Giovedì 27 Giugno 2019 , dopo tre anni dall’ultima volta, il presidente afghano Ashraf Ghani è volato in Pakistan, Paese accusato più volte dal governo afghano, nel corso degli ultimi anni, di essere fomentatore di attacchi terroristici in Afghanistan. Ashraf Ghani si è incontrato per la prima volta con il primo ministro pakistano Imran Khan e i due leader hanno dimostrato di voler avviare un nuovo corso nelle relazioni tra i due Paesi.

Per il Presidente afghano risulta cruciale “normalizzare le relazioni con il Pakistan” dato che le due nazioni devono cooperare per porre fine alle ostilità e garantire uno sviluppo prospero della regione; la volontà di Ghani si riassume nel voler risolvere lo stato di perenne conflitto che perdura da 18 anni in Afghanistan e per raggiungere tale scopo vi è necessariamente bisogno dell’aiuto del vicino Pakistano. Saranno quattro i temi al centro dell’incontro tra Ashraf Ghani e Imran Sairish Khan:

– pacificazione della regione -connettività regionale -legami commerciali – investimenti

Il primo punto, ovvero quello inerente il processo di pace, è l’argomento chiave del’incontro tra i due rappresentanti politici. Ma come può il Pakistan agire a favore del processo di pace interno all’Afghanistan? L’unico modo per lo stato teocratico pakistano sarebbe quello di favorire un dialogo inter-afghano tra le varie comunità/tribù islamiche, visto il legame (più o meno occulto) che vi è tra questi gruppi ed Islamabad.

Infatti, secondo numerosi analisti, la pace in Afghanistan dipende in larga misura dalla buona volontà del suo vicino pakistano, dato che ha il compito di favorire un dialogo, ad oggi inesistente, tra le varie fazioni islamiste che compongono, ciò che impropriamente in occidente viene indicato come un unico gruppo univoco, la fazione dei Talebani

In questo quadro si inserisce anche la figura di Mike Pompeo; durante la sua visita a sorpresa nei giorni scorsi a Kabul, il Segretario di Stato americano, ha dichiarato “Spero che raggiungeremo un accordo di pace prima del 1 settembre”, anch’egli ha aggiunto che il Pakistan svolge un ruolo importante nel processo di pace per quanto riguarda l’Afghanistan e di stabilità nell’intera regione.

Non è chiaro come e quando i colloqui si allargheranno per includere la partecipazione afgana, ma un portavoce dei talebani ha detto questa settimana che, una volta annunciato un calendario per il ritiro delle truppe statunitensi dal suolo afghano , i colloqui “entreranno automaticamente nella fase successiva” .

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Filippo Sardella, classe 1988, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, corsista di "Political Ethics" presso la YALE University , conferenziere e analista politico, specializzato in storia e politica della Russia e dell’Europa Orientale, operatore certificato in "International Humanitarian Law", attualmente si occupa di analisi geopolitiche per l'Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI)
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