Sono allarmanti sia i numeri che le notizie che ci pervengono dal paese africano, numeri e notizie che ci raccontano di storie ed orrori che tutt’oggi macchiano la convivenza civile in quella che dovrebbe essere la Rainbow Nation. La patria di Mandela oggi ospita più di 4 milioni di immigrati provenienti perlopiù da paesi vicini poveri o disastrati quali lo Zimbabwe, il Congo, il Malawi e il Mozambico. La situazione economica del Sudafrica odierno contrassegnata da forti diseguaglianze sociali, crescita della disoccupazione, rallentamento dello sviluppo e corruzione ha tuttavia reso estremamente incandescente la convivenza tra i migranti e i sudafricani con un impennata dei sentimenti xenofobi e numerosi attacchi a luoghi e proprietà di immigrati. Nel 2018 sono stati segnalati 64 attacchi xenofobi che hanno mietuto violentemente 12 vittime e portato al trasferimento in altre aree del paese di 1000 attività commerciali. I sudafricani vedono negli immigrati concorrenti o potenziali concorrenti per i posti di lavoro e temono ulteriori sacche di povertà e delinquenza cresciute in zone popolate perlopiù da immigrati.

Nonostante ciò i dati del FMI parlano di un effetto economico benefico per il Sudafrica derivante dall’immigrazione che vedrebbe nel suo territorio una creazione maggiore di imprese con ricadute positive anche per la forza lavoro sudafricana. In questi giorni il problema degli attacchi xenofobi è tornato alla ribalta nel paese a causa dei disordini provocati nella città di Ethekwini contro la locale comunità malawiana. Nonostante le autorità dai tempi di Thabo Mbeki a seguito degli incidenti xenofobi di Johannesburg del 2008 minimizzino il problema non riuscendo a controllarlo o controllandolo solo parzialmente e il Presidente Ramaphosa in merito non si stia differenziando dai suoi predecessori, le autorità ecclesiastiche specialmente quelle cattoliche (il 20% circa dei Sudafricani sono cattolici costituendo la seconda confessione del paese in uno stato a forte maggioranza protestante) stanno facendo sentire la propria voce a sostegno dei diritti degli immigrati. Monsignor Thlagale Arcivescovo di Johannesburg ha infatti invitato pubblicamente i sudafricani a non generalizzare circa i rapporti tra la criminalità e gli immigrati e ad evitare di trasformare il popolo del Sudafrica da vittima che aveva subito l’apartheid in carnefice verso gli immigrati.

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