Il Laos è un paese storicamente “in balia” degli avvenimenti e delle potenze che hanno segnato l’area dell’Indocina. Come Vietnam e Cambogia, anche il Laos è stato per anni sotto il controllo francese (circa 50 anni). Nel 1947, ancora sotto l’influenza francese, il Laos divenne una monarchia costituzionale. È in questi anni che si costituì il partito comunista di ispirazione vietnamita Pathet Lao (Paese dei Lao), fondato dal principe rosso Souphanouvong, figlio del viceré di Louangphrabang. All’inizio degli anni ’50 il Pathet Lao si schierò contro la monarchia, dando inizio a una serie di rivolte. Nel ’53 la Francia si ritirò dall’Indocina , ma solo nel ’75 il Pathet Lao prenderà il potere proclamando la nascita della Repubblica Democratica Popolare del Laos. Il re Savang Vatthana e parte della sua famiglia (la moglie e due dei suoi 5 figli) verranno imprigionati nelle miniere del nordest.

Il partito comunista instaurò norme molto severe, ma non riuscì mai a intaccare la fede buddhista. Tra gli anni ’60 e ’70 il Laos fu coinvolto nella guerra del Vietnam a causa della sua posizione strategica, attraversato da piste che i vietnamiti utilizzavano per il rifornimento di armi: il famoso sentiero di Ho Chi Min fu oggetto di bombardamenti “segreti” da parte degli Usa. In quella che è stata chiamata Guerra Segreta, combattuta tra Vietnam e USA sul territorio Laotiano, in questo paese furono sganciate ben 2 milioni di tonnellate di bombe.

Dopo il crollo del blocco sovietico ebbe inizio una parziale liberalizzazione economica e politica. Dal 1992 il Paese si è aperto al turismo e nel 1994, grazie a finanziamenti australiani, è stato costruito il primo ponte sul Mekong (il Ponte dell’Amicizia) che unisce Laos e Thailandia.

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