Annunciato dalle autorità cinesi nel maggio del 2015, il piano “Made in China 2025” aveva come obiettivo il potenziamento del comparto industriale e manifatturiero cinese affinché potesse risalire la catena globale del valore e sfidare i paesi già industrializzati. Tuttavia, dal 2018, i media non hanno più fornito notizie sull’implementazione del piano: Pechino ha deciso di abbandonare l’ambizioso progetto o si tratta solo di una mossa strategica?

 

Nella primavera del 2015, il Consiglio per gli Affari di Stato cinese ha lanciato il “Made in China 2025” (MIC25, 中国制造2025), piano decennale con il quale Pechino puntava al raggiungimento della leadership tecnologica globale. Il progetto venne elaborato nel 2013 sotto la direzione dell’Accademia Cinese di Ingegneria e del Ministero dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione, patrocinando un gruppo di ricerca di 150 personalità tra studiosi ed esperti al fine di evidenziare i possibili settori in cui la Cina avrebbe potuto investire per cavalcare la rivoluzione tecnologica[1].

Sulla scorta di tale studio, vennero individuati 10 settori industriali chiave tra i quali robotica e meccanica, ICT, automotive, apparecchiature mediche, ferroviario e navale in cui Pechino avrebbe concentrato lo sviluppo tecnologico e manifatturiero nazionale allo scopo di produrre beni e servizi di maggiore qualità ed innovazione, riducendo la sua dipendenza con l’estero e colmando il gap con le economie già avanzate. In tal senso, il MIC25 si inserisce nella più ampia cornice del “Sogno Cinese” che vede nel 2049 – anno del centenario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese – il termine ultimo entro il quale Pechino aspira al raggiungimento della leadership nella manifattura, nella robotica e nell’innovazione scientifica e tecnologica[2].

Per favorire la realizzazione di tale progetto, Pechino ha garantito una serie di incentivi governativi e condizioni agevolate alle imprese cinesi coinvolte nel piano strategico di sviluppo tecnologico nonché incrementato gli investimenti in ricerca e sviluppo (R&D). Dal 2000 al 2010 tali investimenti sono aumentati del 18%, del 12% dal 2010 al 2015, fino a raggiungere un record assoluto nel 2017 quando la spesa totale del Paese in ricerca e sviluppo è stata pari a 1.970 miliardi di RMB (circa 278 miliardi di dollari), + 207,2 miliardi di RMB rispetto all’anno precedente[3].  Come conseguenza, si è assistito anche ad un aumento del numero di paper firmati da ricercatori cinesi[4]. Si è cercato, inoltre, di favorito l’istruzione del capitale umano cinese, affinché fosse in grado di maneggiare e sfruttare la nascente tecnologia derivante dai suddetti investimenti.

L’avvio di tale progetto ha scatenato le ire dei paesi occidentali, i quali hanno accusato Pechino di fare ricorso a pratiche commerciali sleali e di appropriarsi indebitamente di conoscenze tecnologiche. Gli USA, principale competitor del Dragone, hanno duramente criticato il piano. Il Pentagono americano, nel 2017, ha dichiarato che gli investimenti cinesi in alcune imprese americane operanti negli ambiti quali software di riconoscimento facciale, stampanti 3D e veicoli a guida autonoma rappresentassero una minaccia alla sicurezza nazionale dal momento il confine lo scopo militare e quello civile di alcune di tali tecnologie era piuttosto labile. Nel 2018, l’Intelligence statunitense ha poi rincarato la dose, accusando Pechino di violazione dei diritti di proprietà intellettuale, considerano le mosse economiche del Dragone una minaccia non solo alla base economica americana ma al sistema globale dell’innovazione nel suo complesso[5].

Come risposta all’annuncio di Trump di un incremento dei dazi sui beni cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari, Pechino, a partire dalla metà del 2018, ha drasticamente calato i toni e ridotto i riferimenti al MIC25. Come rivelato dal China Digital Times, il Dipartimento Centrale della Propaganda nel giugno del 2018 ha emesso un ordine di riservatezza, obbligando tutti i media nazionali a non menzionare più il piano[6], i cui riferimenti sono stati pari a zero anche nel corso dell’annuale Central Economic Work Conference – momento fondamentale per lo stabilimento delle direttive strategiche nazionali – e nel discorso di apertura di Li Keqiang della nuova sessione del Congresso Nazionale del Popolo nel marzo del 2019.

Tuttavia, l’abbandono della retorica del MIC25 appare una mossa strategica. Pechino non ha messo da parte l’obiettivo del catching up con i paesi industrializzati ma, mantenendo un basso profilo, ha continuato a canalizzare investimenti verso quei settori considerati strategici per il miglioramento della sua base industriale. È stato infatti osservato che due termini tradizionalmente associati al MIC25 – “innovazione indigena” (自主创新)e “core technology” (核心技术)- hanno subito un maggiore slancio mediatico proprio a partire dalla metà del 2018.

Ciò non può essere considerato una mera coincidenza, dal momento che Pechino utilizza strategicamente i mezzi di informazione allo scopo di manipolare l’opinione pubblica, tanto interna che internazionale. L’improvvisa eliminazione dei richiami al MIC2025 e il conseguente aumento dei riferimenti all’ “innovazione indigena” e alla “core technology” appaiono non come un indebolimento della politica del Dragone, ma piuttosto come una concessione, in termini di percezione, verso gli USA e i paesi occidentali che avevano lo avevano criticato[7].

 L’Information Technologies (IT) è uno dei settori in cui Pechino continua ad investire ingenti risorse. Alla fine dello scorso anno, China Telecom (CHA), China Mobile (CHL) e China Unicom (CHU) –  le tre compagnie di telefonia mobile statale – hanno annunciato ufficialmente l’accensione della rete 5G più grande al mondo[8]. Di recente il Ministero dell’Industria e dell’Informazione Tecnologia ha previsto una ulteriore accelerazione: dalle 130.000 stazioni installate nel 2019 si prevede di passare a oltre 600.000 entro il 2020, prevedendo una maggiore applicazione del 5G all’ambito medico-sanitario nonché all’industria dell’automotive [9]. Mediante il ricorso alla 5th generation e all’intelligenza artificiale, una paziente di 36 anni della municipalità di Tianjin, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Xinhua, è stata sottoposta, nell’agosto del 2019, ad uno dei primi intervento chirurgici “a distanza”. L’operazione ortopedica  è stata realizzata da un robot e pianificata in fase preoperatoria da alcuni esperti di base a Pechino[10].

Nel campo dell’automotive, Baidu sin dall’aprile 2017 porta avanti il progetto “Apollo”, finalizzato alla costruzione di veicoli a guida autonoma. Fino ad ora più di 100 imprese hanno aderito, tra cui i produttori automobilistici cinesi FAW Group, Sokon e la startup di veicoli elettrici NIO. Inoltre, la multinazionale cinese ha di recente annunciato un finanziamento governativo da 7.3 milioni di dollari per la costruzione di siti per test di veicoli a guida autonoma nella municipalità di Chongqing. L’area adibita per tali test prevedrà la presenza di tecnologie che, grazie al 5G, siano in grado di permettere la comunicazione non solo tra veicoli (V2V) ma anche tra veicoli e infrastrutture (V2I) e infine tra veicoli e il resto dello spazio urbano (V2X).

Pechino ha compiuto innumerevoli passi avanti anche nel settore dei medical devices. Sebbene si assista ancora all’acquisito di prodotti medicali stranieri, l’industria nazionale cinesi è in forte crescita, soprattutto per quanto concerne stampanti 3D e medicina di precisione. Medprin Regenerative Medical Technologies Co Ltd, con sede a Guangzhou, è uno dei principali produttori di dispositivi medici 3D, il quale ha ottenuto, nel solo 2019, 130 brevetti da autorità straniere, tra cui americane, russe e giapponesi[11] mentre il Beijing Genomics Institute (BGI)è il più grande sequencer e archivio di materiale genetico al mondo[12]

La robotica e l’automazione sono l’altra punta di diamante del MIC25. Sebbene nel 2019 il Paese si posizioni ancora al 23° posto per densità robotica – numero di robot per 10.000 lavoratori – il settore è andato incontro ad una netta crescita negli ultimi anni ed entro la fine del 2020 si stima che la Cina produrrà 150.000 robot industriali all’anno, avendone in azione già 950.000 unità.  JD.com, una delle principali imprese e-commerce nel Paese, ha nel 2018 investito in autononums-delivery robot e nello scorso anno ha prodotto i primi veicoli autonomi[13], alcuni dei quali sono stati utilizzati per consegnare beni di prima necessità ai residente di Wuhan durante i lockdown della città a seguito dell’emergenza coronavirus. Il partner logistico di Alibaba, Cainiao, il quale ha inaugurato nel 2018 il più grande magazzino automattizzato di tutto il Paese, ha di recente lanciato un canale per la consegna “robotica” di  materiale medico-sanitario nelle aree più colpite dal contagio[14].

 Droni vengono invece utilizzati nelle aree agricole Nei primi due mesi del 2020, infatti, XAG, uno dei principali produttori di dispositivi tecnologici del Paese presente a Guangzhou, ha dichiarato di aver consegnato 4.000 droni ai residenti agricoli dell’area a seguito delle norme di distanziamento sociale imposte dalla diffusione del coronavirus. Allo stesso modo, si stima che Beijijg Yifei Technology, leader nel Nord del Paese nella produzione di droni, subisca una quadruplicazione dei propri introiti nel 2020, fino a raggiungere 4.31 milioni di dollari. Nel complesso, il mercato di prodotti tecnologi cinesi destinati all’agricoltura è destinato a raggiungere i 26.8 miliardi di dollari alla fine dell’anno corrente[15].

Il settore agricolo, inoltre, sta andando incontro anche ad una trasformazione dei macchinari agricoli, la cui industria rientrata tra quelle destinate, secondo il MIC25, all’innovazione. Trattori a guida autonoma, sensori in grado di monitorare i raccolti e raccogliere dati sulla quantità di pesticidi e fertilizzanti utilizzati sono solo alcune delle innovazioni che Pechino sta applicando a tale settore, da sempre afflitto da sovrapproduzione e scarsi margini di guadagno[16].

Pechino ha conquistato una posizione di supremazia anche nel settore dei veicoli di nuovi energia, essendosi imposta non solo come principale mercato di automobili elettriche, ibride e plug-in ibride, ma anche come produttore di batterie per veicoli elettrici. I principali produttori EV hanno di recente annunciato nuovi investimenti in R&D nonché l’assunzione di nuovi talenti per stimolare l’innovazione tecnologica in tale settore.

Nello specifico, CATL, acronimo di Contemporary Amperex Technology Co Ltd, numero uno al mondo nella produzione di batterie EV inizierà nel 2021 la fornitura di tali dispositivi alla tedesca BMW. Il processo di catching up della Panasonic, fornitore di batterie elettriche per le automobili Tesla, ha preso ufficialmente avvio[17].Siamo proprio sicuri che Pechino abbia abbandonato l’obiettivo del primato tecnologico globale? O ha semplicemente deciso di passare dai proclami ai fatti?

[1] https://www.pandorarivista.it/articoli/made-in-china-2025/

[2] https://www.merics.org/en/papers-on-china/evolving-made-in-china-2025

[3]https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/dalla_cina/2019/09/07/cina-record-degli-investimenti-in-ricerca-e-sviluppo_0d3a3723-e1a8-46c7-bcfe-bdee0057604f.html

[4] https://www.truenumbers.it/cina-ricerca-e-sviluppo/

[5] https://www.cfr.org/backgrounder/made-china-2025-threat-global-trade

[6] https://macropolo.org/analysis/made-in-china-2025-dropped-media-analysis/

[7] https://macropolo.org/analysis/made-in-china-2025-dropped-media-analysis/

[8]https://edition.cnn.com/2019/11/01/tech/5g-china/index.html?fbclid=IwAR1jOBgzgCv8-5EoMGXTzdgej3y_KaUkffsXmmN-5AGv9KxnHnGbrm1qTjA

[9]https://www.punto-informatico.it/cina-accelerare-rollout-5g/?fbclid=IwAR22-Dm4Q9wkcVcZGEYcbl9fscZCgVayKmaKiV_vPYRvbdT2-pjdFuy7040

[10]https://www.chinadaily.com.cn/a/201912/30/WS5e096ec2a310cf3e3558176c.html?fbclid=IwAR12AHfiTMiGdyOmBj5Bncm3rGdI3P8Qo-YJf9HwGdZvcE3FkKcoKZE8jXU

[11] https://www.chinadaily.com.cn/a/201912/16/WS5df6d90ca310cf3e3557e459.html

[12] https://innovator.news/china-leaps-ahead-in-precision-medicine-72cfc469df3d

[13]https://www.1421.consulting/2019/05/the-robotics-industry-in-china/?fbclid=IwAR3ZdJglGWAZ7XcZrxFB8_mqWMZKrNAIduwh2TKrdWkB0LSumnfp4vKNjbk

[14]https://www.cnbc.com/2020/03/02/the-rush-to-deploy-robots-in-china-amid-the-coronavirus-outbreak.html?fbclid=IwAR3_xWx0LBLEw2M7SEyAE01YWIVzbJR7Qsu3UOsV8vaVxE3zqlKY-6BC2WE

[15]https://www.reuters.com/article/us-china-farming-technology-idUSKCN1PA0DV?fbclid=IwAR3XG5APk-GRLKeCem0MG6u5-XPsAG2F__qupTOFUNanwjbpfbaKXcoIgWg

[16]https://www.reuters.com/article/us-china-farming-technology-idUSKCN1PA0DV?fbclid=IwAR1Bm_8qLzp7DXZHjiTW6BSrn8l83Ff8sBJXbkjJ8qcT4GJJS8Uktb8zgAI

[17] https://auto.economictimes.indiatimes.com/news/auto-components/chinas-ev-battery-makers-targeting-more-power-to-increase-driving-range/73204318

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: