Lo scorso 1° luglio, un aereo cargo II-78 è atterrato presso l’aeroporto militare di Bataitsa, nei pressi di Belgrado, trasportando 6 droni d’attacco UAS CH-92A e 18 missili a guida laser FT-8C, ambedue di fabbricazione cinese.   Si tratta della prima acquisizione di veicoli aerei da combattimento senza pilota (UAV) cinesi da parte di uno Stato europeo.  Alla cerimonia di insediamento dei primi sistemi UAS CH-92A destinati alla Serbia, tenutasi nel campo d’aviazione militare di Batajnica lo scorso 4 luglio, hanno partecipato il capo di Stato Maggiore dell’esercito serbo, il Generale Milan Mojsilović, il comandante dell’Aeronautica Militare e della Difesa Aerea, il Generale Duško Žarković, ed il Presidente della Repubblica serba, Aleksandar Vučić.  Per Belgrado questi droni rappresentano i primi velivoli teleguidati del segmento MALE, Medium-Altitude Long-Endurance, ad entrare in servizio per la sicurezza del Paese.

Sebbene, all’inizio del 2018, Belgrado mirasse all’ottenimento dei droni CAIG WING LOONG prodotti da Chengdu Aircraft Industry Group, nel novembre 2019 il Presidente serbo decise che avrebbe proseguito le trattative con la Cina acquisendo i droni UAS CH-92A. Ad oggi i 6 droni d’attacco cinesi arrivati in Serbia costituiscono due batterie complete, ognuna delle quali è controllata e monitorata tramite terminali video remoti e stazioni installate all’interno di un autocarro di produzione serba, FAP-2228. Il valore del contratto non è stato ancora confermato da nessuna fonte, tuttavia un rapporto del 2018 preventivava l’acquisto di 3 batterie complete (9 droni) per la cifra di 30 milioni di dollari. Entro la fine del 2020 sarebbero infatti attesi in Serbia t3 UAS CH-92A, sebbene il Global Times cinese continui a sostenere che potrebbero essere consegnati a Belgrado 24 CH-92A.

Definiti anche ‘Rainbow’, i droni UAS CH-92A possiedono un raggio operativo di circa 250 chilometri, una quota operativa massima di 5.000 metri, una velocità massima di 200 chilometri orari, ed un’autonomia di volo di 9 ore. Prodotti dalla China Aerospace and Technology Corporation, i droni UAS CH-92A possono essere dotati di missili aria-superficie, come i FT-8D o i FT-8C, con gittate rispettivamente di 3 e 6 miglia. Sebbene i droni UAS CH-92A siano principalmente destinati a missioni di ricognizione e sorveglianza, essi possono anche essere impiegati per la localizzazione e il tracciamento di un bersaglio. L’efficacia dei sopraccitati droni e missili a guida laser è stata testata in diversi conflitti armati in Iraq, Nigeria, Yemen e recentemente persino in Libia. A sostegno di quest’ultimo punto, basti ricordare che lo scorso agosto le forze del Governo Accordo Nazionale libico (GNA) annunciarono l’abbattimento di un drone cinese CAIG WING LOONG, fornito dagli Emirati Arabi al feldmaresciallo Khalifa Haftar e al suo Esercito Nazionale Libico (LNA).

Nonostante questo, occorre sottolineare che la rilevanza dell’accordo non risiede esclusivamente nelle conclamate qualità operative che le suddette batterie di UAS CH-92A apporteranno all’esercito serbo, bensì nel fatto che Pechino stia trasferendo alla Serbia la conoscenza tecnologica necessaria a consentire a Belgrado di produrre all’interno dei confini nazionali i propri UCAVs, veicoli aerei senza pilota da combattimento. I cinesi infatti si impegneranno a coadiuvare e ad affiancare i serbi nello sviluppo di un programma locale di UAVdestinato a missioni di ricognizione, sorveglianza ed attacco a media altitudine e a lungo raggio (segmento MALE): i droni PEGAZ 011 o più semplicemente PEGASO.

In occasione del Dubai Air Show 2019, infatti, l’assistente del Ministro della Difesa serbo per le Risorse Materiali, Nenad Miloradovic, dichiarò come l’obiettivo primario dietro all’acquisto serbo dei droni cinesi UAS CH-92A fosse una graduale integrazione con i sistemi di Pechino, che permettesse a Belgrado di completare e potenziare l’allora embrionico programma UAV PEGASUS. In altre parole, l’acquisizione di sistemi cinesi permetterà all’Aeronautica Militare serba di ottenere delle capacità tecniche di cui prima non disponeva, tra cui probabilmente un sistema di guida laser dei missili. L’arrivo a Bataitsa dei droni UAS CH-92A ‘Rainbow’ insieme con il trasferimento delle sopraccitate competenze tecnologiche ha inoltre rinnovato l’interesse del Paese per lo sviluppo di programmi di droni militari. Lo scorso 8 luglio, infatti, Nenad Miloradovic ha reso pubblica l’intenzione di Belgrado di progettare un nuovo modello UCAV, più grande del sopraccitato UAS CH-92A, insieme a missili a guida laser propri da montare sui droni. Il Presidente della Repubblica serba, Aleksandar Vučić, ha inoltre comunicato i piani nazionali per lo sviluppo domestico di 12 droni UAV, PEGAZ-011, resi possibili dal trasferimento tecnologico cinese menzionato precedentemente.

L’acquisto serbo di 6 droni d’attacco UAS CH-92A e 18 missili a guida laser FT-8C da Pechino si inserisce in un quadro di collaborazione politico-militare che lega da anni i due Paesi. A sostegno di questa tesi, è sufficiente menzionare il Memorandum of Understanding (MoU) sulla sicurezza interna, stipulato nel maggio 2019, e il più recente Memorandum d’Intesa sulla cooperazione tecnologica spaziale, redatto lo scorso 5 giugno. Se da un lato, il primo rafforza la collaborazione in materia di controllo del territorio, con il programma “Safe City” firmato Huawei, dall’altro lato, il Memorandum di Intesa sulla cooperazione tecnologica spaziale riflette la volontà e l’interesse cinese di assistere la Serbia nello sviluppo delle proprie capacità spaziali, considerando che Belgrado che non fa parte dell’Agenzia spaziale europea (ESA). Firmato da Nenad Popović, Ministro serbo per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, e Zhang Kejian, direttore dell’Amministrazione nazionale cinese dello spazio (CNSA), il MoU sulla cooperazione tecnologica spaziale prevede, tra le altre cose, un progetto congiunto per lo sviluppo di un satellite sino-serbo.

In conclusione, è lecito osservare come, nonostante i solidi rapporti con alcuni partner europei, la Serbia si sia ulteriormente avvicinata alla Cina negli scorsi mesi. Le forze armate serbe infatti costituiscono il primo, e ad oggi il solo, esercito europeo ad aver importato droni d’assalto cinesi, evidenziando in questo modo il rapporto sempre più profondo con Pechino e i progetti di produzione interna dei propri UAVs. La cessione cinese dei droni UAS CH-92A costituisce un salto qualitativo notevole anche per le imprese della difesa di Pechino che potranno finalmente affacciarsi sul mercato militare europeo. Per contro, questa ulteriore apertura serba a Pechino, aggiungendosi alla recente acquisizione di sistemi di difesa aerea PANTSIR S1 russi, ha sollevato aspre critiche e preoccupazioni sia a Bruxelles sia a Washington. Rimane da vedere se e quanto la cessione cinese dei droni d’attacco UAS CH-92A e dei missili a guida laser FT-8C influenzerà la politica nei Balcani e la continua lotta per l’influenza sulla regione che da decenni vede competere Europa, Cina e Russia.

 Bibliografia

 

Đurđević, Mila, & Kostić, Dragan. “Vučić: Zašto su cene letelica kupljenih iz Kine tajna?”. Radio Slobodna Evropa. Luglio 04, 2020. https://www.slobodnaevropa.org/a/30706138.html

Giansiracusa, Aurelio.“Gli UAS CH-92A ‘Rainbow’ arrivano in Serbia”. Aresdifesa. Luglio 04, 2020. https://www.aresdifesa.it/2020/07/04/consegnati-dalla-cina-alla-serbia-i-primi-sistemi-uas-ch92-rainbow/

Mattera, Danilo. “Droni militari e satelliti. Così la Cina va alla conquista della Serbia”. Formiche. Luglio 21, 2020, from https://formiche.net/2020/07/droni-militari-satelliti-cina-serbia/

Roblin, Sebastien. “Missile-Armed Chinese Drones Arrive in Europe As Serbia Seeks Airpower Edge”. Forbes.  Luglio 09, 2020, https://www.forbes.com/sites/sebastienroblin/2020/07/09/missile-armed-chinese-drones-arrive-in-europe-for-serbian-military/

“Serbia And China Sign Space Technology Cooperation Agreement”. Spacewatch. Giugno 05,2020. https://spacewatch.global/2020/06/serbia-and-china-sign-space-technology-cooperation-agreement/

Xuanzun, Liu. “China delivers armed drones, missiles to Serbia, first deal to Europe”. Global Times. Luglio 06, 2020. from https://www.globaltimes.cn/content/1193700.shtml

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