E’ chiaro che gestire una pandemia negli Stati Uniti sarebbe stato un compito arduo per qualsiasi Presidente, ma Trump sta indubbiamente rendendo la sfida ancora più impegnativa.

La gravità della situazione è certamente esasperata dai molti ostacoli costruiti nel corso dei decenni quali, per esempio, una social security pressoché inesistente, l’assenza di un sistema sanitario pubblico, la mancanza di un congedo per malattia retribuito, che costringe i lavoratori americani a presentarsi a lavoro nonostante siano malati.

Tuttavia, il discorso alla nazione tenuto da Trump l’11 Marzo, concernente le misure che l’America intende adottare per combattere il coronavirus, rende la situazione ancora più incerta e le sue dichiarazioni hanno confermato quanto il presidente degli Stati Uniti non abbia la minima idea di quale sia la strategia adatta ad arginare la diffusione del coronavirus.

Il grande annuncio del Presidente, quello che a suo parere rappresenterebbe la misura chiave per sconfiggere la pandemia, è lo stop ai voli provenienti dall’Europa, eccetto quelli provenienti dalla Gran Bretagna. Ciò che Trump sembra aver erroneamente inteso è che, essendo il numero dei casi in Europa maggiore di quello in America, questo vuol necessariamente dire che l’Europa sia infetta, mentre l’America no, e che quindi l’unico modo per sconfiggere il virus è tenere lontani gli europei. Appare quindi sfuggirgli che il virus abbia in realtà già ampiamente varcato i confini americani avanzando in tutto il paese, e che quindi bloccare gli arrivi dall’Europa non farà sostanzialmente nulla per impedire o rallentare la diffusione della malattia. Il travel ban da poco annunciato, è tipico del mindset trumpiano: ergere muri sembra essere la sua specialità, analizzare come e se questi muri possano eventualmente funzionare è superfluo. I numeri dei contagi appaiono ancora bassi solo a causa dell’incapacità del sistema sanitario di offrire tamponi adeguati a tutta la popolazione.

Tuttavia, ciò che appare ancora più bizzarro è che la stessa infondata decisione di attuare un travel ban, contiene a sua volta un’altra misura ancora più irragionevole: escludere la Gran Bretagna, fresca di Brexit, da tale misura. Per quale motivo Trump ha esonerato un paese che presenta molti più contagi confermati rispetto a quelli di molti altri paesi a cui il travel ban si riferisce? Sarà forse la simpatia per il suo Primo Ministro? Oppure magari un interesse personale riguardo le sue proprietà? Agli americani non è stata fornita alcuna delucidazione su questo punto.

Inoltre, ciò che questa decisione rappresenta è anche l’ennesimo rifiuto da parte di Trump di adottare qualsiasi forma di collettività, non optando per misure di sicurezza da attuare collettivamente contro una minaccia chiaramente globale. Così, mentre i cinesi offrono assistenza medica all’Italia, gli Stati Uniti rompono i legami con i loro alleati europei isolando l’America.

Escludendo il travel ban, il resto delle dichiarazioni di Trump sono vaghe e di alcune misure egli non fa neanche menzione.

Egli, non ha infatti fornito alcuna guida su come prevenire la diffusione della malattia. Gli americani non hanno ricevuto alcuna indicazione riguardo l’annullamento di eventi come la parata del giorno di San Patrizio, il rinvio di spettacoli teatrali ed eventi sportivi, cosa fare riguardo le lezioni nelle scuole e nei college. Nulla di tutto questo.

Le misure presentate da Trump nel suo discorso, sembrano essere figlie di un panico dilagante nella Casa Bianca. Addirittura la presidenza ha dovuto ritrattare due delle policy annunciate da Trump erroneamente. La prima dichiarazione errata è che il divieto di viaggiare si sarebbe applicato anche al commercio e alle merci. La seconda è che Trump ha comunicato agli americani che, dopo aver parlato con i leader dell’industria delle assicurazioni sanitarie, questi avrebbero accettato di estendere la copertura assicurativa ai trattamenti medici per curare il coronavirus. L’industria assicurativa ha poi definito tali dichiarazioni false, comunicando che l’accordo sulla copertura assicurativa cui faceva riferimento Trump si è raggiunto solo per quanto riguarda i tamponi e non per i trattamenti medici.

Proprio riguardo i tamponi, Trump ha detto molto poco.

Il presidente non ha fatto affrontato il tema dei problemi riguardo i kit per i tamponi forniti a livello federale. Gli Stati, le contee, le città e i fornitori di servizi medici hanno infatti lamentato la mancanza di un numero necessario di kit per effettuare il tampone. Tale disagio li ha, quindi, costretti a rifiutare di effettuare il test a molte persone. E’ evidente quanto i test siano cruciali per arginare il virus: scoprire chi è infetto, per poter isolare i malati ed evitare quanti più contagi possibili è il primo passo verso la sconfitta del virus.

Su questo punto, Trump ha semplicemente affermato che “la portata dei test e delle analisi si stanno espandendo rapidamente, giorno dopo giorno”.

Riguardo questo punto, il presidente ha però sottolineato di aver firmato un disegno di legge che ha aggiunto 8,3 miliardi di dollari di finanziamenti alle agenzie federali per combattere il coronavirus e sostenere gli sforzi correlati, e ha affermato di aver tagliato “molta della prassi burocratica per rendere disponibile la terapia antivirale in tempi record”.

Dallo scoppio dell’epidemia in Cina, Trump ha avuto circa due mesi per organizzare una pronta risposta degli Stati Uniti, all’eventuale diffusione del coronavirus nel proprio territorio. Di certo non si può incolpare Trump per lo sbarco del coronavirus in America. Tuttavia, il Presidente è responsabile non solo della sua incapacità di reagire prontamente, ma anche di aver pensato che puntare il dito contro un’ Europa che soffre sarebbe stata la strategia vincente.

Fonti

https://nymag.com/intelligencer/2020/03/trump-speech-coronavirus-travel-ban-europe.html

https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2020/03/trump-ensuring-worst-possible-outcome-coronavirus-crisis/607867/

https://www.vox.com/policy-and-politics/2020/3/11/21175953/trump-coronavirus-speech-response-policies

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