Alcune unità dell’esercito russo hanno fatto il loro ingresso, per la prima volta in questi ultimi  anni del conflitto siriano, nella città di Raqqa, ex capitale dello Stato islamico, per distribuire alla popolazione circa 2000 contenitori di viveri, compresa acqua e medicinali, con l’ausilio di dottori. I Russi hanno trovato una città dilaniata dalle azioni terroristiche dell’Isis e dai bombardamenti e dagli scontri a fuoco tra i foreign fighter da una parte e dalla coalizione a guida USA e dalle Forze Democratiche Siriane dall’altra, che nel 2017 hanno liberato la città.

A seguito di questi nuovi sviluppi nel nord-est siriano è possibile trarre alcune conclusioni a proposito della mossa russa nell’area. L’ingresso dei militari di Putin conferma l’espansione e l’interesse di Mosca per le aree nel versante nord-orientale che sono state abbandonate da qualche mese dai militari statunitensi a seguito della decisione del Presidente Trump di procedere al ritiro delle truppe.

Mosca non ha un nuovo interesse per la Siria orientale e il suo posizionamento in quell’area, specialmente a Raqqa, serve per stabilizzare l’area, nel tentativo di accelerare una possibile ricostruzione delle infrastrutture distrutte e per ricompattare la popolazione. Inoltre, entrando a Raqqa, la Russia aumenta a livello internazionale la sua immagine di player sempre più influente nella crisi, nelle vesti di soggetto che negli anni ha dimostrato di saper mediare tra i vari attori, anche tra quelli forieri di strategie geopolitiche totalmente opposte.

E ancora, tutto questo viene confermato dalle immagini mostrate dalla tv di Stato russa del Ministero della Difesa, “Zvezda”, che rafforza l’idea di come la Russia in Siria agisca da garante della pace e della sicurezza. Infatti dominano strette di mano dei militari russi ai bambini. A rimarcare ulteriormente questo elemento vi è lo slogan “La Russia è con voi” posto sui mezzi del Cremlino.

La strategia geopolitica russa in Siria non muterà, e il Cremlino continuerà ad essere interessata alla Siria occidentale e centrale, ma incrementare la presenza nell’area orientale serve anche per ripulire l’area da bombe e altro materiale bellico, quindi per garantire sicurezza. Non meno importante resta il fatto che avvicinarsi maggiormente alla popolazione è per Mosca un motivo per evitare ulteriori frizioni, nuovi malcontenti. L’obiettivo resta quello di portarla dalla parte del regime siriano nel momento in cui al formato di Astana si discute della fase post-conflitto, degli aggiornamenti dei lavori della Commissione costituzionale formatasi il 30 ottobre e di come risolvere il nodo di Idlib.

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