Il presidente francese Emmanuel Macron si trova attualmente in Serbia ospite del presidente serbo Aleksandar Vucic per una visita della durata di due giorni. Motivo dell’incontro è principalmente il rafforzamento delle relazioni economiche e politiche tra i due paesi.

La presentazione di un piano di investimenti francesi in Serbia rappresenta prima di tutto la volontà del presidente della Francia di rafforzare la propria influenza nel paese dell’ex-Jugoslavia, in modo tale da poter ergersi a primo della classe, all’interno dell’Union Europea, per rafforzare i rapporti tra l’UE e la Serbia a discapito della Russia, che da tempo detiene una grandissima influenza a Belgrado.

Il motivo per il quale, però, la visita di Macron in Serbia può essere ritenuta di particolare importanza è dovuto, in primis, al valore simbolico attribuito all’incontro tra i due presidenti. La Francia è storicamente un paese ostile alla Serbia fin dal conflitto jugoslavo, e l’ultima visita di un presidente francese a Belgrado risale a quella di Chirac nel 2001. Inoltre, proprio questa avversità politica aveva già portato il presidente Macron ad annunciare, durante il summit di Sofia del 2018, che la Serbia avrebbe potuto cominciare ad avviare i negoziati di adesione all’UE non solo dopo l’implementazione di tutti i criteri richiesti dalla Commissione Europea, ma anche dopo una completa riforma interna dell’Unione stessa, facendo intendere, in tal modo, che un possibile allargamento verso la Serbia avrebbe richiesto molti più anni del previsto.

Contrariamente a tutti i pronostici, invece, buona parte dell’incontro tra Vucic e Macron, sarà dedicata al processo di integrazione della Serbia nell’UE, partendo dalla distensione dei rapporti con il Kosovo. La risoluzione delle tensioni tra Pristina e Belgrado, infatti, è ritenuta prioritaria per l’Unione Europea al fine di poter garantire una maggior stabilità all’interno della regione balcanica e, di conseguenza, per poter rafforzare la sicurezza ai confini esterni dell’Europa. Di recente, Vucic aveva già affermato di essere disponibile al dialogo con il Kosovo e ad ultimare il piano di divisione dei territori con Pristina suggerito dall’UE, processo attualmente in stallo a causa dell’innalzamento dei dazi al 100% verso i prodotti serbi da parte del governo kosovaro.

Sembra dunque che in questi due giorni verranno toccati argomenti caldi che sarebbero dovuti essere affrontati al mancato Summit di Parigi del primo di Luglio. La visita di Macron, infatti potrebbe anche portare a qualche passo in avanti nei rapporti tra UE, Kosovo e Serbia.

Passi in avanti seppur minimi, dal momento in cui sia la distensione dei rapporti tra Pristina e Belgrado che la possibilità di accesso della Serbia all’Unione Europea sono, realisticamente, ancora ipotesi remote.

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