Dov’è finito Kim Jong-Un? Nell’ultimo periodo questa frase aleggiava sulle bocche di molti individui in tutto il mondo. Governi, ambasciate, redazioni di giornali e gente comune; moltissime persone, evidenziando la sua assenza dalle telecamere Nord Coreane, si sono domandate con apprensione lo stato di salute del dittatore, poiché i cambi di regime sono spesso accompagnati da sconvolgimenti e instabilità.

La sua ultima apparizione risaliva all’11 aprile, giorno in cui aveva presieduto una riunione del Politburo del Partito dei lavoratori. Da quel giorno il campanello di allarme è scattato il 15 aprile, a seguito della sua assenza alle commemorazioni per l’anniversario di morte di suo nonno, Kim Il-Sung.
Mancare ad un appuntamento del genere in Corea del Nord equivale ad un atto sacrilego, Kim Il-Sung infatti è venerato tutt’oggi come padre della patria ed eroe nazionale imperituro e di conseguenza molti canali autorevoli, per giustificare una mancanza così importante, hanno iniziato a fornire ipotesi in merito.

Primo pensiero è passato inevitabilmente per una sua dipartita, la CNN ha parlato di un intervento chirurgico non andato a buon fine, fornendo anche dubbie immagini del suo feretro, presto smentite dall’agenzia Sud Coreana Kcna. Nel frattempo però tra gli analisti circolava anche una seconda ipotesi, sostenuta da immagini satellitari e da funzionari del governo sudcoreano, cioè che Kim si fosse isolato nel resort balneare di Wonsan per mettersi al sicuro dal coronavirus.

Le cancellerie di tutto il mondo a quel punto, visto l’assordante silenzio di PyongYang, hanno considerato la mancata risposta come conferma della morte, teorizzando la successione al potere della sorella Kim Yo-Jong, già capo del Ministero della Propaganda Nord Coreano, una posizione un tempo ricoperta dal precedente capo di stato Kim Jong-Il.Alla domanda rivolta al Presidente Americano Trump sulle condizioni della controparte Nord Coreana, il Tycoon ha risposto di conoscere le sue condizioni, senza sbilanciarsi in alcun senso.

Finalmente, dopo venti giorni di anonimato, il grande leader è tornato in pubblico, il quotidiano di regime Rodong Sinmun ha mostrato foto di Kim in atto di tagliare il nastro di inaugurazione per una nuova fabbrica, togliendo ogni dubbio sulla sua buona salute. O forse no? Senza scadere in dietrologie, le foto potrebbe essere benissimo di repertorio e non sono minimamente confermabili. Questa situazione ci fornisce quindi due elementi: 1- Le autorità di PyongYang si sono rese conto di dover dare spiegazioni, se non alla propria, almeno all’opinione pubblica mondiale 2- L’opacità del sistema di informazione Nord Coreano è un arma a doppio taglio, capace di controllare la diffusione di idee ma anche vulnerabile alle dicerie ai complottismi, un male che i governi occidentali, ormai, conoscono molto bene.

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