Il 17 settembre 2019 ha segnato l’80° anniversario dell’ingresso dell’esercito sovietico nell’Ucraina occidentale e nella Bielorussia occidentale dando così vita all’invasione della Polonia nel 1939. Quanto accaduto con il famoso patto Molotov- Ribbentrop viene rivisto oggi specialmente in chiave anti russa e russo fobica.

Sulla questione inerente l’invasione della Polonia ne ha parlato pure il Presidente russo Putin in un recente incontro con la cancelliera Merkel, il quale ha affermato che l’allora Unione Sovietica fu costretta a stringere patti con la Germania di Hitler e a intervenire in Polonia perché gli alleati occidentali l’avevano lasciata sola. Sarà vero, anzi guardando dentro i fatti degli anni e dei mesi che portarono alla sciagurata guerra, Putin non ha tutti i torti ma va anche detto che altri paesi furono abbandonati e gettati tra le braccia naziste.

Per una maggiore comprensione dei fatti, analitica e non di parte, dovremmo procedere ad una piccola disamina storica iniziando col dire come la Polonia abbia attivamente e ripetutamente cercato rapporti diplomatici con A. Hitler, tanto che nel 1934 divenne uno dei primi paesi europei a firmare un trattato di non aggressione con la Germania nazista.

Prima dell’invasione russo-tedesca della Polonia infatti, va ricordato che sono stati gli stessi polacchi a beneficiare delle sventure altrui, inflitte dall’ascesa della Germania nazista, dato che nel 1938 fu la Polonia a prendere parte alla divisione della Cecoslovacchia, a seguito della quale la regione di Tieszyn, sviluppata industrialmente, fu annessa alla Polonia. Secondo la testimonianza del partecipante a quegli eventi, W. Churchill, la Polonia “con l’avidità di una iena ha preso parte alla rapina e alla distruzione dello stato cecoslovacco“. Essendo diventato uno dei beneficiari dell’accordo di Monaco, Varsavia fece piani per un’ulteriore espansione, con una visione molto specifica sulla Lituania e sulle terre ucraine.

Nel gennaio 1939, il Ministro degli Esteri polacco, J. Beck, annunciò al capo del Ministero degli Esteri tedesco, I. Ribbentrop, che “la Polonia rivendica la Grande Ucraina e l’accesso al Mar Nero“. Ancora prima, in un rapporto della Seconda Divisione dello Stato Maggiore dell’Esercito polacco, era stato rilevato: “Lo smembramento della Russia sta alla base della politica polacca in Oriente … L’obiettivo principale è quello di indebolire e sconfiggere la Russia“.

 

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Filippo Sardella, classe 1988, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, corsista di "Political Ethics" presso la YALE University , conferenziere e analista politico, specializzato in storia e politica della Russia e dell’Europa Orientale, operatore certificato in "International Humanitarian Law", attualmente si occupa di analisi geopolitiche per l'Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI)
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