Sul dossier siriano nella politica estera statunitense i Democratici cercano di ostacolare il piano del presidente Trump di “proteggere il petrolio siriano” nel nord-est del Paese mediorientale. Tale piano, che si concretizza con la presenza militare USA sul campo e con l’aiuto delle Forze Democratiche Siriane (FDS), ha come obiettivo quello di impedire che il greggio finisca nelle mani dell’ISIS e che il governo siriano, supportato dai Russi, possa riprenderne il controllo. La versione della Camera relativa alla legge di autorizzazione della Difesa del 2021, emessa lo scorso weekend, stabilirà che il Segretario alla Difesa dovrà certificare che nessun tipo di forza a stelle e strisce viene usata o è stata usata per l’estrazione, il trasporto, il trasferimento e la vendita del petrolio dalla Siria.

 

In tutto ciò il Comitato governativo, attraverso un report, esprime le sue preoccupazioni per la strategia di Washington in Siria che mette in luce obiettivi che non possono essere raggiunti con gli strumenti prestabiliti; la preoccupazione viene espressa anche a proposito degli obiettivi assegnati alle truppe statunitensi in loco. La legge, inoltre, si indirizza al Segretario della Difesa Mark Esper, affinché egli informi il Congresso entro ottobre sulla validità delle autorità nazionali ed internazionali circa la presenza dei militari statunitensi nei pressi dei giacimenti petroliferi nel nord-est siriano. I militari statunitensi che si trovano in loco nel nord-est del Paese, negli ultimi mesi, hanno dovuto scontrarsi con quelli russi che vogliono riprendere il controllo dei pozzi petroliferi da consegnare ad Assad. Inoltre il Comitato della Camera per i servizi armati discuterà mercoledì sulla legge della Difesa. Il Senato, a maggioranza repubblicana, dibatterà la sua versione della legge che non contiene la riserva della Camera sulla Siria.

Non si sa se il Congresso si pronuncerà unito su una legge definitiva prima di ottobre, scadenza stabilita dai Democratici per l’informativa di Esper a tale gruppo sulla questione. Al di là di questi passaggi, il piano di Trump a protezione dei pozzi petroliferi siriani resta importante per diversi obiettivi geopolitici strategici. Primo, gestendo con i Curdi i pozzi petroliferi si evita che le cellule dormienti dello Stato Islamico presenti nell’est possano sabotare gli impianti o riprenderne il controllo. Secondo, si tratta di una carta che i Curdi e gli Americani giocano per strappare concessioni sull’autonomia curda nel nord-est ad Assad. Terzo, la presenza nell’est per proteggere i pozzi petroliferi consente agli apparati statunitensi di tagliare i corridoi utili della Repubblica Islamica verso l’Iraq e infine ricorda ai Russi che sul futuro del territorio siriano le decisioni passano anche da Washington.

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