Dopo una serie di trattative e contatti è stato raggiunto un accordo tra Damasco e Mosca, entrato in vigore il 30 luglio, con cui la Siria consente alla Russia di espandere il controllo sulla base aerea di Hmeimim. Secondo alcune fonti arabe l’area sarà utilizzata per realizzare un centro di cure mediche e per la riabilitazione del personale dell’aviazione russa che opera nel territorio interessato. Esso conta circa otto ettari di terra e una porzione di acque costiere. Del completamento dell’area se ne occuperà la Federazione Russa.

L’accordo che è stato raggiunto tra le due parti riguarda quindi un’area terrestre e marittima vicino alla provincia di Latakia, nella Siria settentrionale, area in cui sorge la base aerea di Hmeimim controllata dai Russi e che permette di condurre attacchi contro le postazioni jihadiste e dei ribelli nella Siria settentrionale e centrale. E così si tratta di un ulteriore passo in avanti per la Federazione Russa per consolidare la propria presenza all’interno di un contesto bellico che è ancora in evoluzione. Hmeimim va a sommarsi alla base navale di Tartus che Mosca usa sin dai tempi dell’esistenza dell’Unione Sovietica e che riveste un’importante funzione strategica nel Mediterraneo, acque in cui Mosca vuole davvero contare qualcosa.

Nonostante alcune frizioni registrate già nei mesi precedenti tra Mosca e Assad circa il modus operandi del regime siriano nel contesto nazionale ed internazionale, il Cremlino dimostra ancora una volta di non voler indebolirsi a livello militare e logistico in un Paese ancora martoriato dal conflitto, in cui la presenza militare si è consolidata nel 2017. È ancora troppo presto per ipotizzare quando, come e se Mosca si ritirerà dalla Siria. Il supporto ad Assad resta più strategico che politico, in un momento in cui altri attori regionali, come Turchia ed Emirati Arabi, vogliono davvero mettere le mani sul futuro post-conflitto per espandere la propria influenza.

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