Oslo permetterà agli Stati Uniti di utilizzare l’aeroporto dell’isola di Jan Mayen. Alla base della decisione, l’incapacità di reggere il peso di tensioni geopolitiche crescenti. La Russia tuttavia potrebbe non prenderla bene.

In una zona tutt’altro che isolata, la Norvegia ha deciso di aprire agli Stati Uniti, concedendo loro l’utilizzo dell’aeroporto militare collocato sull’isola artica Jan Mayen. L’isola è strategica in quanto si trova nel mezzo del passaggio tra Norvegia e Groenlandia. Il passaggio è strategico e di notevole importanza, perchè vi transitano, tra gli altri anche sottomarini nucleari russi quando entrano nell’Atlantico.

La piccola isola di Jan Mayen situata al confine tra Mare di Norvegia e Mare di Groenlandia, è pressocchè disabitata; gli unici abitanti, 18 in tutto, sono  gli operatori della stazione metereologica collocata sull’isola.  Jan Mayen entrò a far parte del Regno di Norvegia nel 1930 ed è gestita dal governatore della contea del Nordland, mentre le forze armate sono responsabili del funzionamento dell’aeroporto e di altre infrastrutture sull’isola. La decisione di Oslo di consentire l’utilizzo della pista agli americani, è  stata portata gradualmente alla luce alla fine di gennaio, quando il Ministro della Difesa norvegese Frank Bakke-Jensen è apparso davanti al Parlamento per spiegare i piani in base ai quali si intende dare questa concessione. Secondo i media norvegesi, il motivo sarebbe da ricercare nella capacità militare del paese,che non sarebbe in grado di reggere grandi pressioni. Secondo quanto emerso, la forza militare norvegese presenza serie carenze in rifornimenti e approvvigionamenti.

Le conseguenze, manco a dirlo, chiamano in ballo la Russia. Tale inizitiva, potrebbe facilmente interpretata da Mosca come un tentativo di Oslo di spianare la strada agli americani, per una maggiore presenza nell’Artico. La preoccupazione è sollevata in Norvegia anche dai partiti di opposizione. Non è da escludere una reazione forte da parte della Russia. Questo perché, sicuramente questa decisione, quando diventerà effettiva, gioverà alle tensioni che vanno acuendosi nell’Artico.

Inoltre, prima di procedere oltre, quello che fa riflettere è proprio il motivo per il quale la Norvegia apre a Washington. Infatti, la Norvegia è ben consapevole di non avere le capacità militari per fare la voce grossa nello scenario polare. Tuttavia, questa operazione potrebbe costituire un azzardo che porterebbe Oslo in un limbo, tra le due potenze maggiori in ambito militare. Sotto questo aspetto la Norvegia dovrebbe guardare bene l’aspetto puramente geopolitico della  vicenda: non si può non tener conto dell’ingerenza di Mosca sull’area, degli accordi tra i due paesi e della capacità militare del gigante russo. Infine non si può sperare di attirare nel bel mezzo dell’Artico, una potenza come gli Usa, senza risvegliare il vecchio acredine con la Russia. La Norvegia si farà forse aiutare dagli americani in campo militare, ma il provvedimento non passerà inosservato.

 

 
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Domenico Modola

Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) laureato in Scienze Politiche, Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” , con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali. La macroarea di cui mioccupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori. Lo IARI Mi sta dando una grande opportunità di crescita, con annessa la possibilità di fare ciò che veramente mi piace. Essere analista IARI vuol dire confronto con una realtà seria e professionale, ma formata da giovani. Far parte di una redazione come quella di IARI è un grandissimo slancio. Il think tank offerto grazie alle analisi di redattori e collaboratori è un utilissimo mezzo per comprendere al meglio le dinamiche mondiali. Le analisi pubblicate sono di continuo stimolo e approfondimento.
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