Negli ultimi giorni, le immagini provenienti da Minneapolis ci hanno tenuto con il fiato sospeso. Ciò che vedevamo era una città ferita dall’omicidio – perché è così che va chiamato –  di un afroamericano di nome George Floyd. L’uomo è morto soffocato. Ucciso dall’ennesimo abuso di potere della polizia nei confronti di un afroamericano. [1]

Nelle notti scorse, gli edifici della città, compreso il distretto di polizia locale, sono stati saccheggiati, danneggiati e dati alle fiamme. Durante le proteste, la Guardia Nazionale e la polizia dello stato del Minnesota, hanno marciato per le strade con visiere e manganelli. Una troupe di giornalisti è stata arrestata in diretta televisiva. Un uomo è stato colpito e ucciso, mentre innumerevoli altri sono rimasti feriti. Le proteste si sono presto diffuse in città come New York, Los Angeles, Denver, Memphis e Louisville, e non è chiaro quando si fermeranno. [2]

Il caso di George Floyd è ormai noto: il signor Floyd è stato arrestato per aver presumibilmente usato una banconota da 20 dollari falsa per comprare le sigarette, il che sembra un crimine ascrivibile allo stato di povertà di molti neri americani, specialmente in un momento in cui le difficoltà finanziarie legate alla pandemia sono dilaganti. Nonostante fosse disarmato e ammanettato, Floyd è stato tenuto a terra, immobilizzato dal peso dell’agente che lo aveva arrestato. L’uomo ha ripetutamente supplicato l’agente di allentare la pressione sul suo collo, manifestando la sua difficoltà a respirare per ben otto minuti, mentre altri tre agenti presenti sul posto sono rimasti a guardare.

L’accaduto, ripreso in video e ampiamente condiviso sui social media, ha rapidamente acceso le proteste nella città. I manifestanti chiedono giustizia per la morte del loro concittadino, e ritengono che tutti gli agenti di polizia coinvolti non debbano essere semplicemente licenziati, ma arrestati, processati e condannati per omicidio.

Derek Chauvin, questo è il nome dell’agente che si è inginocchiato sul collo del signor Floyd, è stato preso in custodia dallo Stato e accusato di omicidio di terzo grado e omicidio colposo. Si è quindi ora in attesa di un processo mentre le autorità locali, statali e federali continuano a condurre le indagini.

Il capo della polizia di Minneapolis, ha inoltre affermato che le violente proteste sono probabilmente il frutto di anni e anni di sfiducia e rabbia da parte della comunità nera della città nei confronti della polizia locale. George Floyd, infatti, è solo l’ennesimo uomo nero disarmato, ucciso dalle forze dell’ordine.

C’è un vecchio detto che riassume le disparità negli Stati Uniti con una metafora sulla salute: “Quando l’America bianca prende il raffreddore, l’America nera si becca la polmonite”. E in questo momento l’America bianca non si sta solo prendendo un raffreddore, ma viene devastata da un virus estremamente contagioso che ha causato la morte di più di 100.000 americani, ha registrato 1,7 milioni di casi positivi ed è costato al Paese 40 milioni di posti di lavoro.

Gli afroamericani sono stati nettamente più colpiti dalle conseguenze del virus. Il dato più sconcertante è sicuramente il tasso di mortalità, circa 2,4 volte superiore a quello degli americani bianchi. Tuttavia, il dibattito interno alla nazione sembra limitare la grande disomogeneità del dato della mortalità a problemi di salute preesistenti come l’obesità, maggiormente presente tra i neri rispetto ai bianchi. Sebbene tuttavia malattie come l’obesità potrebbero a loro volta essere riconducibili al maggiormente diffuso stato di povertà dei neri, che raggiunge il 22%, i quali, non potendosi permettere pasti di qualità, raggiungono l’obesità consumando cibi dei fast-food, spesso più economici.

Inoltre, spesso i neri sono più soggetti a malattie anche a causa di una grande discriminazione residenziale, nota come redlining, hanno relegato un numero maggiore di neri americani in spazi con scarsa qualità sia dell’aria che dell’acqua. [3]

Riguardo la diffusione del COVID-19, i neri sono spesso oggetto di discriminazioni all’interno del sistema sanitario. Gli afroamericani possono essere più esposti al contagio semplicemente perché passano più tempo negli spazi dove è noto che esso si diffonde. È più probabile che i neri, rispetto ai bianchi, svolgano lavori di servizio al pubblico, che vivano in alloggi molto compatti e che si affidino ai trasporti pubblici.

Invece di usare questo momento per radunarsi intorno all’uguaglianza, l’America sta producendo un esempio dopo l’altro di brutta tensione razziale.

Molti hanno sottolineato che molte uccisioni, come quella del signor Floyd, sono avvenute in un momento in cui la polizia si era impegnata a ridurre gli arresti, soprattutto per reati minori, per concentrarsi sul rispetto delle misure legate alla pandemia, come il distanziamento sociale, oltre al fatto che le carceri siano un luogo ad altissima probabilità di contagio.

Il Presidente Trump, che ha descritto i manifestanti contro il lockdown – spesso bianchi e armati – come “bravissime persone”, ha descritto invece i manifestanti di Minneapolis come “teppisti”. “Quando cominciano i saccheggi, cominciano le sparatorie”, ha twittato Trump in riferimento alle proteste del Minnesota. Il tweet è stato poi rimosso da Twitter per “esaltazione della violenza”. [4]

Il signor Chauvin aveva ricevuto ben diciotto denunce di violenza, e tutte, tranne due, sono state archiviate senza alcun ammonimento. [5]

Le proteste dilagano e la rabbia prevale dove non c’è la speranza.

 

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