Il vicepremier Matteo Salvini aveva annunciato un “terremoto” nelle istituzioni europee, tuttavia al momento non sembra che le sue previsioni si siano rivelate fondate. L’Italia si ritrova fuori da tutti i ruoli di rilievo, con l’eccezione del solo David Sassoli alla guida del Parlamento Europeo, eurodeputato del Partito Democratico (esponente del partito d’opposizione principale del governo italiano). La “rivoluzione” auspicata da Matteo Salvini è tutto fuorché compiuta, l’impressione è che il nuovo corso UE ripercorrerà le orme del precedente.

Le poltrone sono state assegnate, ciò che il nostro governo si era auspicato era quello di gettare le basi per un nuovo corso all’interno dell’Unione Europea, tuttavia stando ai nomi balzati in pole negli ultimi tempi e alle successive nomine non sembra proprio che il governo giallo-verde abbia di che gioire. Nessuno degli esponenti graditi al nostro governo occupa posizioni di rilievo.

– Presidente della Commissione Europea: Ursula von der Leyen, membro dell’Unione Cristiano-Democratica di Angela Merkel.

– Presidente del Consiglio Europeo: Charles Michel, appartenente al gruppo europeo dei liberali.

– Presidente della Banca Centrale Europea: Christine Lagarde, esponente dell’UMP francese ed ex ministro dell’Economia, dell’Industria e dell’Impiego, fortemente spinta dal Presidente francese Emmanuel Macron.

– Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza: Josep Borrell, esponente del gruppo dei Socialisti & Democratici.

– Presidente del Parlamento Europeo: David Sassoli, esponente del Partito Democratico italiano, forte dell’appoggio del Partito Popolare Europeo e dei liberati del gruppo “Renew Europe”.

L’unica “consolazione” per il nostro governo consiste nell’elezione dell’eurodeputato pentastellato Fabio Massimo Castaldo tra i vicepresidenti dell’Eurocamera, a discapito dell’eurodeputata Mara Bizzotto, rappresentante della Lega che non ha nascosto la sua ostilità all’elezione di David Sassoli come Presidente del Parlamento Europeo, denunciando una “sconfitta per la democrazia” visto e constato l’appoggio della maggioranza degli italiani al leader del Lega Matteo Salvini.

David Sassoli, neo-eletto Presidente del Parlamento Europeo

David Sassoli, neo-eletto Presidente del Parlamento Europeo

Partendo dal capitolo Commissione sappiamo come il governo giallo-verde si sia fortemente opposto verso la candidatura dell’olandese Frans Timmermans, un nome molto importante che partiva in pole per la carica di Presidente della Commissione. Insieme all’Italia, un consistente blocco di Paesi tra i quali spicca anche l’Ungheria di Orban si è opposta a tale candidatura, puntando il dito soprattutto contro il metodo di scelta rappresentato dallo spitzenkandidat, che portò alla nomina di Jean-Claude Juncker nel 2014.

Per chi non lo sapesse, il meccanismo informale chiamato spitzenkandidat (che in tedesco significa “candidato di punta”), rappresenta la scelta del candidato alla carica di Presidente della Commissione da parte di ciascun partito politico europeo che siede al Parlamento. Il partito che dopo le elezioni ha più parlamentari ottiene il diritto di proporre il suo candidato all’intero Parlamento.

Secondo i trattati europei il candidato alla presidenza della Commissione deve passare formalmente dalla proposta del Consiglio Europeo, cioè da quell’organo che riunisci tutti i capi di Stato e di governo, e in seguito la nomina viene girata al Parlamento Europeo per la conferma. Nel 2014, in seguito a un accordo raggiunto tra i leader europei, il Parlamento e i gruppi politici europei, i due gruppi più forti rappresentati dal PPE (Partito Popolare Europeo) e S&D (Alleanza Progressista Socialisti & Democratici) si “divisero” i ruoli di punta all’interno delle istituzioni europee, con rispettivamente Juncker alla presidenza della Commissione e Martin Schulz al Parlamento (fino alle dimissioni del 2017).1

La fuoriuscita di Timmermans ha comunque portato alla conferma di von der Leyen quale nuovo Presidente della Commissione, ministro della Difesa nel governo tedesco di Angela Merkel. Stiamo parlando di un esponente della CDU e del governo tedesco, più volte il governo giallo-verde ha “puntato il dito” contro la Germania accusandola di intralciare l’esecutivo italiano in temi quali politica economia e gestione dei migranti.

Capitolo Strasburgo. L’elezione di David Sassoli alla Presidenza del Parlamento Europeo, esponente del PD italiano e appartenente al gruppo Socialisti & Democratici, rappresenta un duro colpo per il governo giallo-verde. Ci ritroviamo alla guida del Parlamento Europeo un esponente del principale partito di opposizione al governo italiano (il PD) e un esponente di un gruppo portavoce di linee guida che sempre son stati contestati dal duo Lega-M5S.2

Da sinistra a destra: Ursula von der Leyen, neo-eletta Presidente della Commissione Europea e Christine Lagarde, neo-eletta Presidente alla Banca Centrale Europea

Con la conseguente conferma di Christine Lagarde alla Banca Centrale Europea, fortemente spinta da Emmanuel Macron, osserviamo come le “poltrone” più ambite e importanti siano state assegnate in modo tale da confermare ancor di più la potenza dell’asse franco-tedesco nello scenario politico europeo. Il “nuovo corso” al quale auspicava il governo italiano per poter cambiare l’Europa come ormai da tempo si promette ai cittadini italiani, sembra che sia finito invece appannaggio di coloro che per tutto questo tempo sono stati additati come dei “nemici” dal governo italiano.

Da sinistra a destra: Ursula von der Leyen, neo-eletta Presidente della Commissione Europea e Christine Lagarde, neo-eletta Presidente alla Banca Centrale Europea

Si ha sempre più la sensazione che le nostre principali forze politiche siano state a tutti gli effetti tagliate fuori dai “giri” che contano nel processo decisionale europeo, la stessa conferma di David Sassoli come Presidente del Parlamento, esponente del Partito Democratico (che ricordiamo essere l’opposizione principale al duo Lega-M5S) è uno schiaffo in faccia molto forte verso il governo giallo-verde e l’ulteriore conferma di come le grandi parole e messaggi di sfida lanciati in direzione di questa Europa “opprimente” non abbiano impensierito quanto si sperava i “piani alti” europei, l’aver puntato il dito contro l’asse franco-tedesca ha portato… al trionfo dell’asse franco-tedesca.

Potremmo dire, in maniera molto semplice, che al nostro governo non piace l’Europa e all’Europa non piace il nostro governo. Basta guardare la realtà attuale per capire quale, al momento, sia l’opinione che conta davvero

1 https://www.ilpost.it/2019/04/11/spitzenkandidat-spiegato/

2 https://www.ilsole24ore.com/art/ue-perche-governo-lega-5-stelle-ha-perso-partita-nomine-ACkkVhW

The following two tabs change content below.
Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: