Nei giorni scorsi il colosso Qatar Petroleum ha raggiunto un accordo con la Total per la condivisione dell’esplorazione e dei diritti di produzione per due blocchi offshore nella Guyana, in America Latina. L’accordo tra le due parti, soggetto all’approvazione del governolo locale, consentirà alla grande azienda petrolifera qatariota di possedere il 40% della partecipazione della Total nel blocco di Orinduik. Importante risulta essere anche quello di Kanuku che si colloca a 100 chilometri al largo della Guyana e comprende un’area di circa 5200 km², per il quale il Qatar ha mostrato il proprio interesse.

Riguardo l’accordo che permetterà alla Qatar Petroleum di inserirsi ulteriormente nel Paese latinoamericano, il ministro qatariota per gli affari energetici, nonché amministratore delegato dell’azienda, Saad bin Sherida al-Kaabi, ha sottolineato l’importanza di tale azione nel Paese contando sulla partnership con la Total e ha ringraziato il governo della Guyana. Già quattro anni fa la Exxon Mobil aveva annunciato la scoperta di uno dei giacimenti petroliferi offshore più grandi del Paese, con un valore di più di cinque miliardi di barili al giorno, ovvero lo Starbroek Block. In Guyana si registrano attività estrattive statunitensi, cinesi e russe. Le potenze in questione puntano anche sulle miniere di bauxite, minerale di cui il Paese è ricco. Così l’economia nazionale può contare su ingenti flussi di ricchezza provenienti dall’estrazione di greggio ma le condizioni politiche, non certamente ottimali, potrebbero finire per limitarne la diversificazione.

Con la presenza in Guyana dei una delle sue major petrolifere, il Qatar allarga la propria influenza e proiezione geopolitica anche in America Latina, area storicamente legata agli Stati Uniti. Le attività estrattive della Qatar Petroleum testimoniano che la monarchia del Golfo procede senza farsi influenzare dalle condizioni del boicottaggio di due anni fa imposto dagli altri Paesi arabi. A differenza dell’Arabia Saudita che con Bin Salman ambisce a diversificare la propria economia, il Qatar continua a puntare sul greggio e sul gas. Sarà curioso capire fino a che punto il colosso intende incrementare le proprie attività in America Latina. Tra i Paesi appetibili c’è il Venezuela, ricchissimo di petrolio di ottima qualità, ma difficilmente Maduro si affiderà ad aziende estere per l’estrazione del greggio.

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