Da lunedì 7 Ottobre in Vaticano si terrà il Sinodo sull’Amazzonia. Nell’agenda ci sono moltissimi temi cruciali sull’ambiente e sulla tutela delle popolazioni indigene e molti altri temi che hanno un respiro meno green

Nel 2017, papa Francesco annunciava un sinodo per discutere dei problemi dell’Amazzonia. Ma cosa ha portato il Vaticano a dedicarsi ad un tema così specifico? Durante il suo viaggio in Perù, nel gennaio 2018, il papa parlando ai popoli indigeni dell’Amazzonia, mostrò tutta la sua vicinanza e il suo supporto “verso una terra che al giorno d’oggi è fortemente minacciata dall’attività umana e dal cambiamento climatico conseguente”.

L’Amazzonia è oggetto di mire su più fronti: da una parte le grandi industrie estrattive, dall’altra le grandi potenze alla ricerca dell’oro nero e il fenomeno dell’agrobusiness. Parlare dei problemi di cui soffre l’Amazzonia con le sue popolazioni è una opportunità unica per papa Francesco per esprimere la sua politica papale “verde”, di ri-esprimere i concetti già espressi nella sua Enciclica “Laudato sii” e della necessità della creazione di una “ecologia integrale” che preveda che la protezione dell’ambiente vada di pari passo con l’affermazione della giustizia sociale.

Papa Francesco incontra gli indigeni della foresta amazzonica. (Fonte Vatican News)

D’altra parte, questo sinodo che nasce con vocazione verde avrà anche lo scopo di affrontare uno dei problemi maggiori per la Chiesa cattolica, cioè il rapido aumento delle chiese evangeliche di origine pentecostale tra le comunità indigene. Secondo le ultime statistiche infatti, in Brasile negli ultimi due anni 9 milioni di persone hanno abbandonato il cattolicesimo per abbracciare la religione pentecostale.

Un Sinodo a vocazione verde, ma anche un sinodo per affermare la vicinanza geopolitica del Vaticano alle popolazioni indigene. A testimonianza dell’attenzione alle tematiche ambientali nei documenti preparatori, sono elencate tutte le difficoltà che le comunità indigene affrontano quotidianamente e le possibili soluzioni per fornire un supporto alle stesse. La necessità di trovare delle soluzioni verso la sempre maggiore criminalizzazione dei leaders e degli attivisti a difesa dell’ambiente, e la creazione di una politica che possa interrompere l’appropriazione e la privatizzazione di beni naturali, come l’acqua, da parte delle grandi aziende minerarie e alimentari sono altri argomenti oggetto di discussione del Sinodo.

I 270 partecipanti all’assise (padri sinodali, rappresentati dei popoli indigeni ed esperti) affronteranno anche il problema tutto ambientale della perdita di biodiversità e delle relative conseguenze per il pianeta, anche e soprattutto a seguito degli incendi che hanno colpito l’Amazzonia negli ultimi mesi.

Il Sinodo dunque rappresenta un’occasione duplice per papa Francesco: rafforzare il ruolo e la presenza della Chiesa cattolica nelle aree amazzoniche e tra le popolazioni indigene e perseguire nella svolta, già avviata con l’enciclica Laudato sii, di creare una Chiesa più green e più attenta alle sfide sociali e ambientali. All’opposto di tutto ciò s’inserisce il presidente del Brasile Bolsonaro con le sue ultime dichiarazioni durante la 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ove ha ribadito, il diritto sovrano del Brasile di gestire l’Amazzonia come meglio crede e che “è un errore affermare che è patrimonio dell’umanità ed è un malinteso confermato dagli scienziati dire che le nostre foreste amazzoniche sono i polmoni del mondo”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: