L’Emiro della monarchia al-Thani sarà il regno del calcio mondiale nel 2022, quando si disputeranno i mondiali della FIFA. Uno strumento, quello dello sport, che nasconde dietro di sé interessi e relazioni molto delicate

Penisola di una penisola – quella Arabica – lo Stato del Qatar racchiude all’interno dei suoi dodicimila chilometri quadrati di confine, un territorio poco più grande del nostro Abruzzo, un concentrato di potere sia economico che politico in grado di influenzare le dinamiche del Golfo. La monarchia costituzionale, retta con mano forte dall’emiro Tamim bin Hamad al-Thani, si è più volte imposta come voce fuori dal coro all’interno del CCG, il Consiglio di Cooperazione degli Stati del Golfo Arabo, dove, invece, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti dettano il ritmo.Negli ultimi anni sono stati numerosi i motivi di scontro fra questi player, sia sotto il profilo commerciale, sia sotto il profilo diplomatico. Un’intrecciata serie di elementi ne fa capire la portata della posto in gioco – l’equilibrio dell’area, e non solo – a partire da una componente che, apparentemente, si potrebbe classificare come soft power: quella calcistica.

I prossimi mondiali di calcio, infatti, sono in programma dalla FIFA per novembre e dicembre 2022 e si terranno proprio in Qatar, che ne ha vinto l’assegnazione non senza polemiche, anzi. Una spy story di intrighi e malaffare che si susseguono da tempo, e il cui ultimo capitolo si è aperto a inizio mese, quando è stata rilasciata una nuova accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Secondo la corte a stelle e strisce sono state pagate tangenti a funzionari di calcio per ottenere il loro voto  a favore di Doha. L’accusa include nel presunto imbroglio gestori di diritti televisivi, società di frode e professionisti del riciclaggio di denaro.

Secondo i pubblici ministeri, i rappresentanti delle federazioni che lavorano per la Russia e il Qatar avrebbero influenzato i funzionari del comitato esecutivo della FIFA per scambiare voti nelle decisioni cruciali di accoglienza dell’organo di governo del calcio mondiale.Ad indagare, oltre ai giudici americani, vi sarebbero anche giudici dell’autorità brasiliana.Sotto i loro riflettori ci sarebbe un presunto trasferimento di 22 milioni di dollari dallo stato del Golfo all’ex presidente della Federazione calcistica del Brasile, pochi giorni dopo che il Qatar aveva vinto l’assegnazione del torneo. Le inchieste sulla presunta corruzione di funzionari della FIFA, iniziate nel 2015 e ancora in corso, e sono un termometro sincero per comprendere che dietro al pallone si celano interessi ben più sostanziosi.

Concatenate, infatti, sono le tensioni in seno al comparto energetico che hanno intorpidito le acque nelle relazioni fra Doha e la terra dei setti emirati. Circa un anno fa il Qatar ha affermato che una centrale nucleare in costruzione negli Emirati Arabi Uniti rappresenterebbe una grave minaccia per la stabilità della regionale e la tutela dell’ambiente. Le relazioni tra la monarchia degli al-Thani e il suo vicino erano già compromesse dopo che gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, l’Egitto e il Bahrein avevano rotto i rapporti diplomatici, commerciali e di trasporto con il governo di Doha nel giugno 2017.

La motivazione del gesto forte avanzato dal blocco capitanato da Riyad arrivò con l’accusa che il Qatar sosterrebbe e finanzierebbe il terrorismo internazionale. Una supposizione che lascia intravedere altre ragioni alla radice della scelta, più tecniche e strategiche, non solo di sicurezza nazionale. Anche in virtù di queste dinamiche, a inizio anno, l’esecutivo qatariota ha deciso di implementare la produzione e l’approvvigionamento di energia. È stato siglato un accordo con il colosso francese Total e il giapponese Marubeni per costruire una centrale solare in grado di fornire oltre 800 megawatt, circa un decimo del fabbisogno energetico del paese.

Lo stabilimento principale di Al Kharsaah, distante non più di un’ottantina di chilometri dalla capitale e con un costo stimato di 1,7 miliardi di riyal – 467 milioni di dollari – dovrebbe essere completato entro il 2022 proprio quando il paese ospiterà la Coppa del Mondo FIFA. Calcio e energia che si intrecciano nel Medio Oriente sempre più immerso nella crisi del petrolio che l’emergenza sanitaria ha provocato, e che rischia di compromettere vigorosamente l’asset numero uno dell’area del Golfo. Sempre più preoccupante, quindi, sarà l’evolversi delle relazioni dei suoi componenti. Immaginabile che la leadership saudita, in un momento di flessione dei mercati, ritenga che gli sforzi volti a isolare Doha portino meno dividenti e, sebbene sia difficile che l’Arabia Saudita abbia smesso di avere il Qatar nel mirino, c’è da attendersi una notevole moderazione nella retorica e delle politiche di Riyad relative a Doha.  Qatar e l’Arabia Saudita potrebbero trovare una mediazione che potrebbe tradursi in una normalizzazione delle relazioni bilaterali per far fronte alla possibile recessione.

I maggiori sforzi diplomatici sono arrivati nel passato recente soprattutto dal Kuwait e dal pacifico Oman, quest’ultimo in fase di assestamento dopo la morte del Sultano Qabus – in carica per mezzo secolo – e il cambio nella stanza dei bottoni che dovrà ridefinire equilibri interni e alleanze estere. Il futuro del CCG passa dall’atteggiamento che il Principe ereditario Mohammed Bin Salman, de facto il vero timoniere della monarchia saudita, sceglierà di mantenere nei confronti dei vicini di casa, anche e soprattutto nei confronti del Qatar. Tutti gli attori sul palcoscenico arabico sono avvisati.

Fonti:

https://www.middleeastmonitor.com/20200407-qatar-secured-2022-fifa-world-cup-through-bribery-conclude-us-prosecutors/

https://www.globalvillagespace.com/gcc-not-yet-ready-to-remove-blockade-from-qatar/

https://www.mei.edu/publications/saudi-arabia-eyes-exit-yemen-saudi-houthi-talks-alone-wont-resolve-conflict

https://www.globalvillagespace.com/gcc-not-yet-ready-to-remove-blockade-from-qatar/

https://www.smh.com.au/sport/soccer/new-bribe-claims-emerge-in-qatar-2022-world-cup-saga-20200407-p54hs8.html

https://www.globalvillagespace.com/are-qatar-and-kuwait-going-to-join-us-led-naval-coalition-in-the-gulf/

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Davide Agresti

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