Hanno destato scalpore le recenti dichiarazioni di Emmanuel Macron riguardo alla cosiddetta “morte cerebrale” della NATO, parole molto forti e accusatorie, la risposta di Angela Merkel non si è fatta attendere ribadendo come non solo la NATO sia ancora di grande importanza per Berlino e per l’Europa, ma anche di come siano state avventate e fuori luogo le parole di Macron.

La Merkel ha sottolineato chiaramente come ancora la NATO sia fondamentale per l’Europa proprio come lo è stata negli anni della guerra fredda, lo stesso Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg ha ricordato come quest’ultima sia ancora determinante per ciò che concerne la difesa e la sicurezza. L’UE è importante, ma non può difendere l’Europa.

Parole pesanti e che si scontrano pesantemente, Macron e Merkel esprimo due posizioni all’apparenza diametralmente opposte, difficile stabilire chi abbia torto o meno ma a prescindere dalla durezza delle espressioni dovremmo cercare di cogliere il significato delle loro parole che rappresentano appieno il periodo storico in cui viviamo. Macron ha parlato di “morte cerebrale”, ha denunciato una vera e propria mancanza di coordinamento sempre più crescente puntando il dito contro l’imprevedibilità degli Stati Uniti, come dimostrato proprio recentemente dal repentino ritiro delle truppe americane dalla Siria nord-orientale e l’abbandono degli alleati curdi.

Il “richiamo” (se così possiamo chiamarlo) della Merkel nei confronti del leader francese poggia sicuramente su dati concreti, la NATO è fondamentale per l’Europa per ciò che ne concerne la sicurezza e la difesa, eppure Macron non ha mai nascosto l’ambizione di voler promuovere un progetto di esercito comune dell’Unione Europea di modo da potersi staccare dalla dipendenza dalla NATO e trasformare l’UE (rafforzando chiaramente anche la posizione francese) in una potenza anche dal punto di vista militare, e non solo economico.Come ben sappiamo la NATO è stata creata nell’immediato dopo guerra, il Patto Atlantico traeva origine dalla percezione che il mondo occidentale stesse cominciando ad accusare tensioni nei confronti dell’altro Paese vincitore della guerra, l’Unione Sovietica, con i suoi Stati satellite.

A distanza di molti anni ormai ci ritroviamo in uno scenario politico totalmente differente, la guerra fredda è ormai finita da un pezzo e mi viene da chiedere: qual è l’attuale senso della NATO? Macron non ha detto il falso, l’imprevedibilità degli Stati Uniti è ormai un dato appurato e non è poi così sbagliato parlare di “morte cerebrale”, ma sono anche vere le parole stemperanti della Merkel che ricorda come l’Europa non abbia la forza di prescindere dalla NATO in termini di sicurezza e difesa.

Le storiche difficoltà nell’implementazione di una politica estera e un esercito comune da parte degli Stati dell’Unione Europea ha tenuto in vita l’importanza di stare all’interno della NATO, ma più il tempo passa più sembra che sia opportuno riuscire a fare un balzo in avanti che lanci l’autonomia militare dell’UE.D’altronde è paradossale osservare come la Turchia, a seguito del recente conflitto con i curdi, sia stata demonizzata da tutti quegli Stati europei che a tutti gli effetti sono suoi alleati all’interno della NATO.

Più il tempo passa più sembra che il senso della NATO sia progressivamente scomparso a seguito della caduta dell’Unione Sovietica e del bipolarismo, occorre che l’Europa inizi a lavorare seriamente per evolversi da semplice gigante economico a gigante militare, ciò la trasformerebbe a tutti gli effetti in una grande potenza e stravolgerebbe gli attuali equilibri del sistema internazionale.

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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