Alla fine del novembre 2019 ha avuto luogo un esercitazione militare marittima congiunta fra la marina sudafricana, russa e cinese dal nome MOSI. L’esercitazione congiunta potrebbe essere vista da un punto di vista di previsione geopolitica, come l’inizio di un’evoluzione naturale che i tre paesi facenti parte dei BRICS, potrebbero perseguire di qui a breve, ovvero mutare la natura dell’unione da economica a militare.

In testa a questo progetto ovviamente vi è il duo sino-russo che forza motrice economica e diplomatica del gruppo dei cinque, prova ad ingaggiare il Sud Africa anche sul piano militare.

Lo scopo dell’esercitazione MOSI secondo il sito web della South Africa- Navy ha come l’obiettivo quello di sviluppare , rafforzare le relazioni e la cooperazione amichevole tra le forze armate dei tre paesi. Probabilmente il segnale che vuole mandare il governo di Pretoria alle cancellerie occidentali è chiaro, il Sud Africa a breve potrebbe allineare la propria volontà militarmente al fianco della Russia.

A sostegno di questa tesi basta citare due episodi.

Il primo avvenuto all’incirca un mese prima dell’esercitazione navale Mosi, ovvero quando il Sud Africa ha consentito l’atterraggio nella base dell’aeronautica di Waterkloof, di due bombardieri supersonici russi Tupolev Tu-160; in grado questi di trasportare armi nucleari. L’intera operazione è avvenuta di concerto con l’aeronautica Sud Africana la quale ha scortato i bombardieri russi.

Il secondo, come dichiarato dal Ministero della Difesa Sud Africano, il MOSI attualmente sarà l’unica esercitazione navale a cui la marina sudafricana prenderà parte quest’anno, dato che le esercitazione OXIDE con le forze navali francesi nell’Oceano Indiano e GOOD HOPE, con la Marina tedesca, sono stati posticipati a data da destinarsi.

Non va dimenticato inoltre che proprio a fine 2019 si è tenuto a Sochi il primo vertice Russia-Africa, dove si è parlato oltre che di investimenti da parte di imprese russe nel continente e più specificamente in Sud Africa, anche di cooperazione in ambito militare tra Mosca e Pretoria, sicuramente in vista di una maggiore visione di intenti geostrategici.

Probabilmente Mosca mira a consolidare l’unione dei BRICS da un punto di vista più militare che economico, in modo da poter avere in futuro una solida alleanza di Stati eventualmente da contrapporre ad una possibile minaccia della NATO. Una strategia non nuova, visto che potrebbe essere paragonata alla CED, la Comunità europea di difesa;  il progetto che poi fallì di collaborazione militare tra gli stati europei proposto e sostenuto dalla Francia nei primi anni cinquanta.

Che la Russia e la Cina di recente stiano maturando la stessa visione di intenti è quanto mai chiaro, sopratutto per quanto riguarda il piano di investimenti economici che i due Paesi stanno mettendo in atto in Africa.

La questione che però lascia aperti molti interrogativi è la seguente; è possibile realizzare un’alleanza militare tra i cinque Paesi BRICS quando spesso e volentieri scricchiolano le intese in ambito economico? E se è vero che l’India potrebbe essere affascinata dal progetto militare BRICS, il Brasile potrebbe prenderne le distanze, e questa incertezza potrebbe fare vacillare anche gli intenti economici dei cinque Paesi BRICS?

The following two tabs change content below.
Avatar
Filippo Sardella, classe 1988, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, corsista di "Political Ethics" presso la YALE University , conferenziere e analista politico, specializzato in storia e politica della Russia e dell’Europa Orientale, operatore certificato in "International Humanitarian Law", attualmente si occupa di analisi geopolitiche per l'Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI)
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: