In un’intervista rilasciata al quotidiano francese “Le Monde” il Ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir ha avvertito l’Iran della possibilità di nuove sanzioni se continuerà con le sue politiche aggressive, in riferimento agli ultimi episodi della settimana scorsa. Egli, perciò, ha accusato la Repubblica Islamica di aver attaccato le petroliere nel Golfo, ma anche di continuare a fornire supporto militare ai ribelli Huthi nello Yemen, ritenuti responsabili della condizione di azioni ostili contro la monarchia saudita.

Le dichiarazioni del Ministro saudita giungono nel momento in cui il Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo (in foto) si trova in A. Saudita per discutere delle recenti tensioni nel Golfo e nello stretto di Hormuz. Contemporaneamente, il Presidente statunitense D. Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui s’impongono nuove sanzioni contro Teheran, in particolar modo contro la Guida suprema Ali Khameni, il suo entourage e il Ministro degli Esteri Zarif. Vengono presi di mira i loro asset finanziari e viene negata la possibilità di accedervi negli Usa. Questa la reazione statunitense dopo l’abbattimento del drone a stelle e strisce nel Golfo Persico di giovedì scorso. Trump, inoltre, ha ribadito la necessità di impedire alla Repubblica Islamica di dotarsi di armi nucleari.

Nel tentativo di rafforzare la propria posizione contro l’Iran, a Riyad Pompeo ha rimarcato l’esigenza di proteggere le navi nel Golfo, nell’ottica della sicurezza e della libertà di navigazione. Egli ha fatto trapelare la possibilità di dar vita ad un programma a scopo di deterrenza e di osservazione nel Golfo, da attuare con la partecipazione degli alleati, senza però menzionare alcun Paese. Essi parteciperebbero con contributi finanziari e logistici. Sarà determinante capire quali Paesi giocheranno un ruolo chiave in questo programma anche se si può intuire la posizione di spicco che rivestirebbero probabilmente Arabia Saudita ed Emirati Arabi.

Continua, dunque, la “Maximum pressure” degli Stati Uniti contro l’Iran, colpendo l’ambito economico e finanziario. Allo stesso tempo l’Arabia Saudita rafforza la propria postura in vista del vertice del Bahrein dei prossimi giorni, nella speranza che il “Piano per la pace” statunitense per il Medio Oriente possa vederla come protagonista principale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: