È arrivata una bella ventata d’aria fresca e sembra che finalmente l’Europa si stia iniziando a muovere verso la direzione desiderata da tutti, il Recovery Fund destinerà a uno dei Paesi più colpiti dalla crisi, ovvero il nostro, la cifra di 172 miliardi di euro di cui 80 circa saranno sussidi a fondo perduto. Dopo un periodo iniziale in cui il sentimento anti-europeo è cresciuto a dismisura nel Belpaese, sembra che adesso le acque inizino a muoversi per il verso giusto e l’Europa batte un colpo molto forte che spiazza molti dei suoi detrattori. È una vittoria italiana?

 

All’inizio dell’emergenza Covid-19 si è guardato più volte a quell’Europa che sembrava averci abbandonato, il sentimento anti-europeo ha dilagato in lungo e in largo, non è un mistero che l’Unione sia stata colta impreparata e non abbia affrontato al meglio questa emergenza, basti ricordare le infelici dichiarazioni della Lagarde (Presidente della BCE) durante le prime luci della pandemia e al forte ostracismo perpetuato dalla Germania e gli altri Paesi del nord, per niente inclini a una mutualizzazione del debito e a versare liquidità a fondo perduto. Quella che il governo italiano era chiamato ad affrontare era una battaglia di importanza fondamentale, molto ardua e dal quale non era per niente facile uscire vittoriosi. Ma la domanda: abbiamo vinto o no?

Guardando ai numeri, non ci si può affatto lamentare di quello che (apparentemente) dovrebbe spettarci nel 2021. Dei 172 miliardi una parte più che consistente è rappresentata da sussidi a fondo perduto, alla fine sembra che si sia riusciti a giungere a un compromesso con l’intransigente linea perpetuata dalla Germania e dagli altri Paesi del nord che non erano affatto intenzionati a spingersi fino a questo punto. Una notizia del genere non soltanto è di buon auspicio per un Paese come il nostro che sta attraversando una crisi economica epocale, ma anche per il governo attuale che si ritrova a impugnare un successo di una trattativa così complicata mettendo spalle al muro l’opposizione nostrana.

 

I commenti del centrodestra italiano non si sono fatti attendere, non c’è chiaramente grande entusiasmo verso questa mossa europea e si cerca di bocciarla in tutti i modi marciando sulla retorica dell’Europa ladrona e imbrogliona che in realtà ci sta solo prendendo per i fondelli. Da un lato abbiamo un Matteo Salvini (leader della Lega) ancora molto diffidente, i soldi previsti per il 2021 dovrebbero arrivare subito e non si possono aspettare i tempi della burocrazia europea, dall’altro abbiamo una Giorgia Meloni (leader di Fratelli d’Italia) con dei toni più moderati ma senza nascondere la sua diffidenza “prima dei risultati”. Centrodestra che tuttavia ancora una volta non nasconde le sue divisioni, con un Berlusconi che accoglie di buon grado questo provvedimento rispolverando l’europeismo che sì, anche a destra, in Italia esiste ancora.

Lo schiaffo in faccia (al momento) che ha rifilato il governo giallorosso all’opposizione di centrodestra è notevole, quella che negli ultimi mesi Giuseppe Conte ha spacciato come una grande battaglia da combattere per convincere l’Europa a battere un colpo consistente sembra aver ottenuto un risultato notevole, ed erano in pochi a credere sul serio che si potesse giungere a tutto ciò. Superata la fase 1 adesso l’attenzione è tutta sulla fase 2 e sulle drammatiche conseguenze economiche che ci attendono, superata la paura del virus (che è ancora tanta) gli italiani inizieranno ad avere paura delle loro tasche sempre più vuote, ed è in questo momento che si giocare la parte più importante della partita. Finalmente, sembra che un colpo importante sia stato battuto.

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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