Il rapporto Global Trends: forced displacement in 2019 dell’UNHCR, pubblicato il 18 giugno 2020, ha registrato che circa 79.5 milioni di persone nel mondo sono rifugiati, sfollati interni o richiedenti asilo, rappresentando quasi l’1% della popolazione globale e segnando un aumento di quasi nove milioni di persone in questa condizione rispetto al rapporto dello scorso anno.

In Africa, i Paesi principali che ospitano il più alto numero di sfollati interni e rifugiati sono, tra tutte le aree meno sviluppate, soprattutto Uganda e Sud Sudan. Il continente africano continua a dover gestire con una larga fetta di popolazione costretta ad abbandonare le proprie terre d’origine in seguito a violenze, conflitti, persecuzioni, condizioni di vita disumane e di povertà estrema o a causa di disastri naturali. Nell’ultimo decennio un numero molto elevato di africani ha abbandonato le aree critiche in cui viveva sistemandosi in campi umanitari predisposti dalle principali organizzazioni internazionali o dalle principali ONG (tra le altre: Action Against Hunger, UNICEF, Save the Children). Così, come definito dalle Nazioni Unite nel Guiding Principles on Internal Displacement (settembre 2004), queste persone, non avendo la possibilità di lasciare i confini di Stato, si stanziano nelle aree urbane predisposte dalle organizzazioni regionali o internazionali ad accogliere nuovi sfollati interni e rifugiati. Molti di questi sono donne e bambini o minori non accompagnati e, nella maggior parte dei casi, malgrado il prezioso supporto delle comunità ospitanti, le condizioni di vita e di sicurezza restano ai limiti dell’immaginabile soprattutto per quanto riguarda la mancanza di risorse di prima necessità (acqua potabile, cibo e medicinali) sufficienti a soddisfare la richiesta di un numero così alto di persone a causa della carenza di fondi. Un esempio è il numero di persone costrette alla fuga dai propri villaggi a causa degli attacchi distruttivi reiterati dal gruppo Boko Haram ed accolti nei campi di Kano e Maiduguri nel Nord della Nigeria.

Secondo le disposizione dell’UNHCR aggiornate all’aprile 2020, gli sforzi della comunità internazionale devono essere intensificati non soltanto al fine di garantire maggiore prevenzione e cura per queste comunità di profughi e sfollati interni ma anche per contenere la diffusione del COVID-19 tra queste persone.  La pandemia rappresenta un’ulteriore preoccupazione da dover tenere sotto controllo perché potrebbe provocare molti più danni che in altre parti del mondo. Motivo per cui l’UNHCR per la raccolta di 255 milioni di dollari da destinare alla realizzazione di interventi e preparativi salvavita in risposta alla pandemia da COVID-19, dei quali una cifra iniziale di 15 milioni è necessaria per le esigenze specifiche dei Paesi dell’Africa orientale e del Corno d’Africa.

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