Il partito laburista all’opposizione presenta delle proposte per lo sviluppo delle aree settentrionali del paese.

Della Norvegia si ha un’immagine perlopiù positiva, specie sul piano dello sviluppo economico e sociale. Tuttavia vi è l’annosa questione relativa all’estremo Nord norvegese, in cui le problematiche sono molte e di difficile soluzione. La regione oggetto della questione è molto ampia: va dalla contea di Troms og Finnmark alle Isole Svalbard. L’area è interessata da fenomeni come lo spopolamento dei centri abitati, la mancanza di opportunità e la questione sicurezza. Sembra infatti che molti lavoratori siano spinti a recarsi nelle regioni meridionali del paese, in cerca di opportunità migliori. Sul fronte della sicurezza invece vi il nodo da sciogliere, rappresentato dal confine con la Russia, con la quale Oslo detiene rapporti controversi.

Sul fronte parlamentare, proprio questa settimana, alcuni esponenti del Partito laburista hanno presentato la proposta per una nuova strategia per l’estremo Nord. Nel documento si sottolineano i problemi relativi al calo demografico delle regioni settentrionali,ed alla necessità di incrementare le politiche difensive. Alla base della proposta, presentata dal leader del partito laburista Jonas Gahr Støre la scorsa settimana vi è l’importanza dei centri abitati, visti come motore per la ripresa economica dell’are; per questo motivo, il primo passo sarebbe quello di incentivare i trasferimenti al Nord. Tutto questo però, non potrà chiaramente avvenire se non si incentivano anche nuove opportunità di lavoro e di sviluppo della regione.

Le premesse per tale sviluppo, potrebbero essere individuate in alcune realtà già presenti nella contea, ma non adeguatamente sfruttate. Esemplare è il caso  della miniera di rame di Nussir nel comune di Hammerfest, vicino a Capo Nord, è ancora in attesa del permesso delle autorità norvegesi nel campo dell’ambiente. Il nodo da sciogliere sta nell’utilizzo, molto discusso, di sostanze chimiche molto utilizzate nelle attività di estrazione del rame. In questo caso, sarebbe molto importante l’apporto che lo sfruttamento di tale risorsa potrebbe avere sul piano occupazionale, ma bisognerebbe poi valutare anche la reazione degli stessi laburisti, spesso in prima linea per sottolineare anche questioni ambientali.

Secondo il progetto laburista poi, andrebbe fatto qualcosa anche sul fronte turistico. I dati relativi al settore turismo, per la Norvegia, hanno fatto registrare un calo, a dir poco significativo. La pandemia ha lasciato un segno molto importante su questo settore ed, ovviamente, a risentirne maggiormente è stata la regione più in difficoltà. Dalle prime analisi si evince un calo di presenze e di conseguenza, un calo occupazionale. Come se non bastasse, gli esperti non prevedono risalite nel breve termine. Tutt’altro.

Colpisce il fatto che ci sia un’area di un paese come la Norvegia che arranchi nel confronto con le altre contee. Oslo d’altronde, pur registrando battute d’arresto per quanto riguarda le attività legate al petrolio, resta ancora in lizza per il ruolo di leader nella pesca. Il mercato del salmone, tipicamente norvegese, non ha quasi rivali e proprio nel periodo successivo al lockdown, si è registrato un notevole incremento. Sarà da vedere comunque se la maggioranza al governo, riterrà valide le proposte messe in gioco dai laburisti, o si riterrà di proseguire su una linea centrata sul ruolo delle aree meridionali. La proposta però, pone particolare attenzione anche alla sicurezza lungo i confini; una questione che dati i recenti avvenimenti con il vicino russo, non va sottovalutata.

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Domenico Modola

Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) laureato in Scienze Politiche, Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” , con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali. La macroarea di cui mioccupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori. Lo IARI Mi sta dando una grande opportunità di crescita, con annessa la possibilità di fare ciò che veramente mi piace. Essere analista IARI vuol dire confronto con una realtà seria e professionale, ma formata da giovani. Far parte di una redazione come quella di IARI è un grandissimo slancio. Il think tank offerto grazie alle analisi di redattori e collaboratori è un utilissimo mezzo per comprendere al meglio le dinamiche mondiali. Le analisi pubblicate sono di continuo stimolo e approfondimento.
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