Negli ultimi tempi la Francia inizia ad alzare la testa, partendo dalle dichiarazioni del Presidente Macron riguardo la “morte cerebrale” della NATO fino a spingere con insistenza alla nascita di un esercito europeo, gli avvenimenti recenti ricollegati alle nuove priorità strategiche degli Stati Uniti fanno pensare a una Francia che può cogliere la palla al balzo per prendere il timone dell’Europa e candidarsi a nuova minaccia per l’egemonia statunitense.

 

Il ritiro degli Stati Uniti dal fronte mediorientale ha destato scalpore, la più grande potenza mondiale dei nostri giorni sembra aver dato preferenza ad altre priorità dal punto di vista strategico. Perché abbandonare il Medio Oriente? Non è più una priorità strategica, al momento gli USA hanno altro a cui pensare e non aveva più senso continuare a spendere risorse su un fronte non più indispensabile, meglio concentrarsi più a Oriente e contenere la spinta egemonica cinese, potendo già contare di ottimi rapporti con Stati come Giappone, Corea del Sud e India (a loro volta “spaventati” dall’ascesa cinese).

 

Abbiamo visto come negli ultimi tempi, in Europa, la Francia abbia iniziato ad alzare la voce puntando il dito contro l’ormai inefficienza della NATO in seguito alle azioni della Turchia contro i curdi. Parole pesanti che nascondono velati messaggi di ambizione a un ruolo ben più influente nello scenario internazionale, una sfida agli Stati Uniti che abbandonando il Medio Oriente rimettono “sul mercato” un fronte strategico che può sconvolgere gli equilibri del sistema internazionale. Non a caso la Russia ha preso subito la palla al balzo piombando in Siria subito dopo l’uscita di scena americana, resta (al momento) a guardare quell’Unione Europea che come sappiamo non è mai riuscita a lasciare un impatto considerevole in ambito di politica estera riconfermandosi per l’ennesima volta solo ed esclusivamente un gigante economico.

 

L’occasione sembra essere ghiotta, la morsa degli Stati Uniti si è allentata dando priorità alla sfida cinese in Oriente. Intendiamoci, non stiamo certo qui a dire che gli USA abbiano perso il loro dominio in Europa ma il semplice fatto che geograficamente (e non solo) siano più lontani rispetto a prima accende i fuochi di coloro che vogliono (e possono) provare a costruire una grande potenza anche in Europa. Ed è qui che entra in gioco la Francia.

Perché proprio la Francia? Parliamo già adesso di uno dei Paesi più importanti a livello internazionale (seggio permanente all’ONU), grande forza economica, gran peso politico e istituzionale all’interno dell’Unione Europea nonché uno dei Paesi fondatori.

A tutto ciò va ad aggiungersi una serie di fattori esterni che sembra la stiano spingendo sempre di più verso quel ruolo naturale di leadership nel continente, vedi il declino della Merkel in Germania e la questione Brexit in Regno Unito che hanno abbassato le quotazioni di questi due Paesi riguardo al ruolo di potenziale forza dominante in Europa.

 

La critica alla NATO è a sua volta una critica indiretta all’eccessiva funzione americano-centrica che il Patto Atlantico ha sempre ricoperto pure in seguito alla fine del bipolarismo, Macron non nasconde le ambizioni di un’Europa più forte e indipendente dal punto di vista militare, ed è chiaro come sia lui al momento il candidato principale per poter guidare il vecchio continente verso una personalità politica ben più potente nello scenario internazionale.

Le reazioni alle critiche di Macron non si fecero attendere, fu la stessa Merkel a richiamarlo sugli attenti ricordando che è proprio la NATO a garantire la sicurezza in Europa, rinvigorendo l’importanza del Patto Atlantico vista e considerata l’incapacità dell’Unione di provvedere autonomamente alla difesa comune.

 

Debolezza militare e dipendenza da altri, questi sono i punti deboli dell’Unione che gli impediscono di diventare una vera potenza nel sistema internazionale, dovessero le cose cambiare allora l’intero sistema internazionale ne sarebbe sconvolto e non sarebbe di certo una bella notizia per gli Stati Uniti che si ritroverebbero di fronte a un nuovo competitor nel ruolo di egemone globale.

È un’eventualità al momento remota, difficile da immaginare specie nel breve periodo, ma il desiderio della Francia sembra proprio vergere su questa direzione in quanto sa di essere la candidata principale a diven

tare il nuovo punto di riferimento del vecchio continente.

 

Macron è ormai da un po’ che spinge per l’esercito comune, anche in termini di politica estera sta cercando di diventare un punto di riferimento per far convergere il più possibile gli interessi di altri Paesi

Acquisire potere militare in termini di difesa e sicurezza, approfittare della fuoriuscita americana per rilanciare i rapporti con il Medio Oriente, agire con più efficacia sul fronte africano, staccarsi dalla NATO. dell’UE con i suoi.

Scenario, come detto prima, improbabile ma che stravolgerebbe l’attuale sistema internazionale e getterebbe le basi a un nuovo bipolarismo che gli USA guarderebbero con molta più preoccupazione di quanto oggi guardino alla Cina (eccessivamente gonfiata dai media e non ancora al livello di essere una seria minaccia per l’egemonia americana).

Gli USA non sono infatti degli estimatori del processo di integrazione europea, la realtà attuale non rappresenta ancora un problema per loro in quanto la voglia degli Stati di non rinunciare eccessivamente alla propria sovranità è ancora molto forte, ed è proprio per questo che possono permettersi di volgere lo sguardo altrove. Almeno per ora.

 

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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