Recentemente si sono ricordati gli attentati di Parigi di cinque anni fa, avvenuti il 13 novembre 2015 in diversi punti della città. Il gruppo terroristico di matrice islamista dell’Isis ha rivendicato gli attacchi e spesso le analisi e gli articoli di giornale hanno espresso opinioni sul gruppo, condannando gli avvenimenti e cercando di dare un’interpretazione alle azioni dei terroristi.Tuttavia, non è ancora chiara la motivazione della scelta di alcuni luoghi che sono stati attaccati, come il Bataclan.

Parigi è uno dei maggiori centri europei in termini di finanza, diplomazia, commercio, moda, scienza e arte. È  famosa in tutto il mondo per la sua architettura, i suoi musei, è una delle metropoli più visitate del mondo per i suoi famosi luoghi di interesse. Parigi è una città che è piena di storia e luoghi che sono altamente simbolici, come Notre Dame, Il Louvre, la Tour Eiffel, eppure, nessuno di questi luoghi è stato attaccato durante gli attentati del 13 novembre 2015. I terroristi hanno scelto come obiettivi lo Stade de France, per il gran numero di potenziali vittime che si potevano terrorizzare (infatti quella sera giocavano Francia- Germania e lo stadio era pieno); vari cafè nell’11° arrondissement, molto popolare e molto frequentato, infatti il numero di morti e feriti registrati è stato molto elevato; e il Bataclan.

Per i primi due luoghi si è capito il motivo secondo il quale sono stati scelti come bersaglio, erano obiettivi oggettivamente strategici. Risulta però meno intuitivo capire il perchè del Bataclan (teatro che si trova al numero 50 di Boulevard Voltaire, nell’11° arrondissement, deve il suo nome all’omonima operetta di Jacques Offenbach).

Nonostante il richiamo all’operetta, fin dagli Anni ‘70 è stato sede di concerti rock, ospitando band come i Kraftwerk e imponendosi come un tempio sacro della musica e dello spettacolo, fin dagli inizi. Dagli Anni ‘70 ha cambiato innumerevoli volte i proprietari, fino ad arrivare ai suoi penultimi, Pascal e Joel Laloux, di origini ebree, che ne sono stati i proprietari per più di 40 anni, e che hanno venduto il teatro l’11 settembre 2015. Proprio a causa delle loro origini, spesso si tenevano al teatro eventi pro Israele, scatenando reazioni negative da parte di gruppi palestinesi, come “l’Esercito dell’Islam”, gruppo estremista di stampo salafita attivo particolarmente nella Striscia di Gaza, che già nel 2011 aveva minacciato di intervenire in maniera violenta contro il Bataclan, proprio a causa dell’origine dei suoi proprietari. Si sono registrate spesso manifestazioni di gruppi palestinesi che protestavano davanti al teatro ma un video, poi postato su youtube riprende in particolare un manifestante che minaccia di stare in guardia, perché la prossima volta non sarebbe tornato solo per parlare.

Se è vero che l’obiettivo primario del terrorismo non è fare un gran numero di vittime ma di portare paura, terrore e insicurezza in un dato auditorium, allora diventa chiaro perché il Bataclan sia stato scelto. I terroristi di nazionalità francese che hanno aperto il fuoco nel teatro conoscevano molto bene la sua storia e che cosa rappresentava. Per questo è diventato un bersaglio. Se si studia la dinamica degli attacchi del 13 novembre 2015 si noterà immediatamente che si sono scelti due punti principali: lo stadio, quindi Parigi nord e l’11° arrondissement. Gli attacchi sono avvenuti alternando i due punti, per creare uno stato di terrore e insicurezza continui, per poi concentrarsi su Boulevard Voltaire e immediate vicinanze, in cui si sono registrati 5 degli 8 attacchi. Con i precedenti e un background così forti come quelli del Bataclan, è difficile pensare che il teatro non fosse il vero bersaglio fin da subito. La tattica è stata attirare le forze di polizia il più lontano possibile dal vero target, il Bataclan, per poi avere il tempo necessario per l’attentato. Infatti, i morti nel teatro sono stati 89, mentre in tutti gli altri cafès e bar 40 in totale.

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Caterina Anni

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