Programme) per la realizzazione dell’Obiettivo numero sedici dell’Agenda 2030: Pace, giustizia e Istituzioni forti.

In qualità di donatore, la Banca Mondiale garantisce supporto finanziario ed investimenti nelle aree del mondo fragili e in via di sviluppo al fine di combattere la povertà e promuovere prosperità e sviluppo sostenibile. Spesso intervenendo nelle attività di ricostruzione economica post-conflitto, la Banca Mondiale avrebbe il dovere morale di impegnarsi a realizzare un sistema economico e di servizi stabile e solido su cui poter costruire una efficiente organizzazione politica e di governo. Ritornando ai suggerimenti di Paul Collier, in questa fase tutti gli sforzi e le risorse devono concentrarsi su: la necessità di creare occupazione, fornire servizi di base alla popolazione e creare un governo trasparente e non corrotto.

Per circa dieci anni la Costa D’Avorio è stata protagonista di una guerra civile (dal 19 settembre 2002 al 4 dicembre 2010) organizzata per soppiantare il governo dell’ex presidente Laurent Gbagbo. Data la guerra civile, il 13 Maggio 2003 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha istituito con risoluzione 1479 la Missione di peacekeeping in Costa d’Avorio (MINUCI United Nations Mission in Côte d’Ivoire).

Paul Collier – Professore di ‘Economics and public policy in the Blavatnik School of Government’ presso l’Università di Oxford e autore di “The Bottom Billion”

La risoluzione fortemente voluta dal governo francese, il quale era già intervenuto in territorio ivoriano con l’operazione Licorne senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza (questa azione sembrerebbe una chiara manifestazione degli interessi francesi in questa area), prevedeva l’imposizione di una peacekeeping per un periodo iniziale di soli sei mesi.

La missione è stata poi prevedibilmente prorogata più volte sino a chiudersi il 4 Aprile 2004. Da questo momento e sino al 2017 ha avuto inizio l’operazione di ricostruzione UNOCI (Operazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio). Questa operazione, istituita con risoluzione 1528 del 27 Febbraio 2004 agendo nel rispetto del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, prevedeva misure di protezione dei civili, aveva l’obiettivo di favorire i negoziati tra le parti per porre fine alle controversie, forniva supporto al Governo ivoriano nelle operazioni di disarmo, smobilitazione e reintegrazione dei combattenti nel tessuto sociale, assicurava riforme sociali, monitorava e promuoveva i diritti umani.

World Bank Group – sede Washington, Stati Uniti. Presidente: David Malpass (dal 9 Aprile 2019)

La vittoria dell’ancora in carica presidente Alassane Dramane Ouattara (ex economista del Fondo Monetario Internazionale) avvenuta il 4 dicembre 2010 ha costretto Gbagbo ad abbandonare il governo lasciando, tuttavia, una enorme frattura all’interno del Paese. Ancora oggi convivono forze di ex-ribelli e alleati del governo che talvolta tentano di creare tensioni interne. Inoltre, dal 2016 il Governo della Costa D’Avorio ha subito attacchi terroristici da parte di estremisti di natura islamica (il primo attacco il 13 marzo 2016). Secondo il governo della capitale Yamoussoukro l’attacco è stato progettato con l’unico obiettivo di creare disordine. Nonostante questo, il nuovo presidente si è impegnato attivamente nella costruzione di infrastrutture e nella crescita economica del Paese.

Oggi, considerando che la Carta fondamentale della Costa d’Avorio prevede il limite dei due mandati per la carica di Capo dello Stato, il presidente Ouattara (che ha ottenuto la seconda vittoria nel 2015) dovrà lasciare la carica nel 2020. L’indizione di nuove elezioni porterà il Paese al rischio di una nuova guerra civile? In vista del voto salgono le tensioni e ciò è alimentato dal fatto che anche dopo la fine della guerra civile e l’intervento dell’ONU le armi hanno continuato a circolare liberamente all’interno del Paese. In modo particolare, i principali esponenti della società civile e della Chiesa cattolica sembrano temere questo rischio: “Lo spettro di una ennesima guerra aleggia, sfortunatamente, su questa terra” spiega a Fides p. Donald Zagore teologo ivoriano della Società per le Missioni Africane.

Alassane Dramane Outtara

Ancora una volta la principale causa di destabilizzazione potrebbe essere quella di un sistema elettorale corrotto e antidemocratico che provoca le inimicizie degli oppositori e che favorisce violenza e criminalità. In questa situazione sembrerebbe necessario re intervenire con operazioni di disarmo e di supporto durante l’indizione di elezioni politiche consensuali. In questo scenario rimane fondamentale continuare ad implementare il sistema economico.

a Costa d’Avorio è il maggior Paese produttore ed esportatore di cacao e anacardi in tutta l’Africa occidentale ed è significativa anche la produzione di caffè e olio di palma. Negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra civile, il Paese ha avuto un rapido incremento dell’8% nello sviluppo economico. Dal 2012 la crescita del PIL pro capite ha cominciato a rallentare arrivando al 7,4% nel 2018. L’incertezza delle nuove elezioni sta sfiduciando molto gli investitori privati.

Tuttavia, la World Bank ancora nel 2019 sta attuando programmi di sostegno all’economia e ai servizi. I progetti approvati di recente sono: il progetto di sostegno allo sviluppo dell’Istruzione Superiore (dal 22 Marzo 2019 al 13 Marzo 2024) stanziando 100milioni di dollari, l’acquisto strategico e l’allineamento di risorse e conoscenze nell’ambito sanitario con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi sanitari e ridurre la mortalità materna e infantile (dal 22 Marzo 2019 al 30 Giugno 2025) stanziando 220milioni di dollari, progetti per aumentare l’efficacia del governo per migliorare i servizi pubblici (dal 5 Aprile 2019 al 31 Dicembre 2023) stanziando 294milioni di dollari, progetti di protezione sociale ed inclusione economica (dal 14 Giugno 2019) stanziando 100 milioni di dollari, progetto di mobilità urbana in Abidjan (dal 27 Giugno 2019 al 31 Ottobre 2025) stanziando 540milioni di dollari e , in ultimo, finanziamento aggiuntivo per il progetto di approvvigionamento idrico urbano e per i servizi igienico-sanitari con l’obiettivo di migliorare la qualità e aumentare l’accesso ai servizi idrici (dal 27 Giugno 2019) stanziando 150milioni di dollari.

Inoltre, l’11 Luglio 2019 la Work Bank ha pubblicato il nono aggiornamento sull’economia della Costa d’Avorio dichiarando che è arrivato il momento di investire in una produzione pienamente inclusiva, responsabile e sostenibile. Considerando che nonostante questo commercio gran parte dei produttori ivoriani versano in uno stato di povertà assoluta, è chiaramente necessario riorganizzare l’economia. Una crescita economica ed una equa distribuzione della ricchezza eviterebbero un discontento generalizzato nella popolazione che è, senza dubbio, la principale causa di scontro contro il governo. L’efficiente allocazione delle risorse che vengono stanziate si realizza attraverso un controllo accurato di come viene utilizzato il denaro. Solo in questo modo si potrà davvero sperare che gli ingenti investimenti in Costa d’Avorio si trasformino in occupazione e sicurezza per tutti. Paul Collier l’ha chiamata “politica di speranza” ed è l’unica prospettiva che effettivamente eviterebbe il rischio di una nuova guerra civile nel 2020. Staremo a vedere.

Fonti: 

G. Cellamare, I. Ingravallo “Peace Maintenance in Africa. Open Legal Issues” G. Giappichelli Editore 2018 

https://www.undp.org/content/undp/en/home/partners/international_financialinstitutions.html

https://sustainabledevelopment.un.org/

https://sustainabledevelopment.un.org/partnerships/goal16/

http://www.treccani.it/enciclopedia/costa-d-avorio_%28Atlante-Geopolitico%29/

La Costa d’Avorio e il terrorismo

https://peacekeeping.un.org/en/mission/past/minuci/chron.html

https://peacekeeping.un.org/mission/past/unoci.shtml

Costa d’Avorio: tensioni rievocano l’ombra della guerra civile

www.fides.org/it/news/66249-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Evitateci_un_altra_guerra_il_grido_d_allarme_dei_Vescovi_mentre_sale_la_tensione_in_vista_del_voto_del_2020  

http://www.fides.org/it/news/66739-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Lo_spettro_di_un_altra_guerra_aleggia_sulla_Costa_d_Avorio_il_monito_di_un_missionario

https://www.worldbank.org/en/country/cotedivoire

http://documents.worldbank.org/curated/en/277191561741906355/Cote-dIvoire-Economic-Update

https://www.worldbank.org/en/country/cotedivoire/publication/cote-divoire-economic-outlook-why-the-time-has-come-to-produce-cocoa-in-a-responsible-manner

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