Il 17 ottobre si è tenuto a Bruxelles il vertice del Consiglio Europeo, organo che riunisce i capi di stato e di governo dei paesi membri Ue. uno dei punti all’ordine del giorno che era stato posto dal Presidente del Consiglio Donald Tusk era il colloquio di adesione della Macedonia del Nord e dell’Albania, le quali da tempo hanno fatto richiesta di entrare nell’Unione Europea.

In prima battuta l’Unione aveva fatto sapere ai rispettivi governi di Macedonia del Nord ed Albania che avrebbero dovuto sistemare alcune questioni, prima di poter accedere ai colloqui di adesione. Secondo Bruxelles la Macedonia doveva risolvere la storica questione con la Grecia, per l’Albania invece si trattava di rendere il sistema giudiziario più trasparente con l’allontanamento dei giudici corrotti. Skopje e Tirana hanno mantenuto la promessa fatta alla Commissione Europea, risolvendo le questioni che le riguardavano, ma l’Unione ha mantenuto la sua di promessa?

A giudicare dal risultato della votazione l’Ue non ha mantenuto la promessa, le votazioni del consiglio si tengono attraverso varie modalità una di queste è l’unanimità che nella fatti specie non c’è stata, proprio la Francia del Presidente Emanuel Macron ha votato contro, giustificando tale votazione che per Parigi prima di qualsiasi altro ingresso di paesi terzi andrebbe rivisto il sistema di regole e procedure che riguardano il processo di allargamento dell’Ue.

L’opposizione di Parigi potrebbe spiegarsi con ragioni di politica estera, così come di politica interna. Dal 2007 la Francia è stata scettica verso un allargamento ai paesi dell’Europa orientale, da un punto di vista economico, i due paesi balcanici non rappresentano una priorità per gli investimenti francesi.

Ancora una volta assistiamo ad una logica di interessi nazionali che prevale su quella europea, in questo modo l’Unione perde la propria credibilità, strumento fondamentale in politica internazionale. Il rischio non è tanto quello di aver fermato momentaneamente il negoziato di adesione con Macedonia del Nord ed Albania quanto quello di mandare messaggi di debolezza e divisione europea a paesi come la Turchia, la Russia e la Cina il cui interesse è proprio quello di avere un Unione Europea debole sullo scacchiere globale.

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguitogli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.
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