Mirijana “Mira” Markovic, nata in Serbia nel 1942 è meglio conosciuta come moglie e consigliera del presidente serbo Slobodan Milosevic, oltre che con gli appellativi “Lady Macbeth” e “strega rossa”. 
Nata in una influente famiglia comunista, molto legati al partito jugoslavo, Mira Markovic ottenne un dottorato in Sociologia, diventando in seguito una importante accademica dell’Università di Belgrado.

L’importanza della Lady Macbeth serba all’interno dei conflitti jugoslavi venne a galla solo qualche tempo dopo gli accordi di Dayton, durante le indagini condotte all’Aja riguardo i processi di pulizia etnica e genocidio attuati in Croazia, Bosnia e Kosovo negli anni Novanta. 
Secondo il biografo di Milosevic, Slavoljub Djukic, non ci fu mai una donna più influente e potente nella storia della Serbia intera. Dukic sostenne che Mira Markovic “inventò” Milosevic, raffigurato, invece, come un uomo povero di idee, particolarmente debole e sottomesso all’influenza della moglie. Secondo molti storici e biografi, infatti, i tragici eventi familiari che Milosevic si trovò ad affrontare durante la sua gioventù, come la perdita dei genitori, morti entrambi suicidi, lo portarono a legarsi morbosamente alla moglie.

Comunista di ferro, legata culturalmente e storicamente al partito ed all’idea di Jugoslavia, pare che Markovic avesse più tendenze autoritarie rispetto al marito e fu proprio lei ad influenzare la linea politica di Milosevic, cercando soprattutto di accrescere la sua retorica ed azioni antioccidentali.
Quando nel 1998 Milosevic fu accusato dall’Aja di crimini di guerra, la moglie cominciò un processo di difesa personale del marito, culminato in un’intervista con la BBC in cui negò i genocidi e la pulizia etnica da parte dei Serbi nel corso della guerra, sostenendo che questa fosse stata causata dalle potenze occidentali che ardentemente desideravano la caduta della Jugoslavia socialista. Solo in seguito Markovic rivelò che fu lei stessa a portare il marito al potere, convincendolo a sfruttare il problema del Kosovo e le spinte nazionaliste che all’epoca si stavano diffondendo per poter accoltellare politicamente Ivan Stambolic (amico e mentore politico di Milosevic) e diventare presidente dei comunisti serbi, riuscendo ad asservire il partito. Poco dopo Lady Macbeth ammise anche che la questione della Bosnia, dopo la guerra sanguinosa in Croazia, non era mai passata per la mente di Milosevic, ma fu lei stessa ad inculcargli il tarlo, portando poi il marito a pattuire segretamente la spartizione della Bosnia-Herzegovina, e la conseguente pulizia etnica dei bognacchi musulmani, con l’allora presidente croato Franjo Tudjman. 
Nel 2000 Markovic fu accusata di abuso di ufficio e nel 2003 si rifugiò in asilo in Russia, dove rimase fino alla sua morte nel 2019.

VFredda, calcolatrice ed estremamente ideologica, fu lei la mente del presidente serbo Slobodan Milosevic, ritenuto da molti nient’altro che un ostaggio della moglie. 
E’ proprio Ivor Roberts, ambasciatore britannico in Jugoslavia nel 1990, che intervistato per presentare il suo libro “Conversazioni con Milosevic”, racconta un episodio che potrebbe descrivere al meglio il loro rapporto: durante il periodo di sanzioni alla Jugoslavia, Markovic e Milosevic si recarono presso una stazione di servizio per rifornirsi di benzina. Nonostante fosse difficile ottenere della benzina durante le sanzioni, Mira riuscì a persuadere il benzinaio. Il marito, notando una strana confidenza tra i due le chiese se conoscesse l’uomo. Lei rispose di si, che era stato il suo primo amore. Quando Milosevic le chiese se allora sarebbe stata la moglie di un benzinaio nel caso in cui l’avesse sposato, lei gli rispose “No. Se l’avessi sposato lui adesso sarebbe presidente della Serbia”.

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