Il nuovo governo si è formato e con esso la nuova “squadra” di ministri di Giuseppe Conte. Tra i nomi dei ministri che ha destato più scalpore nell’opinione pubblica spicca quello di Luigi Di Maio, nominato nuovo Ministro degli Esteri. La nomina del leader pentastellato ha destato molte polemiche e controversie, Di Maio alla Farnesina ha spaccato l’opinione pubblica tra chi continua a difendere a spada tratta il leader del Movimento 5 Stelle e chi invece addita a tale nomina con sdegno andando ad attaccare il curriculum vitae e l’effettiva preparazione tecnica di un elemento che, dati alla mano, non dovrebbe partire con la stessa credibilità di altri Ministri degli Esteri delle maggiori potenze mondiale. Perché la scelta di Di Maio?

Partiamo subito dal presupposto che la figura di Luigi Di Maio è, al momento, insieme a tutta quella del Movimento 5 Stelle alquanto controversa e fonte di polemiche e dibattiti nell’opinione pubblica italiana. Da “rivoluzionari” desiderosi di sconfiggere la vecchia guardia rappresentata dal Partito Democratico a loro improbabili alleati in questa nuova esperienza di governo. Se da un lato c’è chi continua a sostenere i grillini e la loro permanenza timone, dall’altro (leghisti e non solo) molti guardano con sdegno i recenti sviluppi accusando i pentastellati di aver attuato uno squallido inciucio per “salvare la poltrona”.

Quindi come possiamo ben vedere il M5S già di suo fa discutere parecchio negli ultimi tempi, la scelta di Di Maio come Ministro degli Esteri non fa che esacerbare il dibattito attorno alla sua figura. Perché proprio Di Maio? Che status può avere come rappresentante dell’Italia all’estero? Considerando i grandi nomi altisonanti che rappresentano gli altri grandi Paesi all’estero che figura ci fa l’Italia a presentare uno con la carriera e il curriculum di Di Maio?

Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle e Ministro degli Esteri in carica

Queste sono le domande sdegnate che si pongono gran parte dei cittadini italiani che negli ultimi tempi si stanno sbizzarrendo a fare ironia e commenti sarcastici su facebook e social vari attaccando l’impreparazione, la mancanza di titoli di studio e la scarsa attitudine di Di Maio a ricoprire ruoli così prestigiosi che ha ottenuto quasi per caso. Cerchiamo di capire perché mai si sia scelto di puntare su Di Maio per questa carica così importante.

Partiamo subito col dire che Di Maio alla Farnesina suscita delle più che ragionevoli perplessità in virtù di più o meno recenti uscite del nuovo Ministro degli Esteri. Diciamo che alcune gaffe non possono passare in sordina e non destare turbamenti riguardo all’idoneità per il nuovo ruolo assegnatogli, non possono essere dimenticati i vari interventi inopportuni che hanno causato crisi diplomatiche (con la Francia), gli attacchi alla Merkel e ripetute richieste di fuoriuscita dall’euro, per non parlare di certe figure “barbine” accumulate nel corso del tempo che ne hanno evidenziato una certa ignoranza e impreparazione rapportata alle altri figure che ricoprono il suo stesso ruolo nei Ministeri degli Esteri degli altri grandi Paesi. Non dimentichiamoci che è comunque un grosso punto a sfavore il fatto che il giovane Di Maio non sia neanche molto “ferrato” (per usare un eufemismo) sulle lingue straniere e non è una cosa tanto bella per un Ministro degli Esteri…

Insomma, diciamo che Di Maio rappresenta un profilo parecchio giovane e apparentemente impreparato rispetto a personalità che guidano gli altri Ministeri degli Esteri di altri grandi Paesi mondiali. Se dovessimo dare un voto alla “credibilità” di cui gode sulla carta Luigi Di Maio, direi che oggettivamente è parecchio basso.

Non c’è a mio avviso una motivazione prettamente “tecnica” (il curriculum scadente parla chiaro) della scelta di Luigi Di Maio per il ruolo, bensì politica. Giustificare una simil alleanza agli occhi degli italiani non è un compito semplice per PD e 5 Stelle, stiamo parlando di due partiti che fino a poche settimane fa erano a scannarsi l’un l’altro, è loro “dovere” oserei dire cercare il più possibile di salvare un minimo di coerenza e credibilità alle idee dei rispettivi partiti. Non ci scordiamo che se da un lato il PD sente di dover invertire la rotta a seguito di un governo “pessimo”, Di Maio non è chiaramente dello stesso avviso (essendo stato lui stesso parte del primo governo Conte) ed è suo interesse dimostrare agli italiani che le cose cambieranno… ma non troppo. In che senso?

La colpa della caduta del governo è stata assegnata pubblicamente al presunto “estremismo” di Matteo Salvini ed è forse l’unico vero punto in comune tra PD e 5 Stelle. È interesse del Movimento dimostrare agli italiani che il governo precedente non era sbagliato, il “cancro” era Salvini, sbarazzarsi di Salvini era fondamentale per la bontà di un governo che vede comunque il 5 Stelle ancora protagonista. L’intera propaganda del Movimento 5 Stelle è sempre stata supportata dal rilancio della “dignità” italiana a livello internazionale, non è stato il solo Salvini a guardare oltre i confini e a puntare il dito contro i “nemici” e gli “oppressori”, era lo stesso Di Maio a cavalcare forte questo cavallo di battaglia e stare lì alla Farnesina a dimostrare che c’è ancora lui a “difendere” il popolo italiano è come se fosse un piccolo e timido tentativo di dimostrare che il “populismo italiano” non è ancora morto e il governo non lo ha del tutto rigettato. Di Maio ne rappresenta l’ultimo baluardo, stare lì agli Esteri vuol dire ricordare al mondo che c’è ancora qualcuno pronto a lottare per il rispetto agli italiani fuori dai confini.

Da sinistra a destra: Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, leader del Partito Democratico

Ma è effettivamente così? O è solo un piccolo tentativo di “arricchire” un curriculum alquanto scarno di una carica importante prima del declino? Mi viene difficile pensare a un Di Maio così forte e influente nell’esercizio della sua carica, non ce lo vedo molto a far valere le sue argomentazioni nei principali dossier internazionali, Luigi Di Maio sa tanto di nome buttato lì per ricordare al popolo che il M5S è sempre in prima linea nel rappresentare l’Italia nei grandi tavoli internazionali ma allo stesso tempo per dare “in pasto” agli alleati europei una timida voce che non si alzerà mai troppo. Questi 14 mesi di governo hanno dimostrato al governo (più che agli italiani) che non è il caso di andare in Europa ad alzare troppo la voce, Di Maio stesso lo ha compreso e ha aggiustato il tiro, ecco perché puntare il dito contro Salvini addossandogli le responsabilità del fallimento e rilanciare la figura di un’Italia che conta in Europa.

Ma in ogni caso lui è lì, a ricordare al popolo che il Movimento 5 Stelle continuerà ad avere un ruolo di primo piano nella difesa degli interessi italiani e, soprattutto, sempre lì a ricordare che loro sono pur sempre il simbolo del “governo del cambiamento” e sarà il PD ad adeguarsi a loro, non viceversa.

Un ultimo e disperato tentativo di lanciare un messaggio rassicurante a chi ha riposto nel Movimento la speranza del cambiamento prima e la preserva tuttora, ma la verità è che al momento il nuovo percorso delle politiche di governo sembra molto più simile a idee e principi pro-PD che altro (basti osservare la nuova linea che dovrebbe prendere il governo in termini di immigrazione), il “cambiamento” che Di Maio e soci cercano di preservare sembra quanto di più finto possibile di fronte a una realtà politica che si sta delineando in una via ben più apprezzata dalle potenze europee che hanno elogiato la fuoriuscita di Salvini dal governo. Ma perché criticare il solo Salvini e non Di Maio? Era solo Salvini a “stare sulle scatole” o era anche lo stesso Di Maio? Perché adesso le cose “vanno meglio” pur con la conferma dei “gialli” in questo governo?

Lassù è ben chiaro a tutti il peso dei “gialli” nel nuovo governo giallorosso, ma quaggiù è meglio non dirlo per il momento.

NOTE

1 https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/05/luigi-di-maio-messaggio-da-ministro-degli-esteri-superare-regolamento-di-dublino/5433792/

2 https://www.iltempo.it/politica/2019/09/08/news/di-maio-francia-migranti-immigrazione-governo-conte-porti-salvini-m5s-lega-pd-1205961

3 http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=34350 http:// http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=34350

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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