Il Presidente del Consiglio Italiano Giuseppe Conte, in vista del prossimo vertice europeo è andato in visita ufficiale in alcune delle capitali europee.

Ma perché è così importante questa seduta straordinaria del consiglio? In parole semplici i Capi di Stato e di governo dovranno decidere non solo il futuro economico dell’eurozona ma di tutta l’Ue. Verrà discusso per l’ennesima volta il Recovery fund (il piano di aiuti economici destinati ai paesi più colpiti dal lockdown e dal covid-19) nella fattispecie si dovrà decidere per quale delle tre proposte propendere, quale percentuale attribuire agli aiuti economici a fondo perduto e quale invece quella da restituire.

Fin dall’inizio, quella del Mes e del Recovery fund è stata una partita di vitale importanza e tutta in salita per l’Italia, infatti si tratta del paese che dovrebbe beneficiare in modo considerevole degli aiuti economici dell’Ue; Oltre al fatto che è il paese al quale servono in tempi brevissimi gli aiuti di Bruxelles, aiuti che come prevede la proposta della Commissione europea, in larga parte dovrebbero essere a fondo perduto e solo una minima percentuale da restituire sottoforma di prestito.

Che partita sta giocando Roma? Si tratta di una delle rare volte in cui il governo italiano di turno sembra avere l’intenzione di giocare una partita consapevole e ponderata, a nessuna delle istituzioni italiane data la gravità della situazione economica in cui versa il paese, converrebbe attuare una politica demagogica. La prima tappa del Premier Giuseppe Conte è stata Lisbona, dove ha incontrato il Primo Ministro portoghese Antonio Costa. Poi Madrid, in questa difficile negoziazione europea la Spagna del Premier Pedro Sanchez risulta essere il migliore alleato dell’Italia, entrambi i paesi hanno vissuto la stessa situazione durante il lockdown, e stanno vivendo lo stesso incubo economico e aumento del debito pubblico. Italia e Spagna sembrano determinate a vincere, e ottenere così gli aiuti del Recovery fund a condizioni molto vantaggiose.

Tra le intenzioni e le aspettative di Roma e Madrid si interpongono i Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Svezia, per niente disposti a elargire grosse somme di denaro a fondo perduto. Nei giorni scorsi, l’incontro più atteso e più difficile per il Premier Giuseppe Conte è stato quello con il Premier olandese Mark Rutte, un faccia a faccia molto seguito dalla stampa europea, date le continue tensioni tra i due Stati prima sul tema dell’immigrazione e adesso su quello economico. Il Governo italiano è stato accolto all’Aja con tutti gli onori di casa e con spirito di grande amicizia, ma le distanze tra Italia e Olanda rimangono, del resto non potrebbe essere diversamente. Il nodo centrale della questione è che il Primo Ministro olandese Mark Rutte, insiste sulle condizionalità del Recovery fund, sul fatto che il suo governo preferirebbe una percentuale minore di sussidi rispetto alla percentuale di prestiti da restituire. Questa posizione così intransigente è dettata dal fatto che il Parlamento Olandese, dovrà pur sempre approvare il piano di aiuti economici, dopo l’intesa in Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 Luglio. Appare chiaro dunque che il Premier olandese non vuole rischiare una crisi di governo interna, soprattutto se come sanno tutti, gli aiuti saranno per la maggior parte destinati ai paesi del Sud Europa, infatti come è noto i Paesi Bassi insieme ai paesi del nord Europa sono stati colpiti solo marginalmente dal lockdown e dall’emergenza covid-19, pertanto non avranno bisogno di alcun sostegno economico.

Infine l’aereo di Stato della Repubblica Italiana è atterrato in Germania, presso il castello di Mesemberg, a nord di Berlino, residenza estiva della Cancelliera Angela Merkel e del suo governo. La Germania ha da poco preso in carica  la presidenza di turno del consiglio, le spetta dunque il gravoso compito di trovare una sintesi adeguata, tra le necessità Italo-Spagnole e quelle dei quattro paesi del nord, la Cancelliera oltre ad essere una vera temporeggiatrice è anche molto pragmatica e realista, il colloquio non è stato così semplice con il Premier italiano Giuseppe Conte, il quale si è dimostrato intransigente nel ribadire la posizione italiana. Eppure il pressing del governo Tedesco e della Merkel non può restare senza risposta. Il Presidente del Consiglio italiano dovrà necessariamente concedere qualcosa, se non vuole uscirne a pezzi dal negoziato, il prossimo 17 e 18 Luglio.

All’interno dell’Ue il decision making è molto articolato, non sempre facile da capire nemmeno per gli addetti ai lavori, essendo l’Ue formata da solide democrazie occidentali, alla base di tutto il processo decisionale vi è il consenso dei singoli governi nazionali, bisognerebbe comprendere che le decisioni prese a Bruxelles durante i consigli europei, non possono essere le migliori in termini assoluti per alcuni Stati e le peggiori per altre, ma devono essere semplicemente quelle più condivise, quelle su cui fare convergere tutti i paesi europei.

Il governo italiano fa bene a difendere gli interessi nazionali, è arrivato forte e chiaro a tutti i governi europei il messaggio che gli italiani questa volta non si svenderanno, con i pesanti sacrifici sopportati durante il lockdown soprattutto in termini economici, Roma venderà cara la pelle. Tuttavia il Premier Giuseppe Conte, dovrebbe rivedere la posizione italiana, certo cum grano salis. Che cosa succederà durante il consiglio straordinario di venerdì e sabato? difficile prevedere i possibili colpi di scena, non ci resta che aspettare e osservare cosa accadrà attorno al tavolo del Consiglio.  

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguitogli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.
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