Il varo della nuova portaelicotteri da assalto anfibio della Marina Militare, la più grande nave da guerra costruita in Italia dalla fine del secondo conflitto mondiale. Un approfondimento sul ruolo e sulle funzioni di Nave Triste e sul possibile impiego a bordo del futuro caccia di 5° generazione F-35B.

Lo scorso 25 Maggio, presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia (NA), si è tenuta la cerimonia ufficiale per il varo di Nave Trieste, la nuova nave anfibia della Marina Militare Italiana. A sottolineare l’importanza dell’evento vi era la presenza delle maggiori cariche dello Stato, sia civili, sia militari. Hanno presenziato alla cerimonia, infatti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre a Elisabetta Trenta, Ministro della Difesa, e Luigi Di Maio, in qualità di Ministro per lo Sviluppo Economico. Erano inoltre presenti le massime autorità militari, in particolar modo il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, e il Capo di Stato Maggiore della Marina, Valter Girardelli.

Nave Trieste è ufficialmente classificata come LHD – Landing Helicopter Dock. Si tratta di una portaelicotteri da assalto anfibio multiruolo e multifunzione, la cui missione principale consiste nel trasporto e nello sbarco di personale, veicoli e attrezzature in zone attrezzate e non[1]. Con una lunghezza di 214 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 33.000 tonnellate[2], si tratta della nave militare più grande costruita in Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Supererà per dimensioni anche Nave Cavour, l’attuale portaerei nonché nave ammiraglia della Marina Militare[3] (difatti il Trieste diventerà la nuova ammiraglia della flotta).

Il sistema di propulsione è del tipo CODLOG (COmbined Diesel eLectric Or Gas): si avvale della propulsione elettrica per le andature a bassa velocità, e di quella diesel e soprattutto a gas per le velocità maggiori (fino a 26 nodi, pari a circa 46 km/h).

Rendering 3D del Triste

Le prove in mare di Nave Trieste dovrebbero iniziare nel 2020, mentre l’entrata in servizio è prevista per il 2022, lo stesso anno in cui verrà dismesso il Garibaldi, l’incrociatore portaeromobili in servizio dal 1985. La scelta non è casuale: andando a rimpiazzare Nave Garibaldi con Nave Trieste, infatti, la Marina Militare si assicura la disponibilità di due navi in grado di operare con velivoli imbarcati, in modo da poterle alternare nell’utilizzo o impiegarle simultaneamente in caso di necessità. Sull’effettivo utilizzo e modalità di impiego del Trieste è necessario tuttavia fare alcune precisazioni.

Come detto in precedenza, si tratta di una unità di tipo Landing Helicopter Dock, concepita principalmente per trasportare e sbarcare truppe, mezzi e attrezzature ovunque sia richiesto, in aree attrezzate allo sbarco e non. Tutto questo è permesso dalla presenza di un ponte di volo, della lunghezza di circa 230 metri, per consentire le operazioni con elicotteri, e di un bacino allagabile interno alla nave, lungo 50 metri e largo 15, che permette di operare con tutti i più moderni mezzi anfibi in dotazione alla nostra Marina Militare e a quelle dei Paesi NATO e UE[4]. Queste caratteristiche consentiranno dunque a Nave Trieste di proiettare e sostenere le forze da sbarco della Marina Militare in aree di crisi, e di assicurare il trasporto strategico di personale, mezzi e materiali.

Non è prevista, quindi, al momento, la capacità di imbarcare e operare con velivoli ad ala fissa, ovvero con gli F-35B che andranno a sostituire gli attuali Harrier AV-8BII+ che costituiscono l’Aviazione di Marina, e che operano sia su Nave Cavour sia su Nave Garibaldi (al momento, Nave Cavour si trova a Taranto per lavori di ammodernamento del ponte di volo in vista proprio dell’entrata in servizio e dell’utilizzo degli F-35B). La questione del possibile impiego futuro su Nave Trieste dei caccia F-35B merita un’analisi più dettagliata.

Da un lato il compito principale dell’unità è quello di sostenere e supportare le forze da sbarco anfibio, compito che potrà essere svolto egregiamente grazie al ponte di volo di 230 metri in grado di operare con velivoli ad ala rotante (è prevista, tra l’altro, la possibilità di impiegare anche velivoli V-22 Osprey e CH-53 dei Marines americani[5]), e al bacino interno allagabile, il quale sarà anche in grado di ospitare mezzi da sbarco della Marine Nationale francese. Dall’altro lato, però, il Trieste andrà a sostituire il Garibaldi, che opera anche con velivoli ad ala fissa, senza considerare poi il fatto che sarà la nave più grande in dotazione alla Marina Militare, superando come già detto anche il Cavour. Sarebbe dunque a tratti paradossale la mancata capacità di poter operare con gli F-35B, dato anche l’ingente investimento in termini di risorse finanziarie (il costo stimato è di circa 1126 milioni di euro[6]). È certamente vero che la nave è stata concepita come una piattaforma per proiettare la forza da sbarco anfibia, ma è anche vero che ciò non precluderebbe a priori la possibilità di includere anche l’impiego di velivoli STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing, aerei a decollo corto e atterraggio verticale) come gli F-35B appunto.

F-35B Lightning II

A tal proposito, sono molto importanti e indicative le dichiarazioni rilasciate dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Valter Girardelli, a margine della cerimonia del varo. Girardelli ha infatti dichiarato che “la nuova LHD rimpiazzerà la portaeromobili Garibaldi, mantenendo tutte le capacità evidenziate dalla medesima nel corso della vita operativa”, aggiungendo anche che “dovendo il Trieste andare a sostituire nave Garibaldi implementandone le capacità, pensare di non dotare l’unità delle predisposizioni necessarie per assicurare gli investimenti fatti e renderli produttivi, non avrebbe senso”[7].

Stando a tali dichiarazioni, dunque, sembrerebbe che in futuro ci sia la possibilità di operare su Nave Trieste anche con i caccia di 5° generazione F-35B, anche se il ruolo primario rimarrebbe quello di piattaforma anfibia. Questa ipotesi potrebbe essere confermata dal fatto che effettivamente sul ponte di volo della nave sembra sia possibile installare il cosiddetto “ski-jump”, il “trampolino” rialzato, presente su Nave Cavour, che facilita il decollo degli aerei di tipo STOVL. Inoltre, la scelta di costruirlo in un secondo momento sarebbe stata dettata anche da motivi di peso, per non appesantire troppo l’imbarcazione al momento del varo.

Dunque, lo ski-jump, assieme a tutte le altre strutture di supporto necessarie, potrebbero e forse dovrebbero essere installati su Nave Trieste in un secondo momento, fornendo così alla nave la piena capacità di operare con mezzi aerei sia ad ala rotante che fissa. Ovviamente rimarrebbero le limitazioni tecniche ed operative dovute all’essere stata concepita come una nave per operazioni anfibie, motivo per cui il Trieste, qualora venisse effettivamente dotato di ski-jump e della possibilità di operare con gli F-35B, non potrà comunque esprimere le medesime capacità operative della Portaerei Cavour. A prescindere da ciò, si andrebbe così a sfruttare pienamente l’investimento compiuto, rendendo il Trieste una nave moderna, completa e all’avanguardia, in grado di svolgere al 100% le diverse tipologie di missione per cui è stata realizzata.

[1] https://www.fincantieri.com/it/prodotti-servizi/navi-militari/lhd-unita-anfibia-multiruolo/

[2] http://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/nuovi_progetti_2/Pagine/lhd.aspx

[3] Nave Cavour ha una lunghezza maggiore (245 metri) ma un dislocamento a pieno carico di “sole” 27.000 tonnellate circa.

[4] http://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20190525_varo_nave_Trieste.aspx

[5] http://www.difesaonline.it/evidenza/interviste/lhd-trieste-la-nuova-nave-anfibia-della-marina

[6] https://www.repubblica.it/cronaca/2019/05/25/news/trieste_la_nave_di_pace_che_si_trasforma_in_super-portaerei-227145111/?refresh_ce

[7] https://www.analisidifesa.it/2019/05/la-lhd-trieste-sara-equipaggiata-con-ski-jump-per-limpiego-degli-f-35b/

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