Domani ad Osaka (Giappone occidentale) prenderà il via la due giorni di incontri tra i leader dei 20 Stati con le più robuste economie al mondo. Il summit arriva in un momento delicato per gli equilibri economici e politici mondiali, per via delle forti divisioni sui principali temi di interesse internazionale, segnatamente: commercio ed economia globale, sicurezza energetica e cambiamento climatico.

  • Trump e Xi Jinping si incontreranno sabato per discutere degli sviluppi dei negoziati commerciali. L’economia mondiale, che ha subito un rallentamento a causa della guerra dei dazi, guarda con il fiato sospeso al colloquio. Trump, prima di partire alla volta di Osaka, ha aperto degli spiragli sulla possibilità di raggiungere un accordo con la Cina; ma ha avvertito: “Se non giungeremo ad un accordo favorevole per gli Stati Uniti, imporrò ulteriori dazi sulle importazioni cinesi”.
  • Le tensioni USA-Iran minacciano, alla luce delle recenti escalation, l’approvvigionamento energetico dei grandi importatori asiatici, i quali temono un innalzamento del prezzo del petrolio e maggiori difficoltà nel trasportarlo. E’ una questione dirimente, poiché metterebbe a repentaglio la poderosa crescita economica dei giganti asiatici. Per questo motivo, Giappone e India (in queste ore nel mirino del Presidente Trump per questioni tariffarie) tenteranno di imporsi come mediatori. Dal canto loro, Arabia Saudita e Russia, quali attori principali del mercato energetico, si incontreranno a margine del G20 per discutere le strategie da adottare per mantenere stabili i prezzi e contenere le tensioni del Golfo.
  • Il Presidente francese Macron ha parlato del G20 giapponese come una “linea rossa, l’ultima chiamata per salvare il pianeta”. Il riferimento è all’Accordo di Parigi del 2015 sulla riduzione delle emissioni come contrasto al surriscaldamento globale. Nel 2017 gli Stati Uniti si sono sfilati dall’accordo, poiché questo, dice Trump, pregiudicherebbe la crescita economica americana di fronte a Paesi-competitors come Cina e India, che non hanno alcun riguardo dell’ambiente. Obiettivo del Presidente francese sarà quindi dare nuova linfa all’accordo e provvedere ad accrescere la sensibilità dei partner internazionali sui temi ambientali.

Tanta carne al fuoco, ma altrettanti elementi di frizione, accompagneranno questo G20, l’ennesimo summit che rischia di non lasciare traccia nella storia della politica internazionale.

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