In occasione del vertice del G20 di Osaka si è tenuto un breve incontro tra il presidente della Federazione Russa e il primo ministro britannico Theresa May. Incontro di enorme importanza diplomatica visto lo stato delle relazioni tra i due paesi dopo lo scandalo Novichok (l’ avvelenamento tramite l’omonimo gas nervino nel marzo 2018 della spia russa Sergei Skripal di sua figlia nella cittadina inglese di Salisbury). Un incontro piuttosto fredda a giudicare dalle foto di rito e dalla stretta di mano formale tra i due leader.

Secondo Downing Street, May “ha ribadito che non ci potrà essere normalizzazione nelle relazioni bilaterali finché la Russia non fermerà le sue attività irresponsabili e destabilizzanti”. In precedenza la premier Tory aveva rinnovato la richiesta che i cittadini russi indicati come sospetti per il caso Skripal “rispondano alla giustizia”. Mentre Putin aveva liquidato la ricostruzione britannica come “clamore da 4 soldi”: negando ancora una volta responsabilità nell’attacco di Salisbury

Il primo ministro britannico ha riferito a Putin che usare Novichok “ha fatto parte di un modello più ampio di comportamento inaccettabile oltre che un atto veramente spregevole che ha portato alla morte di un cittadino britannico”. Theresa May, in fase di dimissioni, ha ribadito la linea dura di Downing Street nei confronti delle ingerenze russe che i britannici temono essere accadute nelle precedenti elezioni europee o persino nel referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito in Europa. Ad oggi, insieme alla Polonia, la Gran Bretagna è il paese europeo maggiormente ostile nei confronti della Russia e difficilmente un nuovo primo ministro invertirà la rotta.

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Marco Limburgo

Marco Limburgo

Marco Limburgo nasce a Mesagne (BR), attualmente vive e studia a Forlì. Dopo aver conseguito la laurea in Storia Contemporanea presso l’Università di Bologna, è attualmente specializzando in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso il campus forlivese della medesima università. È consigliere d’amministrazione di Geopolis. Inoltre, contribuisce in qualità di articolista al progetto editoriale Russia 2018. È appassionato di storia, letteratura e politica internazionale (in particolar modo della regione medio-orientale).
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